La TARI è un tributo locale che riguarda anche gli immobili utilizzati per soggiorni turistici, per cui chi possiede o gestisce una casa vacanze deve conoscere le regole previste per il pagamento della tassa. Da ricordare che anche la durata degli affitti e le modalità di utilizzo della casa possono incidere sull’applicazione del tributo. La TARI per una casa vacanze è il tributo dovuto per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti prodotti nell’immobile. Il pagamento spetta al proprietario o al soggetto che lo gestisce, secondo le modalità previste dal Comune, anche in relazione al periodo di utilizzo dell’abitazione.
Come funziona la TARI per i non residenti?
La TARI, ossia la tassa sui rifiuti, può riguardare anche chi possiede o utilizza un immobile in un Comune diverso da quello in cui ha la residenza. Il fatto di non essere residenti, infatti, non comporta automaticamente l'esenzione dal pagamento, visto che la legge non collega l’obbligo alla residenza anagrafica.
In linea generale, la TARI è dovuta da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Di conseguenza, una persona residente in un altro Comune che possiede una seconda casa è tenuta al pagamento della TARI nel Comune in cui si trova l'immobile.
Il regolamento comunale può tuttavia prevedere una riduzione della TARI per uso stagionale o per un utilizzo limitato e discontinuo. La legge n. 147/2013 consente infatti ai Comuni di introdurre riduzioni tariffarie ed esenzioni in queste situazioni. Per sapere quanto si deve pagare occorre quindi verificare il regolamento TARI del Comune nel quale si trova l'immobile, considerando superficie, numero degli occupanti e caratteristiche dell'utilizzo.
Quali sono i casi in cui non si paga la TARI?
Non tutte le superfici sono automaticamente soggette alla TARI, visto che il presupposto del tributo riguarda locali e aree che siano suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il Comune può prevedere casi di esenzione e riduzione della tassa, ad esempio per gli immobili utilizzati in modo discontinuo.
Questo non significa, però, che una casa vuota sia automaticamente esente: la semplice circostanza che il proprietario non vi abiti stabilmente non elimina necessariamente il presupposto della TARI. Ecco i principali casi in cui non si paga la TARI:
- immobili disabitati: i locali devono essere completamente vuoti, quindi privi di arredi e di utenze attive;
- immobili inagibili o inabitabili: fabbricati che non possono essere concretamente utilizzati, come edifici diroccati o caratterizzati da un grave stato di degrado, a condizione che l'inagibilità o l'inabitabilità sia accertata e documentata;
- immobili in ristrutturazione: abitazioni e altri locali sottoposti a interventi edilizi rilevanti, tali da renderli temporaneamente inutilizzabili e non abitabili, purché i lavori siano autorizzati dai necessari titoli abilitativi;
- aree scoperte non operative e parti comuni: spazi esterni pertinenziali o accessori collegati a locali soggetti alla TARI che, non essendo utilizzati per attività operative, non sono suscettibili di produrre rifiuti, così come le parti comuni condominiali;
- prescrizione del tributo: quando il Comune comunica la pretesa di pagamento trascorsi 5 anni dall'anno in cui il tributo avrebbe dovuto essere versato, salvo che nel frattempo siano stati notificati validi atti interruttivi della prescrizione.
Chi paga la TARI negli affitti brevi?
Per quanto riguarda la TARI, la legge stabilisce una regola specifica per le detenzioni temporanee: quando l'utilizzo dell'immobile non supera sei mesi nel corso dello stesso anno solare, l'obbligo tributario resta a carico del possessore dell'immobile, come proprietario, usufruttuario o titolare di altro diritto reale.
Alla luce di ciò, la TARI per gli affitti brevi è sempre a carico del proprietario, poiché la disciplina delle locazioni brevi riguarda, in ambito fiscale, i contratti di locazione di immobili abitativi di durata non superiore a 30 giorni stipulati da persone fisiche al di fuori dell’attività di impresa.
Devo pagare la TARI per la mia casa vacanza?
Nel presupposto della TARI rientra qualsiasi immobile suscettibile di produrre rifiuti, quindi anche la casa vacanza è soggetta al pagamento della tassa e il fatto che venga utilizzata soltanto durante alcuni periodi dell'anno non comporta automaticamente l'esenzione.
È però possibile che il Comune preveda una riduzione della TARI per uso stagionale di una seconda casa o per altro uso limitato e discontinuo della stessa. La percentuale di riduzione non è necessariamente uguale in tutta Italia: la possibilità di beneficiare dell'agevolazione dipende dal Comune e dalle caratteristiche concrete dell'immobile. In particolare.
Per una casa vacanza il soggetto obbligato al pagamento resta sempre il proprietario dell’immobile, perché come accade negli affitti brevi, la permanenza degli ospiti ha una durata troppo contenuta, solitamente inferiore a 30 giorni, per trasferire l’obbligo in capo a loro.
TARI per casa vacanza non imprenditoriale: come funziona
Quando un immobile è messo a disposizione dei turisti attraverso locazioni brevi, la TARI è sempre a carico del proprietario. Cosa accade nel caso di una casa vacanza gestita in forma non imprenditoriale? In genere, l’immobile resta soggetto al pagamento della TARI come utenza domestica, salvo specifiche disposizioni del Comune.
Diverso il discorso riguardante la TARI di un B&B non imprenditoriale, visto che il trattamento può dipendere in questo caso dalla classificazione prevista dal regolamento comunale e dall'effettivo utilizzo dei locali con tariffe che possono essere quelle previste per le strutture ricettive oppure quelle assimilate alle utenze domestiche.
La giurisprudenza ha evidenziato che l'attività di B&B può comportare una produzione di rifiuti maggiore rispetto a quella di una normale abitazione, considerando servizi come la somministrazione della colazione, il cambio della biancheria e le operazioni di pulizia. Di conseguenza, il Comune può prevedere una specifica tariffa della TARI per le strutture ricettive oppure applicarne una pari o superiore a quella delle utenze domestiche, in base alla disciplina locale.
Qual è il calcolo della TARI per una casa vacanze?
Il calcolo della TARI per una casa vacanze dipende principalmente dalla superficie soggetta al tributo, dalla tariffa stabilita dal Comune e dalle caratteristiche dell'utenza. Per le abitazioni, la superficie imponibile è collegata all’ampiezza dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti.
In termini semplificati, il calcolo della TARI è basato su una quota fissa e una quota variabile: la prima è generalmente collegata alla superficie dell'immobile, mentre la seconda può dipendere, per le utenze domestiche, dal numero degli occupanti e dai criteri adottati dal Comune.
In sostanza, non esiste un importo nazionale uguale per tutte le case vacanza, dal momento che per determinare la somma effettivamente dovuta occorre consultare le tariffe TARI dell'anno di riferimento e il regolamento del Comune in cui si trova l'immobile.








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