"L'approvazione alla Camera del decreto-legge sul Piano Casa e le indicazioni fornite dal commissario straordinario Felice Squitieri nella sua prima intervista, consentono di guardare con maggiore concretezza ai passaggi che ci aspettano. Importante, anzitutto, è l'accento posto dal commissario sull'urgenza di procedere alla ristrutturazione delle circa 60.000 case popolari vuote e non assegnabili per carenze manutentive, indicato dall'architetto Squitieri come 'primo traguardo cronologico'. Si tratta, come Confedilizia denuncia da anni, di una situazione intollerabile alla quale deve al più presto essere posto rimedio". Lo ha sottolienato Giorgio Spaziani Testa, Presidente Confedilizia.
"Di interesse - ha aggiunto - è anche la conferma da parte del commissario governativo che il Piano Casa potrà contare complessivamente su 4,8 miliardi di euro, ai quali si aggiungeranno ulteriori fondi relativi alla 'coesione sociale. Si tratta di risorse non trascurabili che, se opportunamente indirizzate, possono consentire di fornire risposte adeguate alle esigenze abitative cui il Piano è rivolto"
Federcepicostruzioni, garantire il coivolgimento delle piccole e medie imprese
Sul Piano Casa è intervenuto anche il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi. "Accogliamo positivamente il Piano Casa del Governo. Finalmente, dopo troppi anni caratterizzati da interventi frammentari, si torna a parlare di una politica abitativa nazionale strutturata, capace di affrontare uno dei problemi sociali ed economici più rilevanti del Paese".
"La casa - prosegue Lombardi - non rappresenta soltanto un bene immobiliare, ma costituisce un presupposto essenziale per la formazione delle famiglie, per la natalità, per la mobilità dei lavoratori e per l'inclusione sociale. L'aumento dei prezzi e dei canoni di locazione sta rendendo sempre più difficile l'accesso all'abitazione non soltanto per le fasce più deboli, ma anche per giovani, famiglie e lavoratori con redditi medi".
Secondo Federcepicostruzioni, è particolarmente importante la scelta di puntare sul recupero degli alloggi pubblici oggi inutilizzati o non assegnabili, evitando che una parte rilevante del patrimonio immobiliare dello Stato e degli enti territoriali continui a rimanere abbandonata mentre migliaia di cittadini attendono una casa.
"Il vero banco di prova sarà, tuttavia, la capacità di trasformare rapidamente le risorse disponibili in progetti, cantieri e abitazioni concretamente fruibili. Occorrono una programmazione territoriale chiara, tempi autorizzativi certi, procedure semplici e una forte responsabilizzazione di Regioni, Comuni ed enti gestori".
Federcepicostruzioni chiede inoltre che l'attuazione del Piano "garantisca il pieno coinvolgimento delle piccole e medie imprese delle costruzioni, evitando l'eccessivo accorpamento degli interventi e favorendo una suddivisione degli appalti compatibile con la struttura produttiva dei territori"








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