Cosa cambia per l’IMU dal 2026?

Quali immobili pagano l’IMU nel 2026? Ecco cosa sapere su regole, aliquote ed esenzioni aggiornate.
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L’IMU continua a rappresentare una delle imposte più rilevanti per i proprietari di immobili, seconde case e fabbricati diversi dall’abitazione principale. Con l’avvicinarsi delle scadenze fiscali, molti contribuenti si chiedono quali aliquote saranno applicate, quali categorie avranno diritto alle agevolazioni e quali novità introduce la normativa aggiornata.

Cosa cambia per l’IMU dal 2026? Questa imposta sarà interessata da alcune novità che puntano a semplificare il sistema fiscale locale, con l’adozione di criteri più rigorosi per i Comuni. L’obiettivo della riforma è garantire maggiore uniformità nell’applicazione delle aliquote e limitare le differenze tra i vari territori.

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Nel 2026 che IMU si paga?

Nel 2026 l’IMU si conferma uno dei balzelli principali che colpisce i proprietari di immobili, ma non tutti, visto che ci sono diversi casi di esenzione, ma anche agevolazioni e sconti che permettono di ridurre l’impatto di questa imposta. Nel 2026 l’IMU continua a essere dovuta principalmente su seconde case, immobili di lusso, aree edificabili e alcuni fabbricati produttivi. Nel dettaglio, nel 2026 si paga l’IMU su:

  • seconde case;
  • immobili commerciali e produttivi;
  • aree edificabili;
  • terreni agricoli non esenti;
  • abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9);
  • immobili sfitti o non utilizzati, salvo agevolazioni comunali.

Le scadenze IMU per il 2026, al pari degli anni precedenti, sono principalmente due: 16 giugno per il versamento dell’acconto o pagamento in un’unica soluzione e 16 dicembre per il pagamento del saldo.

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Quali sono le novità per l'IMU 2026?

L’IMU 2026 si presenta con diverse novità che riguardano soprattutto le aliquote comunali, le categorie di immobili agevolabili e la gestione del prospetto IMU da parte dei Comuni. Anche se la struttura generale dell’imposta resta invariata, il 2026 introduce regole più uniformi e una maggiore flessibilità per gli enti locali, con possibili effetti concreti sull’importo da pagare da parte dei proprietari di immobili. Ecco le principali novità per l’IMU 2026.

Nuove aliquote uniformi

In base a quanto previsto dal Decreto MEF del 6 novembre 2025, viene introdotto un nuovo sistema di elaborazione delle aliquote comunali attraverso il nuovo prospetto aliquote IMU 2026, predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per semplificare radicalmente il sistema, con un occhio alle novità per l’elaborazione e la trasmissione del prospetto stesso;

Le oltre 250.000 fattispecie applicabili negli anni scorsi sono state ridotte a un sistema uniforme e strutturato, con un numero limitato di categorie standard tra cui i Comuni possono scegliere. Questo rende più prevedibile e comprensibile il calcolo per i contribuenti e riduce il rischio di errori. Gli obiettivi di questo cambiamento sono diversi:

  • semplificare il calcolo dell’imposta;
  • uniformare le regole tra i vari Comuni;
  • ridurre gli errori interpretativi;
  • aumentare la trasparenza fiscale.

Aliquote agevolate o ridotte

Un’altra importante novità riguarda le nuove categorie di immobili che potranno beneficiare di aliquote più contenute rispetto a quella standard. Si tratta in particolare di immobili concessi in comodato; fabbricati inagibili o inabitabili; case non locate e non utilizzate; immobili turistici o case vacanza. Bollettino IMU precompilato: tra le novità previste per quest’anno si segnala anche che l’IMU 2026 arriva a casa, visto che il Comune invierà un avviso precompilato da pagare tramite pagoPA o altri metodi. 

IMU 2026 seconda casa

Uno dei cambiamenti più rilevanti per il 2026 è sicuramente la maggiore libertà riconosciuta ai Comuni nel decidere una riduzione dell’IMU fino al 50% per la seconda casa, a patto di rispettare alcune condizioni, In primis gli immobili non devono essere concessi in locazione né in comodato e in generale non devono produrre reddito.

In secondo luogo, per una riduzione dell’IMU 2026 per la seconda casa, gli immobili devono essere utilizzati solo per periodi limitati durante l’anno, come ad esempio nel caso di un’abitazione al mare. In generale, quindi, si tratta degli immobili a disposizione, utilizzati solo stagionalmente a livello personale e non già per finalità turistiche o altre attività a scopo di lucro.

Qual è la percentuale dell'IMU per il 2026?

Il decreto ministeriale del 6 novembre 2025 ha previsto anche un aggiornamento del prospetto delle aliquote IMU da utilizzare per il 2026. Di fatto, non esiste una percentuale unica valida per tutta Italia, perché l’IMU viene stabilita dai singoli Comuni entro limiti fissati dalla normativa nazionale.

Le aliquote IMU 2026 sono quelle già previste per gli anni precedenti, con la differenza rilevante che i Comuni avranno ora meno margini di manovra nella definizione delle stesse. Al fine di evitare disparità territoriali particolarmente marcate, ai Comuni sarà riconosciuta la facoltà di differenziare le aliquote entro categorie e limiti massimi fissati a livello nazionale.

Per gli immobili diversi dall’abitazione principale l’aliquota base è pari all’8,6 per mille, mentre quella massima ordinaria non potrà superare il 10,6 per mille. Prevista altresì una soglia massima eccezionale che sale fino all’11,4 per mille, con possibilità in ogni caso di applicare delle riduzioni in determinati casi.

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Quali sono le esenzioni IMU per il 2026?

Oltre alle riduzioni e agli sconti che possono essere applicati con una certa autonomia dai singoli Comuni, restano numerose le esenzioni IMU, che coinvolgono sia abitazioni private sia immobili con finalità sociali, agricole o istituzionali. Ecco le principali:

  • immobili adibiti ad abitazione principale: l’esenzione riguarda l’abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze. In alcuni casi specifici, le agevolazioni possono essere mantenute anche in presenza di affitto parziale dell’immobile. Esenzioni anche per gli immobili assimilati alla prima casa, quali: alloggi sociali; case assegnate ai soci di cooperative edilizie, immobili assegnati al genitore affidatario dei figli e abitazioni di militari e forze dell’ordine in alcuni casi specifici;
  • immobili occupati abusivamente: è necessario che il proprietario abbia presentato denuncia all’autorità giudiziaria e comunicazione al Comune;
  • terreni agricoli: posseduti e coltivati da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, ma anche i terreni situati in zone montane, come 
    quelli ubicati nelle isole minori e terreni agro-silvo-pastorali a proprietà collettiva;
  • altre tipologie di immobili:
  • immobili dello Stato e degli enti pubblici destinati a finalità istituzionali;
  • edifici destinati al culto;
  • musei e biblioteche;
  • immobili della Santa Sede;
  • fabbricati del gruppo catastale E;
  • contratti di locazione a canone concordato (riduzione del 25%);
  • casa vacanza: riduzione fino al 50% a certe condizioni;
  • pensionati iscritti all’AIRE: sconto IMU del 50% o esenzione totale in presenza di determinati requisiti.