Il grafico classifica i tassi di risparmio delle famiglie nelle principali economie utilizzando i dati più recenti dell’OCSE. Ne risulta un ampio divario tra chi riesce a risparmiare di più e chi fatica a mettere denaro da parte. In Paesi come Svezia e Ungheria, le famiglie risparmiano oltre il 10% del proprio reddito. Negli Stati Uniti, questa percentuale è solo del 4,9%. l'Italia si colloca nella parte bassa della classifica con un 4,2 per cento, al pari della Norvegia. Poco meglio fa il Portogallo mentre la Spagna riesce a risparmiare oltre il 9 per cento dei proventi da lavoro.
Quanto reddito si risparmia Paese per Paese
La Svezia è al primo posto come Paese più “disciplinato” nel risparmio, con un tasso di risparmio netto delle famiglie aumentato di quasi otto volte negli ultimi due decenni, passando dal 2,3% al 16%.
Molti Paesi europei si collocano ai vertici della classifica, tra cui l’Ungheria (14,3%) e la Francia (12,8%). Questi livelli elevati sono spesso legati a fattori strutturali come i sistemi pensionistici e l’invecchiamento della popolazione.
A metà classifica, i tassi di risparmio diminuiscono rapidamente. Stati Uniti, Canada e Regno Unito si attestano tutti intorno al 5% o meno, molto indietro rispetto ai principali Paesi europei. Il divario è particolarmente evidente a livello globale: le famiglie statunitensi risparmiano circa la metà rispetto a quelle messicane e meno di un terzo rispetto a quelle svedesi.
In fondo alla classifica, la situazione si ribalta completamente. In Paesi come Nuova Zelanda e Sudafrica, le famiglie non risparmiano affatto, anzi, spendono più di quanto guadagnano. Tassi di risparmio negativi significano generalmente che le persone stanno utilizzando risparmi accumulati in passato o contraendo debiti per coprire le spese quotidiane: un segnale di difficoltà finanziaria, più che una scelta.








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