In un angolo del Gargano, in pieno inverno, l'aria sa di arancia matura. Non è un effetto nostalgia, ma la quotidianità di Vico del Gargano, borgo montano affacciato sul mare dove gli agrumi pendono dalle finestre e la vita scorre anche fuori stagione. Qui il 14 febbraio non è solo cuori e dediche: San Valentino è il patrono degli innamorati e degli agrumi, con riti e profumi che invadono i vicoli. A pochi chilometri, una spiaggia ampia e silenziosa si alterna alla pineta, mentre alle spalle si apre la Foresta Umbra, tra le faggete UNESCO più suggestive d'Europa.
Un centro storico con vicoli, castello e scorci
Inserito tra i Borghi più Belli d'Italia, il cuore antico di Vico del Gargano è un dedalo compatto di stradine, archi e case addossate. Il punto di riferimento per orientarsi è il castello normanno-svevo-aragonese, dalla pianta quadrangolare e con innesti di epoche diverse. Le trasformazioni nel tempo si leggono nelle volumetrie irregolari, traccia di quando la fortezza è diventata anche residenza. Accanto, il Palazzo della Bella - costruito nel Novecento in stile neogotico, con torre centrale e due torrette laterali - è ormai una delle icone visive del borgo.
Tra una salita e una scalinata, si incontrano la chiesa del Purgatorio e molti piccoli luoghi di culto che, nelle ricorrenze, si vestono di allestimenti suggestivi. Il Vicolo del Bacio, stretto al punto da costringere a sfiorarsi, è diventato un simbolo romantico di Vico.
Il 14 febbraio che sa d'agrumi: San Valentino e i riti del borgo
Una festa che unisce devozione, agricoltura e piccoli gesti d'affetto rende Vico unico. Qui San Valentino protegge innamorati e agrumi: il 14 febbraio la statua del santo attraversa il centro storico, mentre nella chiesa Matrice le arance, disposte attorno all'altare, vengono benedette e poi condivise come augurio.
In un altro calendario intenso, la Settimana Santa cambia il volto del paese: chiese decorate con cura, visita ai sepolcri del Giovedì, processione del Venerdì tra canti antichi e tamburi.
Mare a portata di borgo: Calenella e San Menaio
La sorpresa di Vico è la sua doppia anima: collinare e, allo stesso tempo, "marinara". In pochi chilometri tra ulivi e agrumi si raggiunge la spiaggia di Calenella, una baia sabbiosa profonda, protetta da un lato dalla scogliera e alle spalle da una linea verde.
Poco più in là si apre San Menaio, tra la Pineta Marzini e l'arenile. I pini d'Aleppo scendono verso il mare con tronchi alti e contorti, mentre il litorale è più vivace per servizi e stabilimenti. Un antico torrione seicentesco, affacciato dall'alto, ricorda le difese costiere di un tempo e aggiunge un tocco di storia alla camminata sulla sabbia.
L'altra metà è nel bosco: Foresta Umbra, trekking e archeologia
A breve distanza in linea d'aria, la Foresta Umbra offre un cambio di scenario netto: faggete e boschi misti, tra i siti riconosciuti dall'UNESCO per le faggete vetuste europee, dove la luce filtra appena e l'aria resta più fresca rispetto alla costa. Sentieri segnalati e radure conducono a laghetti e punti panoramici, con percorsi adatti anche a famiglie.
Dal territorio di Vico partono itinerari di trekking e uscite in bici, incluse proposte in e-bike. Tra le esperienze più particolari spicca il cosiddetto "Canyon del Gargano", il Trekking del Romandato: un alveo inciso tra pareti rocciose e vegetazione fitta che regala scorci inattesi. Sulla costa, tra Vico e Peschici, la necropoli di Monte Pucci, affacciata sulla piana di Calenella, unisce cammino e archeologia con ipogei e loculi scavati nella roccia.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Puglia c’è un borgo magico tra mare e foresta che profuma di arance anche in pieno inverno








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