Turismo religioso, un boom da miliardi che cambia le città

Pellegrini e grandi eventi portano anche flussi, lavori, prenotazioni fuori stagione e nuove esigenze per hotel, trasporti e borghi.
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Secondo Grand View Research il mercato globale del turismo religioso valeva 286,6 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe salire a 671,9 miliardi entro il 2030. Una stima da leggere con cautela, ma che indica una direzione netta. Anche le dimensioni dei movimenti confermano la tendenza: UN Tourism richiama circa 600 milioni di viaggi religiosi e spirituali nel mondo tra flussi domestici e internazionali. 

Roma 2025: quando la fede ridisegna i servizi urbani

La scala la mostra Roma. Il Giubileo 2025 ha significato, oltre ai riti, una città trasformata in infrastruttura di accoglienza: circa 33,5 milioni di pellegrini da 185 Paesi hanno imposto un salto organizzativo su trasporti, sicurezza, pulizia e ospitalità. Al fianco delle celebrazioni, si sono mossi cantieri e investimenti: 3,7 miliardi di euro per opere infrastrutturali, mentre fonti AP hanno indicato circa 4 miliardi di fondi pubblici e 110 interventi completati su 117. 

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Quanto è costato e cosa resta

Tra opere che fluidificano i flussi e interventi su aree simboliche, l'effetto non si esaurisce con l'Anno Santo. Il collegamento tra aree chiave come San Pietro e Castel Sant'Angelo, la manutenzione straordinaria su spazi pedonali e gli upgrade della mobilità restano in dote a una capitale che deve gestire numeri turistici importanti tutto l'anno. La ricaduta, in questo caso, è tanto economica quanto urbanistica.

Assisi 2026: mezzo milione di visitatori in un mese

Dall'altra parte della scala c'è Assisi. Nel 2026 l'ottavo centenario della morte di San Francesco e l'attenzione crescente attorno a Carlo Acutis hanno acceso un doppio riflettore internazionale. Per l'esposizione delle reliquie, fonti AP hanno riportato quasi 400 mila prenotazioni, con una stima fino a 500 mila visitatori in un mese. 

Lourdes, Fatima, Santiago: tre economie diverse 

Lo stesso fenomeno assume forme differenti. Lourdes è il santuario internazionale con un sistema di accoglienza molto strutturato: forte presenza di malati, volontari e servizi dedicati, dall'accessibilità ai supporti sanitari. Fatima mostra la dimensione dei gruppi organizzati: nel 2025 il Santuario ha registrato 5.608 gruppi, +7,2% sul 2024, di cui 4.332 stranieri provenienti da 84 nazionalità. Santiago, invece, racconta l'economia del cammino: nel 2025 oltre 530 mila pellegrini hanno ottenuto la Compostela, in crescita del 6% sull'anno precedente.

Cosa serve per non farsi travolgere

L'organizzazione fa la differenza tra opportunità e stress. Non bastano campagne promozionali: servono strumenti operativi, standard condivisi e coordinamento stabile tra istituzioni e privati. I casi europei indicano alcune priorità concrete su cui agire prima che arrivino i picchi.

  • Capienze e flussi: piani per accessi scaglionati, percorsi pedonali dedicati, navette e aree di sosta temporanee.
  • Servizi essenziali: bagni puliti, fontanelle, punti di primo soccorso, multilingual help desk e segnaletica leggibile.
  • Dati in tempo reale: monitoraggio degli arrivi, dashboard pubbliche, comunicazioni push su orari e affollamenti.
  • Accessibilità: percorsi e trasporti adatti a persone con mobilità ridotta, come insegna l'esperienza di Lourdes.
  • Rete locale: accordi tra strutture ricettive, ristorazione e trasporto bagagli per gestire gli imprevisti senza disservizi.

Articolo visto su (quifinanza.it) Turismo religioso, quanto valgono pellegrinaggi ed eventi per città, hotel e trasporti

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