Incastonata nell'entroterra pugliese a 400 metri sul livello del mare, Martina Franca è uno dei borghi più eleganti della Valle d'Itria: il suo centro storico è un susseguirsi di edifici barocchi, stradine lastricate di pietra bianca e palazzi con balconate decorate a mano. Ma cosa vedere a Martina Franca? Non è una meta dove fare solo belle foto, ma un luogo dove ogni edificio, ogni piazza e ogni prodotto locale racconta qualcosa di preciso sul suo passato.
Perché si chiama Martina Franca: una doppia origine
Il nome della città porta con sé due storie distinte: "Martina" risale al X secolo, quando un gruppo di profughi in fuga da Taranto si stabilì sulle alture del Monte di San Martino, fondando un insediamento dedicato a San Martino di Tours.
"Franca" arrivò invece nel 1310, quando Filippo I d'Angiò, Principe di Taranto, concesse agli abitanti l'esenzione da tasse e dazi doganali per favorire la crescita demografica ed economica del borgo: il paese divenne così "libero da tributi", attraendo mercanti e agricoltori da tutta la regione.
Cosa vedere a Martina Franca in un giorno
Chi dispone di un solo giorno per visitare Martina Franca può toccare i punti principali del centro storico senza troppa fretta: il percorso naturale parte dalla Porta di Santo Stefano e si snoda lungo il Corso Vittorio Emanuele, che i locali chiamano semplicemente u'ring (il ringo), fino alle piazze principali.
Il centro storico di Martina Franca
Il centro storico di Martina Franca è tra le prime cose da vedere: le case bianche a calce, i vicoli stretti, i balconi in ferro battuto fiorito e le decorazioni barocche degli edifici nobiliari creano un ambiente suggestivo. Passeggiare tra queste strade significa attraversare un patrimonio architettonico che va dal Quattrocento al Settecento, con il barocco martinese - una variante locale influenzata da Lecce - come stile dominante.
Palazzo Ducale
Costruito nel 1668 sulle fondamenta di un castello medievale del 1338, il Palazzo Ducale - che oggi ospita il Municipio - è il principale simbolo del potere nobiliare della città.
Il progetto originario prevedeva 300 ambienti tra camere, cappelle, stalle, cortili e un teatro, ma non fu mai ultimato. Le sale del Piano Nobile - dell'Arcadia, del Mito e della Bibbia - conservano gli affreschi di Domenico Carella del 1776 e sono aperte al pubblico.
La Basilica di San Martino
Edificata a partire dal 1747, dopo i danni causati dal terremoto del 1743, la Basilica di San Martino è l'esempio più compiuto del rococò martinese. La facciata, alta 37 metri e realizzata in pietra calcarea locale, è divisa in due ordini e decorata con sculture tra cui l'altorilievo di San Martino che divide il mantello.
All'interno, la Cappella della Natività conserva un gruppo scultoreo del maestro rinascimentale Stefano da Putignano. La basilica custodisce anche le reliquie di Santa Comasia, copatrona della città; nel 2002 è stata riconosciuta dall'UNESCO come “monumento testimone di una cultura di pace”.
La Chiesa di San Domenico
Nascosta tra i vicoli del centro, la Chiesa di San Domenico è una delle architetture più originali di Martina Franca. Il complesso - chiesa più convento annesso - risale al XV secolo: la facciata è di ispirazione leccese, con capitelli elaborati e un portale che reca lo stemma vaticano.
Attraversando la chiesa si accede al chiostro, caratterizzato da colonne con archi a volte a stella: un ambiente raccolto e insolito, spesso trascurato dai percorsi turistici più affollati.
Le piazze e le porte della città
Martina Franca ha alcune piazze che meritano attenzione specifica: Piazza Plebiscito ospita il Palazzo dell'Università e la Torre Civica con orologio del 1734. Adiacente ad essa si trova Piazza Maria Immacolata, nota come "I Portici": la sua struttura semicircolare, progettata dall'architetto Davide Conversano come raccordo ellittico tra diversi palazzi, è una rarità architettonica nel panorama pugliese. Le antiche porte della città, Porta di Santo Stefano e Porta di San Nicola, segnano i confini dell'antico nucleo urbano.
Cosa c'è di tipico a Martina Franca
La cucina di Martina Franca merita un capitolo a parte. Alcuni prodotti e piatti rappresentano la tradizione martinese in modo autentico:
- capocollo di Martina Franca: salume stagionato con erbe aromatiche mediterranee, tradizionalmente conservato nei trulli. È il prodotto simbolo della città;
- bombette: involtini di capocollo farciti con formaggio, cotti alla griglia. Il grasso della carne si scioglie durante la cottura, amalgamandosi con il ripieno;
- strascinate di grano arso con ragù martinese: pasta allungata simile all'orecchietta, preparata con farina di grano arso (dal sapore affumicato) e condita con ragù di carne bovina cotto lentamente;
- fave, cicorie e cornaletti fritti: piatto contadino semplice, a base di fave secche condite con olio, cicoria lessata e friggitelli fritti;
- bocconotto: dolce di pasta frolla ripieno di crema e amarene, vicino per concezione al pasticciotto leccese.
In quale periodo visitare Martina Franca
La stagione più adatta per visitare la città a piedi, con temperature miti e la campagna circostante in fioritura è la primavera, tra aprile e giugno; l'estate, a luglio, porta il Festival della Valle d'Itria, rassegna internazionale di musica lirica che richiama pubblico da tutta Europa.
In autunno si segnalano la Festa della Bombetta a ottobre e la Festa di San Martino l'11 novembre, con bancarelle, musica e le tradizionali pettole.
Quanto tempo ci vuole per visitare Martina Franca
Per coprire il centro storico di Martina Franca nelle sue tappe principali è sufficiente una giornata; chi vuole approfondire anche i dintorni - la Riserva Naturale Bosco delle Pianelle, le masserie storiche e i trulli sparsi nella campagna - dovrebbe prevedere almeno due giorni.
Per chi sta visitando il territorio pugliese, è consigliabile abbinare la visita a Alberobello o Locorotondo, raggiungibili facilmente, così da costruire un itinerario coerente nella Valle d'Itria.








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