Bonus ristrutturazioni, tutti i lavori edilizi (anche insospettabili) che danno diritto alla detrazione

Il quadro degli interventi agevolabili è più articolato rispetto ai casi più conosciuti
bonus ristrutturazione
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Il bonus ristrutturazioni comprende un numero di interventi più ampio di quanto si possa pensare. Non ci sono solo i lavori più comuni, come il rifacimento del bagno o la sostituzione degli infissi. La normativa e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno infatti riconosciuto la possibilità di accedere alla detrazione anche per interventi particolari, dal recupero dei ruderi alla trasformazione di un fienile in abitazione, fino alla realizzazione di box pertinenziali e all’eliminazione delle barriere architettoniche.

In linea generale, le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio riguardano interventi realizzati su immobili residenziali già esistenti e sulle relative pertinenze. Ma esistono alcune importanti eccezioni e casistiche specifiche che di fatto ampliano l’ambito dell’agevolazione.

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Recupero di ruderi e immobili fatiscenti

Nel bonus ristrutturazioni possono rientrare anche gli interventi effettuati su immobili particolarmente degradati, classificati catastalmente nelle categorie F/2, F/3 e F/4. In questi casi, la detrazione è possibile a condizione che il fabbricato sia già esistente, che i lavori non siano qualificati come nuova costruzione e che, al termine dell’intervento, l’immobile abbia una destinazione residenziale. Un’opzione interessante per il recupero di casali, ruderi e fabbricati abbandonati.

Da fienile a casa, quando il cambio di destinazione è agevolato

Anche la trasformazione di un fienile o fabbricato rurale in abitazione può consentire di usufruire delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione. In questo caso, il cambio di destinazione d’uso deve essere espressamente previsto dal titolo edilizio che autorizza i lavori. Non è quindi sufficiente che l’immobile venga utilizzato di fatto come abitazione: la trasformazione deve risultare formalmente autorizzata.

Demolizione e ricostruzione, quali sono le novità

Una delle modifiche più significative riguarda gli interventi di demolizione e ricostruzione. Dal 17 luglio 2020, il concetto di ristrutturazione edilizia è stato ampliato. Ecco, quindi, che in determinate condizioni, possono rientrare nell’agevolazione anche ricostruzioni con sagoma, sedime, prospetti e caratteristiche tipologiche differenti rispetto all’edificio originario. In alcuni casi sono inoltre ammessi aumenti di volumetria previsti dagli strumenti urbanistici o da programmi di rigenerazione urbana.

Restano invece maggiori limitazioni per gli immobili vincolati e per numerosi edifici situati nei centri storici, per i quali possono essere richieste condizioni più restrittive.

Bonus edilizi, dal 2025 escluse alcune caldaie a combustibili fossili

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, una novità importante riguarda gli impianti alimentati da combustibili fossili. Dal 2025, infatti, non sono più detraibili gli interventi di sostituzione o installazione di caldaie uniche alimentate da combustibili fossili, comprese determinate caldaie a condensazione e generatori d’aria calda alimentati con combustibili fossili. L’esclusione riguarda anche le opere accessorie strettamente collegate.

Continuano invece a essere agevolabili, alle condizioni previste dalla normativa, alcune soluzioni alternative, tra cui:

  • pompe di calore ad assorbimento a gas;
  • sistemi ibridi con pompa di calore e caldaia a condensazione;
  • generatori alimentati a biomassa;
  • microcogeneratori, anche alimentati da combustibili fossili.

Box pertinenziale, una delle eccezioni alla regola delle nuove costruzioni

In linea generale, le nuove costruzioni non rientrano nel bonus ristrutturazioni. Una delle principali eccezioni riguarda però i box pertinenziali. In questo caso, infatti, la detrazione può spettare sia per la costruzione di un’autorimessa pertinenziale sia per l’acquisto di un box realizzato dall’impresa costruttrice.

Quando il box viene acquistato insieme all’abitazione, il beneficio non si applica all’intero prezzo pagato, ma ai costi di costruzione dell’autorimessa, che devono essere certificati dal venditore. Se poi ci sono specifiche condizioni e dichiarazioni del costruttore, possono essere applicate regole particolari anche per il pagamento effettuato in occasione dell’atto notarile.

Barriere architettoniche, non serve necessariamente la presenza di una persona disabile

Attenzione poi al bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’agevolazione, infatti, non richiede necessariamente che nell’immobile viva una persona con disabilità. Nel rispetto dei requisiti previsti, possono essere agevolati interventi finalizzati a migliorare l’accessibilità, come l’installazione di ascensori, piattaforme elevatrici e servoscala.

Bisogna però rispettare gli specifici requisiti tecnici previsti dalla normativa. E, poiché l’agevolazione riguarda edifici già esistenti, non spetta per interventi eseguiti durante la costruzione di un immobile nuovo.

Amianto e sicurezza domestica tra gli interventi meno conosciuti

Ci sono poi lavori che possono beneficiare delle detrazioni e che sono spesso trascurati. Tra questi c’è la bonifica dell’amianto, che può essere agevolata anche se non inserita all’interno di una ristrutturazione più ampia.

Sono inoltre previste agevolazioni per interventi finalizzati alla prevenzione degli infortuni domestici, come l’installazione di corrimano, vetri antinfortunio e rilevatori di gas, oltre alla riparazione o sostituzione di componenti di impianti potenzialmente pericolosi. Non è invece sufficiente acquistare un'apparecchiatura che incorpora dispositivi di sicurezza, il semplice acquisto di elettrodomestici o cucine dotati di sistemi antinfortunio non dà automaticamente diritto alla detrazione.

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