Quanto incide l’inflazione di giugno 2026 sui rinnovi annuali d’affitto nelle città italiane

In Italia, in media, si pagheranno circa 29 euro in più al mese (e 348 euro all’anno)
Milano
idealista/news

Come di consueto, a metà di ogni mese, l’Istat ha diffuso i dati sull’inflazione. A giugno 2026, secondo le rilevazioni dell’Istituto, l’aumento per l’indice dei prezzi al consumo su base annua è del 3%. Più o meno lo stesso andamento che si registra per l’indice FOI: +2,9%. Quest’ultimo dato impatterà direttamente sui bilanci famigliari degli inquilini che hanno il rinnovo annuale dell’affitto, per i quali scatterà un ritocco del canone di locazione. In Italia, in media, si pagheranno circa 29 euro in più al mese (e 348 euro all’anno). Ma lo scenario varia a seconda della città in cui si abita.

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L’aumento dell’inflazione, come già accennato, grava in maniera tangibile sul bilancio domestico delle famiglie italiane, soprattutto per chi deve fare i conti con l’adeguamento annuale del canone di locazione (per i contratti 4+4). Gli aumenti più consistenti si registrano a Milano, dove gli affitti mensili aumenteranno di circa 57 euro al mese rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (giugno 2025). Per gli inquilini romani, invece, l’incremento mensile sarà di circa 41 euro mensili.

Il report si concentra sull’analisi della media dei canoni di locazione richiesti negli annunci di trilocali in affitto pubblicati su idealista. Il taglio immobiliare analizzato dallo studio è stato individuato in quanto risulta essere quello più richiesto dalle famiglie, la categoria su cui l’aumento dell’inflazione pesa maggiormente.

In Italia, l’affitto per una casa con tre locali, secondo quanto rilevato a giugno 2025, era di 980 euro al mese. Con l’adeguamento annuale calcolato con l’indice di inflazione FOI di giugno 2026, gli inquilini che dovranno fare i conti con il rinnovo del canone dovranno pagare circa 29 euro in più al mese (e mediamente 348 euro all’anno). 

A seconda della città analizzate (il report si è concentrato esclusivamente sui capoluoghi e non sulle province per via di una base dati molto più consistente) lo scenario può variare, anche in maniera considerevole, ma comunque entro una forbice che passa dagli aumenti di 57 euro mensili di Milano (684 circa all’anno) ai 10 euro di Isernia (120 all’anno). Una situazione tutto sommato preventivabile, se consideriamo che il capoluogo lombardo, ormai da tempo, rappresenta anche la città con la media degli affitti più cara d’Italia. 

Aumentano di circa 42 euro (circa 504 totali all’anno) gli affitti per gli inquilini che hanno il rinnovo annuale del canone di locazione a Firenze e di circa 41 euro mensili (492 euro annui) a Bolzano, Roma e Venezia. Rialzi nell’ordine dei 38 euro al mese (456 euro all’anno), invece, per i canoni a Como. 

Mentre si registrano ritocchi mensili di circa 35 euro (circa 420 totali all’anno) a Bologna e Monza. Ritocchi da 32 euro al mese (384 all’anno), mediamente, a Cagliari, Napoli, Padova e Salerno. Più in generale, gli impatti minori sugli aumenti dei canoni d’affitto (non oltre i 13 euro mensili) si rilevano ad Asti, Carbonia, Caltanissetta, Nuoro, Vibo Valentia, Lanusei, Isernia.

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