Non tutte le cartoline di Puglia sono bianche. Nel cuore della Murgia, a breve distanza da Bari, c'è un centro storico che sorprende per una scelta cromatica fuori schema: facciate azzurre, archi celesti, vicoli indaco. Si parla di Casamassima, ribattezzata "Paese Azzurro", un'anomalia affascinante rispetto ai borghi candidi più noti. Ma perché qui il blu ha preso il posto della calce? E, soprattutto, cosa vale davvero la pena vedere durante una sosta?
Perché è tutto azzurro: voto contro la peste e memorie antiche
Secondo la tradizione locale, l'origine del blu risale alla metà del Seicento, negli anni in cui la peste colpì duramente Bari. Per proteggere la comunità, il signore del feudo fece chiudere le porte del borgo e formulò un voto alla Madonna di Costantinopoli: se Casamassima fosse stata risparmiata, le case sarebbero state dipinte con i colori del suo manto. La promessa, tramandata nei racconti popolari, venne onorata con calce mescolata a pigmenti azzurri, usata anche per sanificare le pareti.
Nel tempo sono emerse letture alternative. Alcuni studi richiamano l'influenza di comunità ebraiche, accostando il borgo a celebri "città blu" nel mondo dove l'azzurro, simbolo di protezione e spiritualità, è ricorrente. Negli anni Sessanta, poi, un pittore milanese contribuì a fissare l'immagine del luogo: incantato dai vicoli, lo immortalò su tela e coniò l'appellativo "Paese Azzurro", che da allora accompagna Casamassima nella narrazione contemporanea.
Cosa vedere nel centro storico di Casamassima a piedi
Il centro antico si visita bene a piedi: si consiglia di entrare dal salotto urbano principale e poi perdersi tra le viuzze in pietra.
Porta Orologio e Piazza Aldo Moro
Piazza Aldo Moro è l'accesso naturale al nucleo storico. L'ingresso scenografico è la Porta Orologio, costruita nell'Ottocento in sostituzione della porta medievale. La forma piramidale che culmina con il quadrante e le campane rende l'arco immediatamente riconoscibile.
Rione Scesciola, Via Paliodoro e i "chiassi"
All'interno del centro antico si incontrano i "chiassi": corti e vicoli ciechi che storicamente ospitavano attività quotidiane e relazioni di vicinato. Nel Rione Scesciola il blu è più intenso e stratificato. Via Paliodoro e il Chiasso Bongustai sono tra gli angoli più ricercati per le foto, con scalinate in pietra, balconi in ferro e vasi fioriti.
Chiesa Matrice di Santa Croce
In Piazza Santa Croce sorge la Chiesa Matrice, edificio di impianto medievale rimaneggiato nei secoli. L'interno custodisce elementi di pregio: una scultura della Madonna delle Grazie attribuita a un maestro rinascimentale pugliese, un grande Crocifisso moderno e un battistero di antica datazione.
Il legame con la reliquia del legno della Santa Croce, documentato dal Seicento, rafforza il ruolo storico della parrocchia per la comunità.
Monastero di Santa Chiara e Complesso delle Monacelle
Casamassima conserva una forte impronta religiosa anche nelle architetture. Il Monastero di Santa Chiara, fondato nel Cinquecento, ha cambiato più volte funzione prima di diventare sede di clausura per le Clarisse.
Non distante, il Complesso delle Monacelle ricorda una stagione in cui l'educazione musicale femminile trovò qui spazio e strumenti; all'Auditorium dell'Addolorata si possono ancora vedere un altare marmoreo e un matroneo dorato collegato alla vita delle orfanelle che assistevano alle funzioni dietro eleganti grate.
Palazzi nobiliari e Arco delle Ombre
L'itinerario tocca anche le residenze civili: il Palazzo Ducale, con tracce della tinta originaria, il Palazzo Amenduni con un balcone barocco in ferro battuto che cattura l'obiettivo, e il Palazzo de Bellis.
Una tappa curiosa è l'Arco delle Ombre: prima dell'illuminazione elettrica, le lanterne dei passanti proiettavano sagome ingigantite sulle murature, alimentando racconti di presenze inquietanti.
Nei dintorni: abbazia rurale, memoria di guerra e natura
Le campagne attorno al borgo invitano a una breve deviazione. Sulla strada per Turi sorge l'Abbazia di San Lorenzo, piccolo scrigno di arte sacra con affreschi antichi che interessano chi ama la pittura medievale. Lungo la SS100 si trova il Cimitero Militare Polacco, luogo curato con grande attenzione che accoglie le sepolture di soldati caduti durante la Seconda guerra mondiale, legati alla fase di liberazione della penisola.
Tra fine marzo e settembre, alzando lo sguardo tra tetti e campanili del centro storico, si può osservare il volo del Falco Grillaio. Questo piccolo rapace migratore, specie protetta, torna a nidificare nelle Murge dopo il lungo viaggio dall'Africa australe.
Tradizioni e sapori: la Quarantana e la Ciliegia Ferrovia
Durante la Quaresima, appese tra i balconi compaiono le "Pupe della Quarantana": sette bamboline in tessuto scuro con fuso e lana che segnano, domenica dopo domenica, l'avvicinarsi della Pasqua.
La vocazione agricola si riflette in modo netto a fine maggio e in giugno con la raccolta della Ciliegia Ferrovia, protagonista di sagre e iniziative locali. A settembre, la seconda domenica è dedicata alle celebrazioni di San Rocco, richiamo alla memoria del voto seicentesco che segna ancora l'identità del paese.
Come arrivare a Casamassima
La visita funziona bene in mezza giornata, con andatura lenta e soste fotografiche. Casamassima si trova circa 20 km a sud-est di Bari. In auto, si percorre la SS100 Bari-Taranto con uscita per il paese.
In treno, è servita dalle Ferrovie del Sud Est con collegamenti verso l'entroterra murgiano. Aree di sosta gratuite si trovano nei pressi di Piazza Aldo Moro e lungo i viali esterni al perimetro antico; dal parcheggio al varco monumentale bastano pochi minuti a piedi.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il borgo pugliese tutto azzurro che vale una sosta fuori dai soliti itinerari








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