Choco-story a Torino, un museo tra macchine storiche e assaggi

A Torino si entra in un museo che profuma di cacao, con macchinari d’epoca in funzione, laboratori pratici e finale nella storica Pfatisch.
gianduja
Juergen Jeibmann, CC BY-SA 3.0 DE Wikimedia commons

A Torino esiste un museo in cui non si osserva ma si assaggia, e ha un nome che gli appassionati conoscono già all'estero: Choco-Story. La sede piemontese porta in mostra la tradizione del cioccolato e del gianduja lì dove questa storia è nata e cresciuta. In mezzo ci sono macchinari d'epoca ancora funzionanti, laboratori interattivi e un finale inatteso: la porta che si apre sulla Pasticceria Pfatisch, istituzione cittadina fondata nel 1915. 

Torino e il gianduja: un legame secolare

Il rapporto tra Torino e il cioccolato affonda nei secoli. La tradizione inizia nel 1560, quando Emanuele Filiberto di Savoia celebra il trasferimento della capitale del Ducato a Torino offrendo ai cittadini una tazza di cioccolata calda, all'epoca un lusso. Da lì prende forma un artigianato d'eccellenza che, tra Seicento e Ottocento, sviluppa tecniche e ricette destinate a durare. Il punto di svolta arriva nel 1865, quando Michele Prochet unisce cacao e nocciole delle Langhe dando vita al gianduiotto, primo cioccolatino incartato al mondo, battezzato in onore della maschera carnevalesca Gianduja.

Pubblicità

Alla stessa stagione di successi appartiene il Bicerin, bevanda composta da caffè, cioccolato e crema di latte, diventata un simbolo cittadino e apprezzata nel tempo da figure di primo piano come Camillo Benso conte di Cavour e Umberto Eco. 

Dentro gli spazi storici di Pfatisch

Il percorso del museo conduce negli ex laboratori della Pasticceria Pfatisch, fondata nel 1915 e tuttora attiva. Gli arredi e i macchinari originali, risalenti all'epoca della fondazione, fanno da cornice all'allestimento, trasformando la visita in un incontro con la memoria produttiva della città. 

Pfatisch, in via Sacchi 42 accanto al museo, è oggi un riferimento per specialità artigianali come gianduiotti, praline e torte al cioccolato. È parte dell'Associazione Locali Storici d'Italia, che riunisce 240 esercizi storici del Paese, e nel tempo ha accolto personalità come Umberto I, Cesare Pavese, Primo Levi e Mario Soldati. 

Biglietti, tour e gift card: quanto costa

La visita standard al museo è pensata per essere accessibile e compatta. I prezzi comunicati sono articolati per categorie, con una gratuità prevista per i più piccoli. L'opzione del tour guidato si aggiunge alla visita.

  • Ingresso adulti (27-64 anni): 12 euro
  • Giovani e over: 10 euro
  • Bambini fino a 3 anni: gratuito
  • Tour guidato sul tram: 20 euro

Durata della visita

Per organizzare al meglio l'uscita si dovrebbe considerare la durata complessiva del percorso. La visita base consente di vedere e assaggiare con tempi contenuti; l'abbinata con il tour amplia l'esperienza pur restando su slot compatibili con un pomeriggio.

  • Visita standard: circa 1 ora
  • Tour guidato sul tram + museo (con audioguida): circa 2 ore

Dove si trova e come arrivare

Choco-Story Torino si trova in via Paolo Sacchi 38, in posizione centrale e a ridosso delle principali linee di trasporto urbano. La vicinanza alla stazione di Porta Nuova agevola anche chi arriva da fuori città. L'area è servita da linee su ferro e su gomma, con collegamenti frequenti nell'arco della giornata.

  • Metro: fermata Porta Nuova
  • Tram: linea 4
  • Treno: stazione di Torino Porta Nuova a breve distanza

Articolo visto su (turistipercaso.it) A Torino c’è il museo più goloso d’Italia, dove l’arte non si guarda ma si mangia

per commentare devi effettuare il login con il tuo account