C'è un segmento del mercato immobiliare italiano che vive in un mondo a parte. Gli attici rappresentano appena lo 0,6% delle compravendite residenziali nel 2025 — una quota che non ha mai superato l'1% negli ultimi anni e che probabilmente mai lo farà, per la semplice ragione che di attici ce ne sono pochi, e chi li compra appartiene a una fascia economica che poco ha a che fare con le dinamiche del mercato di massa. I dati dell'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulle compravendite effettuate tramite le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel 2025 confermano e rafforzano questo quadro: è un mercato di nicchia che si sta ulteriormente spostando verso l'alto, per metrature, qualità energetica e capacità di spesa degli acquirenti.
Si compra più grande: i tagli sopra i 200 mq guadagnano terreno
Il segnale più eloquente di questa tendenza all'upgrade viene dalle metrature. La fascia più compravenduta resta quella tra 101 e 150 mq, che copre il 36,7% delle transazioni, seguita dalla fascia 51-100 mq con il 34,9%. Ma il dato che racconta meglio la direzione del mercato è la crescita dei tagli più grandi: gli attici con superficie superiore ai 200 mq sono passati dal 6,9% del 2024 al 9,8% del 2025, quasi un punto e mezzo di guadagno in un solo anno. Chi acquista in questo segmento non si accontenta: cerca lo spazio, la terrazza ampia, la vista, quella dimensione abitativa che nei piani inferiori semplicemente non esiste. E la disponibilità economica per farlo, evidentemente, c'è.
Classi energetiche alte in crescita: chi spende molto vuole spendere bene
Coerente con questo profilo è anche la dinamica sull'efficienza energetica. Nel 2025 il 24,2% degli attici compravenduti appartiene alle classi A e B, contro il 17,5% del 2024: quasi sette punti percentuali guadagnati in dodici mesi. Anche le classi intermedie C-D-E crescono, passando dal 20% al 22,1%. Il risultato è che la quota di attici in classi energetiche basse scende dal 62,5% al 53,7%: ancora maggioritaria, ma in calo costante e significativo. Chi acquista un attico di fascia alta ha la consapevolezza — e le risorse — per scegliere un immobile che nel tempo costi meno da gestire e si rivaluti meglio. L'efficienza energetica non è più un optional, è diventata parte integrante del valore percepito del prodotto.
Quasi sei acquirenti su dieci pagano in contanti
Il dato forse più rivelatore del livello economico di questo segmento riguarda il ricorso al credito: nel 56,7% dei casi l'acquisto avviene senza mutuo, una percentuale in netta crescita rispetto al 49% del 2024. Significa che più di un acquirente su due dispone della liquidità necessaria per acquisire un attico senza passare da una banca. In un mercato residenziale in cui quasi la metà delle compravendite complessive è ancora assistita da finanziamento bancario, questa quota racconta da sola il profilo patrimoniale di chi frequenta questa tipologia. Non si tratta solo di reddito: è ricchezza accumulata, capacità di spesa autonoma, indipendenza dal ciclo dei tassi di interesse che negli ultimi anni ha condizionato pesantemente le scelte di acquisto del resto del mercato.
Chi compra: acquirenti tra i 35 e i 54 anni, i single crescono
Il profilo anagrafico dell'acquirente tipo è quello di una persona tra i 35 e i 54 anni, fascia che copre il 46,9% delle transazioni. Seguono gli under 35 con il 20,7% e la fascia 55-64 anni con il 19,6%. Le famiglie restano protagoniste con il 67,7% degli acquisti, ma il dato che merita attenzione è la crescita dei single: dal 25,6% del 2024 al 32,3% del 2025. Un salto di quasi sette punti percentuali che riflette probabilmente la crescita di una categoria di acquirenti individuali — professionisti ad alto reddito, imprenditori, manager — che scelgono l'attico come espressione di uno stile di vita prima ancora che come soluzione familiare. L'attico da single non è una contraddizione: è il segno di una domanda che si è allargata oltre il nucleo familiare tradizionale verso chi può permettersi di abitare in modo non ordinario.
Cresce anche la componente investimento: il pregio si rivaluta
In un segmento storicamente dominato dall'acquisto per uso personale, cresce la quota di chi compra un attico per investimento: dal 8,1% del 2024 al 10,1% del 2025. Parallelamente salgono anche gli acquisti come casa vacanza, dal 5,6% al 6,7%. Sono segnali che anche in questa nicchia gli investitori iniziano a guardare con interesse crescente, attratti dal potenziale di rivalutazione di un prodotto scarso per definizione e da una domanda locativa su immobili di pregio che nelle grandi città italiane resta strutturalmente sostenuta. Chi acquista un attico per metterlo a reddito sa di poter contare su una tipologia che difficilmente si svaluta: la scarsità è la migliore garanzia.








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