Castello e vicoli dipinti, ecco perché visitare Gioia del Colle

Un borgo tra Bari e Taranto unisce castello, arte diffusa e sapori DOP. Ideale per chi cerca una Puglia autentica, lenta e ricca di storie.
gioia del colle
Sailko, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Che cosa rende un borgo capace di unire medioevo, arte urbana e cucina identitaria in poche strade? Nel cuore delle Murge, tra Bari e Taranto, Gioia del Colle mette insieme un castello imponente, un centro storico a corti e archi, e un progetto d'arte a cielo aperto che accende i vicoli. Qui si intrecciano la mano di Federico II, leggende potenti e un patrimonio archeologico raro. Il tutto con un carattere slow, lontano dai circuiti affollati, e con una tavola che ha fatto scuola tra Mozzarella DOP e Primitivo DOC. 

Nel dedalo del borgo antico: archi, corti, silenzi

Il Borgo antico conserva il suo disegno originario, dove archi in pietra segnano passaggi, incorniciano prospettive e introducono alle corti interne. In epoca medievale non erano meri ornamenti: fungevano da varchi strategici verso spazi privati, nati attorno ai nuclei familiari nobiliari. Oggi quelle piccole piazze raccolte, tra scale esterne e loggiati, restituiscono un'atmosfera sospesa e rarefatta. 

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Gli archi da non perdere

Per orientare la visita, alcuni archi emergono per ruolo e fattura, offrendo una guida immediata alla scoperta del centro storico. 

  • Arco Cimone: all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele e via Principe Amedeo, spicca per l'ogiva elegante e lo stemma araldico sul frontone.
  • Arco di Costantinopoli: deve il nome all'affresco della Madonna di Costantinopoli custodito all'interno, segno di un'antica devozione.
  • Archi Nardulli, Mastrocinto e San Nicola: un tempo chiusi da portoni lignei, oggi aprono su scorci che mantengono vivo il respiro medievale.

Le "Porte dell'Imperatore": arte diffusa tra i vicoli

Il progetto "Le Porte dell'Imperatore" ha riconvertito vecchie chiusure in legno di case e cantine in tele urbane all'aperto. Gli interventi pittorici, ispirati alla vita di Federico II di Svevia e alla storia locale, compongono un percorso che illumina gli angoli più intimi del borgo. 

Il castello normanno-svevo, firma di Federico II

Il maniero, nato come avamposto e ricostruito dai normanni, ha assunto la forma attuale nel XIII secolo grazie a Federico II. L'ingresso sul lato ovest immette in un cortile quadrangolare che distribuisce il percorso di visita. La sequenza degli ambienti include la Sala del Forno Monumentale, le antiche cucine e, al piano superiore, la Sala del Trono con capitelli decorati e influssi arabi, insieme alla Sala del Caminetto rinascimentale. La suggestione scenica ha convinto il cinema: Pier Paolo Pasolini vi ha girato sequenze de "Il Vangelo secondo Matteo" e Matteo Garrone lo ha scelto per "Il racconto dei racconti". 

La leggenda nera di Bianca Lancia

Alla forza storica del castello si affianca un'eco leggendaria che parla di amore, gelosia e dolore. Secondo la tradizione popolare, Bianca Lancia, legata a Federico II, sarebbe stata rinchiusa nella cosiddetta Torre dell'Imperatrice durante una gravidanza segnata da sospetti. Nelle prigioni avrebbe dato alla luce Manfredi, prima di compiere un gesto estremo narrato dai racconti di tradizione. 

Oltre il maniero: arte sacra e archeologia

Per completare l'itinerario urbano, si dovrebbe includere il patrimonio religioso e archeologico che racconta il lungo respiro del territorio. 

  • Chiesa Madre (Cattedrale di Santa Maria Maggiore): origini nell'XI secolo, ricostruzioni successive tra romanico e barocco; cripta con le spoglie del principe Carlo III De' Mari.
  • Museo Archeologico Nazionale: nelle sale del castello, con corredi ceramici, armi e gioielli che documentano presenze dall'VIII secolo a.C.
  • Parco Archeologico di Monte Sannace: lungo la provinciale per Turi, il più vasto insediamento noto dei Peuceti tra mura megalitiche, acropoli e necropoli.

Tavola pugliese: Mozzarella DOP e Primitivo DOC

Gioia del Colle è riconosciuta per la Mozzarella DOP di latte vaccino, frutto di lavorazioni artigianali che ne definiscono consistenza ed equilibrio gustativo. A tavola, l'abbinamento naturale è con il Primitivo di Gioia del Colle DOC, rosso dal profilo strutturato ed elegante. Sapori che raccontano un territorio, arricchiscono l'esperienza di visita e invitano a fermarsi nei laboratori e nelle cantine della zona. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Un castello nel centro e un labirinto di vicoli: il borgo pugliese da scoprire

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