Molte associazioni di consumatori hanno da tempo sollevato il problema sui tassi, al limite dell'usura, quando non propriamente usurai, delle carte di credito revolving (in realtà vere e proprie carte di debito).
L'ambiguità del prodotto nasce dalle stesse modalità con le quali viene immesso sul mercato.
Spesso il cliente è attirato da un'offerta proposta dai grandi magazzini, negozi di elettronica o dai mobilifici attraverso la quale gli si propone un prezzo scontato per l'acquisto di un determinato articolo da pagarsi in rate mensili senza interessi.
Pochi sanno che le catene della grande distribuzione vengono remunerate lautamente per ogni campagna di questo tipo che ha l'obiettivo di "regalare" un tasso zero per l'acquisto di un prodotto di valore relativamente contenuto (un cellulare, una lavatrice, un divano) al fine di fornire alla finanziaria i dati sensibili del consumatore: proprietario/affittuario, lavoratore dipendente/autonomo, busta paga/dichiarazione dei redditti.
Sono informazioni preziose che verranno utilizzate per comunicare al cliente eventuali altre proposte di indebitamento, ben più impegnative. Capita spesso che la carta revolving venga inviata via posta, con la possibilità di un'attivazione immediata e magari accompagnata da una splendida fotografia di esotiche spiagge coralline: "la vacenza che avete sempre desiderato!", un messaggio in grado di tentare il consumatore meno scaltro, sviandolo dalla lettura dei fogli informativi.
E che dire del tasso? viene evidenziato quello mensile (1,5%, 1,6%...) per evitare che da subito sia comprensibile quello annuale, spesso superiore al 20%. Il funzionamento della carta revolving è diabolico: puoi acquistare beni e servizi o ritirare contanti (pagando un'ulteriore commissione) e restituire mensilmente, un poco per volta, l'importo utilizzato (pagando naturalmente gli interessi esorbitanti).
Rimborsando l'importo utilizzato la carta si "ricarica" ed offre la possibilità di riutilizzo per nuove spese creando, di fatto, un indebitamento senza fine. La regolarità dei rimborsi verrà "premiata" aumentando, unilaterlamente, la disponibilità del suo affidamento (da 2.000,00 a 3.000,00, 5.000,00), inguaiando sempre di più chi la utilizza.
Il mio consiglio spassionato è il seguente: se siete ancora in tempo recatevi presso la vostra banca e cercate di aprire un prestito dell'importo del debito residuo della carta (certamente ad un tasso più conveniente). Con l'importo recuperato liquidate il debito della revolving e liberatevi della carta.
Le stesse associazioni dei consumatori hanno pubblicato le clausole vessatorie e le nulle nei contratti con gli agenti immobiliari. Dovresti commentare anche queste, vista la tua bravura.
2 Risposte:
Molte associazioni di consumatori hanno da tempo sollevato il problema sui tassi, al limite dell'usura, quando non propriamente usurai, delle carte di credito revolving (in realtà vere e proprie carte di debito).
L'ambiguità del prodotto nasce dalle stesse modalità con le quali viene immesso sul mercato.
Spesso il cliente è attirato da un'offerta proposta dai grandi magazzini, negozi di elettronica o dai mobilifici attraverso la quale gli si propone un prezzo scontato per l'acquisto di un determinato articolo da pagarsi in rate mensili senza interessi.
Pochi sanno che le catene della grande distribuzione vengono remunerate lautamente per ogni campagna di questo tipo che ha l'obiettivo di "regalare" un tasso zero per l'acquisto di un prodotto di valore relativamente contenuto (un cellulare, una lavatrice, un divano) al fine di fornire alla finanziaria i dati sensibili del consumatore: proprietario/affittuario, lavoratore dipendente/autonomo, busta paga/dichiarazione dei redditti.
Sono informazioni preziose che verranno utilizzate per comunicare al cliente eventuali altre proposte di indebitamento, ben più impegnative.
Capita spesso che la carta revolving venga inviata via posta, con la possibilità di un'attivazione immediata e magari accompagnata da una splendida fotografia di esotiche spiagge coralline: "la vacenza che avete sempre desiderato!", un messaggio in grado di tentare il consumatore meno scaltro, sviandolo dalla lettura dei fogli informativi.
E che dire del tasso? viene evidenziato quello mensile (1,5%, 1,6%...) per evitare che da subito sia comprensibile quello annuale, spesso superiore al 20%.
Il funzionamento della carta revolving è diabolico: puoi acquistare beni e servizi o ritirare contanti (pagando un'ulteriore commissione) e restituire mensilmente, un poco per volta, l'importo utilizzato (pagando naturalmente gli interessi esorbitanti).
Rimborsando l'importo utilizzato la carta si "ricarica" ed offre la possibilità di riutilizzo per nuove spese creando, di fatto, un indebitamento senza fine.
La regolarità dei rimborsi verrà "premiata" aumentando, unilaterlamente, la disponibilità del suo affidamento (da 2.000,00 a 3.000,00, 5.000,00), inguaiando sempre di più chi la utilizza.
Il mio consiglio spassionato è il seguente: se siete ancora in tempo recatevi presso la vostra banca e cercate di aprire un prestito dell'importo del debito residuo della carta (certamente ad un tasso più conveniente). Con l'importo recuperato liquidate il debito della revolving e liberatevi della carta.
Le stesse associazioni dei consumatori hanno pubblicato le clausole vessatorie e le nulle nei contratti con gli agenti immobiliari.
Dovresti commentare anche queste, vista la tua bravura.
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