Antuni, la ghost town del Lazio sul Lago Turano da scoprire

Un borgo medievale sul Turano e una città fantasma a piedi. Storia, luoghi e sapori da scoprire nel cuore del Lazio.
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Justinawind, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un paese letteralmente diviso dall'acqua e, a pochi passi, una città fantasma rimessa in piedi dopo una ferita storica: nel Lazio succede a Castel di Tora. Qui il lago del Turano disegna una scenografia potente, mentre l'altura di Antuni custodisce i segni di un abbandono drammatico e di una lenta rinascita. Si parla di un luogo che sorprende per contrasti: silenzi e viste aperte, pietra antica e acqua turchese, memorie e nuovi percorsi. 

Il borgo diviso dal lago: perché colpisce

Castel di Tora si affaccia su un bacino artificiale, il lago del Turano, che taglia il territorio e lo rende riconoscibile a prima vista. Ci si trova nel cuore dell'Appennino laziale, all'interno della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, dove i paesaggi conservano una dimensione intatta. Il profumo delle ginestre in stagione accompagna scorci limpidi sull'acqua e sulla valle, disegnando un quadro che resta impresso. 

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Antuni, la città fantasma che racconta rinascita

Antuni è un borgo storico abbandonato che oggi alimenta curiosità e domande. L'abbandono arrivò dopo un bombardamento non previsto, causato da un errore di lancio: le esplosioni danneggiarono gravemente abitazioni civili, il Castello di Antuni e vari edifici religiosi. La comunità fu costretta a lasciare, e per anni il luogo rimase silenzioso, ferito e inaccessibile. Dopo il 1992 il Comune di Castel di Tora ha avviato lavori di restauro che hanno ridato percorribilità e sicurezza, rendendo il borgo nuovamente visitabile.

Come visitare Antuni: accessi e percorsi

Il borgo non è raggiungibile in auto: per arrivare serve muoversi a piedi lungo i percorsi predisposti. Per chi desidera scoprire l'area in sicurezza, si dovrebbe monitorare il calendario delle iniziative dell'associazione "Camminando con", che organizza visite guidate durante l'anno. Le uscite propongono tratti tra vegetazione e mulattiere, con affacci sul lago che cambiano a ogni tornante. 

L'eremo e la grotta: l'altra sorpresa sul percorso

Lungo il cammino si può raggiungere l'eremo di San Salvatore, costruito quasi al livello dell'acqua, in una posizione che amplifica il senso del luogo. All'interno della grotta naturale associata all'eremo sono conservati un altare e affreschi seicenteschi. L'incontro tra devozione, roccia e lago genera una suggestione difficile da replicare altrove. 

Percorsi e scorci da cartolina sul lago

Il perimetro del Turano regala viste che cambiano con la luce, mentre i colli circostanti offrono angolazioni sempre nuove su Castel di Tora e su Antuni. In giornate terse l'acqua riflette colori intensi e i profili dei borghi emergono più netti, creando una continuità tra architettura e paesaggio. Si percepisce bene come il lago abbia riscritto gli equilibri, senza cancellare l'identità dei luoghi. La riserva naturale garantisce un contesto protetto, in cui la presenza umana resta misurata e rispettosa. 

La tavola del territorio: formaggi, bosco e lago

I formaggi locali sono protagonisti, con pecorini e vaccini lavorati dagli agricoltori, insieme a una ricotta di pecora che parla di tradizione. Accanto alle paste filate e alle caciotte, entrano in gioco ingredienti di bosco e campi, che completano il quadro dei sapori. Il lago aggiunge specialità ittiche, mentre le comunità celebrano questi prodotti con appuntamenti gastronomici sentiti. Prima di ordinare, conviene farsi un'idea delle proposte più tipiche per orientare la scelta:

  • Formaggi locali: pecorini e vaccini prodotti in zona, con profili diversi a seconda della stagionatura.
  • Ricotta di pecora: fresca e delicata, spesso proposta in abbinamento a pani e mieli del territorio.
  • Ingredienti del sottobosco: tartufi e funghi porcini, presenti nelle preparazioni più identitarie.
  • Specialità del lago: piatti a base di pesce d'acqua dolce, legati alla tradizione delle sponde del Turano.
  • Cereali del territorio: base di minestre e zuppe che raccontano la cucina di montagna.

Articolo visto su (turistipercaso.it) Lazio, il borgo diviso in due dal lago che ospita una bellissima ghost town

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