A idealista/news, il socio e membro del consiglio di amministrazione della Volpes Case ha parlato della campagna promossa dall’agenzia immobiliare per sostenere la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Bambino Gesù
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Tiziana Volpes, socio della Volpes Case e membro del consiglio di amministrazione
Tiziana Volpes, socio della Volpes Case e membro del consiglio di amministrazione Tiziana Volpes

Il mondo immobiliare può incontrare il sociale? A quanto pare, sì. Ne è un esempio la Volpes Case srl, che ha deciso di promuovere una campagna volta a sostenere la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Bambino Gesù sede del Gianicolo a Roma. Nel concreto, l’agenzia immobiliare devolverà alla Fondazione Bambino Gesù il 100% della provvigione pagata dal venditore per ogni incarico di vendita residenziale conferito tra il 15 marzo e il 30 giugno 2026. A idealista/news, Tiziana Volpes, socio della Volpes Case e membro del consiglio di amministrazione, ha sottolineato: “Senza cambiare quello che facciamo, abbiamo cambiato il senso di quello che facciamo”. E ha affermato: “Credo che oggi il legame tra impresa e responsabilità sociale non sia più un’opzione, ma una direzione naturale”.

In cosa consiste esattamente il progetto e qual è l’obiettivo?

“Abbiamo scelto di sostenere la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Bambino Gesù al Gianicolo con un obiettivo molto semplice: contribuire in modo concreto a qualcosa che ha un valore reale per tutta la nostra comunità.

L’iniziativa nasce nell’ambito di un accordo ufficiale con la Fondazione Bambino Gesù e consiste in una scelta chiara: devolvere il 100% della provvigione lato venditore per ogni incarico di vendita residenziale conferito nel periodo della campagna, dal 15 marzo al 30 giugno 2026. 

In questo modo, ciò che per noi è attività quotidiana — accompagnare le persone in una delle decisioni più importanti della loro vita — diventa anche un contributo diretto alla realizzazione di una struttura fondamentale per i bambini e le loro famiglie. In fondo, abbiamo scelto di mettere il nostro lavoro al servizio di qualcosa che resta.

È un progetto che ci ha colpito subito, perché parliamo di un’eccellenza del nostro territorio e di un luogo in cui ogni spazio in più può fare davvero la differenza”.

Come è nata l’idea di dare vita a questa iniziativa?

“L’idea nasce da un percorso che – sia come famiglia, che come azienda – portiamo avanti da tempo. Abbiamo sempre cercato, anche in modo discreto, di sostenere iniziative sociali e realtà che operano sul territorio, sia direttamente sia tramite Associazioni di beneficenza, come ‘Amitié Sans Frontières Roma’, alla quale ho l’onore di appartenere da più di 23 anni, e ‘Insieme con il cuore OdV’, entrambe impegnate nel supporto a situazioni di fragilità.

A un certo punto, però, ci siamo fermati a riflettere e ci siamo chiesti se il nostro lavoro potesse fare qualcosa di più. 

Da qui è nata questa scelta: senza cambiare quello che facciamo, abbiamo cambiato il senso di quello che facciamo.

Sentivamo l’esigenza di compiere un passo ulteriore, non limitarci a sostenere, ma contribuire in modo diretto. In questo senso, è anche un’iniziativa innovativa: è la prima volta, almeno per quanto riguarda la Fondazione Bambino Gesù, che nel nostro settore viene strutturata una campagna di questo tipo, con un impegno così concreto”.

Può esserci un legame importante tra mondo immobiliare e sociale? È effettivamente possibile dare un contributo e promuovere iniziative di questo tipo?

“Credo che oggi il legame tra impresa e responsabilità sociale non sia più un’opzione, ma una direzione naturale.

Anche un settore come il nostro, che può sembrare lontano da questi temi, in realtà ha un grande potenziale. 

Ogni giorno entriamo in relazione con le persone in momenti importanti della loro vita e questo ci dà anche la possibilità di generare un impatto che va oltre la singola operazione. Questa iniziativa dimostra proprio questo: che è possibile unire attività professionale e valore sociale in modo concreto.

E ci auguriamo davvero che possa essere anche un esempio. Se altri colleghi decidessero di intraprendere iniziative simili, ciascuno nel proprio ambito, l’impatto complessivo potrebbe diventare molto significativo.

Perché, in fondo, vendere casa può diventare un gesto concreto che va oltre la semplice transazione economica”.

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