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"L’agente immobiliare dovrà utilizzare le nuove tecnologie, ma investire anche sulle doti relazionali e umane"

A idealista/news il presidente di Immobildream, Roberto Carlino, ha parlato di cosa potrà accadere al settore e ha illustrato quali potranno essere i cambiamenti e le sfide future

Roberto Carlino, presidente Immobildream
Roberto Carlino, presidente di Immobildream / Immobildream

Oltre 40 anni di esperienza nell’immobiliare permettono a Roberto Carlino, presidente di Immobildream, di offrire una panoramica ben precisa del settore. Per capire cosa potrà accadere, in particolare in seguito al difficile momento legato all’emergenza coronavirus, quali potranno essere i cambiamenti e quali saranno le sfide a cui gli operatori del comparto andranno incontro, idealista/news ha rivolto qualche domanda al noto professionista che, pronunciando lo slogan “Immobildream non vende sogni, ma solide realtà”, ha reso più che mai riconoscibile la propria azienda immobiliare.

Al suo attivo ha 45 anni di esperienza nell’immobiliare. Quali sono i cambiamenti determinanti a cui ha assistito e che hanno colpito e influenzato il settore in questo arco di tempo?

“Nel corso degli anni ho assistito a diversi accadimenti che hanno avuto una diretta ripercussione sul mercato immobiliare, provocandone in alcuni casi una brusca frenata e determinandone in altri una forte risalita. Basti pensare a quanto accaduto in Italia nel 1992 con ‘tangentopoli’ che, oltre ad aver determinato una rivoluzione politica e sociale nel nostro Paese, ha avuto un immediato impatto negativo sul mercato immobiliare di quel periodo, poi ripresosi dal 1998 con il cosiddetto ‘boom immobiliare’.

Un evento però che pochi analisti citano è assai più risalente nel tempo e riguarda l’introduzione in Italia del cosiddetto equo canone nelle locazioni ad uso residenziale (con la legge 392/78) che, nel superare la rigidità dei vecchi ‘fitti bloccati’, ha contribuito sensibilmente a mutare le scelte delle persone, le quali si sono orientate al mercato delle compravendite immobiliari preferendo diventare proprietarie di un appartamento piuttosto che pagare un canone di locazione divenuto, con l’abolizione del fitto bloccato, particolarmente oneroso. In quel periodo si verificò per l’effetto una significativa crescita del mercato immobiliare, sia in termini di numero di compravendite che in termini di prezzi delle case”.

In questi ultimi mesi un evento straordinario, il diffondersi del coronavirus con tutte le sue conseguenze, ha inevitabilmente avuto un impatto sul comparto. A suo avviso, quali saranno gli effetti di questa emergenza sull’immobiliare? Come potrà mutare il settore nel post Covid-19?

“L’emergenza epidemiologica con cui il Paese e il mondo hanno dovuto fare i conti ha determinato un assestamento del mercato immobiliare, che stava iniziando a dare segnali importanti di ripresa dopo la crisi finanziaria del decennio scorso.

Acquistare un immobile nel 2020, con i prezzi attuali, potrebbe certamente costituire un vantaggio per gli acquirenti, dovendoci aspettare la ripresa del mercato immobiliare a partire dal 2021. Il comparto deve essere pronto a raccogliere questa nuova sfida, avendo la capacità di innovarsi e di sapersi adattare al mutato contesto senza però mai perdere i valori tradizionali e fondanti della nostra comunità”.

L’emergenza coronavirus determinerà un cambiamento delle esigenze delle persone nella scelta dell’immobile?

“La pandemia che si è diffusa nel mondo e le conseguenti misure di contenimento, che hanno tra l’altro imposto forti limitazioni alle libertà fondamentali degli individui, a partire dalla libera circolazione delle persone, suggeriscono una serie di riflessioni sul concetto di casa e di abitare.

Le persone, costrette nelle proprie abitazioni, in questi mesi di lockdown, hanno potuto apprezzare l’importanza della propria abitazione, luogo nel quale dover trascorrere l’intera giornata, convivendo tutto il giorno con i propri congiunti. Da questo punto di vista chi ha potuto godere di appartamenti dotati di spazi esterni (balconi, terrazzi o logge) o addirittura di giardini pertinenziali ha certamente vissuto meglio il periodo.

Mi aspetto quindi che le persone, che hanno fatto tesoro di questa esperienza, prediligeranno nell’immediato futuro l’acquisto di appartamenti dotati di spazi esterni e forniti dei più avanzati impianti tecnologici, orientando le proprie scelte verso il mercato delle nuove costruzioni in luoghi non così densamente popolati come il centro delle città, laddove la storicità degli edifici vive di un’architettura che non risponde, almeno per la generalità delle persone, alle predette mutate esigenze”.

Durante il lockdown la tecnologia è stata la grande protagonista. Secondo lei, per quanto riguarda in particolare l’immobiliare, da adesso in poi quale sarà il ruolo giocato dalle nuove tecnologie?

“Certamente la tecnologia e lo sfruttamento delle relative nuove applicazioni costituiranno un importante contributo per lo sviluppo del mercato immobiliare, che peraltro ultimamente aveva assistito all’introduzione di nuove modalità nelle diverse fasi che portano alla ‘conclusione dell’affare’. Servizi che offrono ‘virtual tour, home staging’ utili per la vendita degli immobili sono ormai una realtà, così come l’erogazione on line di una serie di servizi accessori alla compravendita.

Personalmente ritengo però che, pur condividendo lo sviluppo di queste nuove tecnologie, non si debba mai disperdere il patrimonio creato dai rapporti umani e di contatto che si instaurano tra le persone. Un potenziale acquirente vuole poter ‘toccare con mano’ l’appartamento prescelto e ha comunque bisogno di essere consigliato e orientato nelle proprie scelte attraverso l’incontro con i professionisti abilitati del settore”.

Sopravvivere ai momenti di crisi non è semplice. Quali sono le sue indicazioni per chi opera nell’immobiliare?

“In questo periodo di assestamento del mercato immobiliare bisogna investire ancora di più nelle proprie capacità, con costanza e dedizione, affrontando la giornata con impegno e determinazione, credendo in se stessi ed essendo convinti che i risultati sono la conseguenza diretta delle azioni positive che ciascuno pone in essere.

Serietà, professionalità, onestà, abnegazione, queste le ricette per il raggiungimento di risultati soddisfacenti, soprattutto in un momento, come quello nel quale stiamo vivendo, in cui le prospettive future saranno positive e di crescita. Certamente, ora bisogna ‘stringere i denti’ e lavorare duramente, ma sono convinto che tutto questo sarà sicuramente ripagato”.

E quali saranno le sfide del futuro per i professionisti del settore?

“L’agente immobiliare di domani dovrà saper raccogliere la sfida dei tempi che viviamo. Dovrà essere sempre più professionale e informato, dovrà saper utilizzare le nuove tecnologie, ma saper anche investire sulle proprie doti relazionali e umane. Dovrà curare con la massima diligenza ogni fase delle trattative e avere un approccio serio e professionale con i propri clienti. Emergeranno solo quanti riusciranno ad avere un metodo di lavoro costante e responsabile, competente e aggiornato”.

Infine, una previsione: quale potrà essere l’andamento del settore immobiliare nei prossimi mesi?

“Negli ultimi anni, il mercato immobiliare italiano aveva iniziato una lenta risalita dalla crisi del 2010 con i ricavi che hanno toccato circa 130 miliardi nel 2019 (+3,9%), ma la pandemia ha momentaneamente arrestato la risalita. Tutti gli indicatori di settore riferiscono di un mercato immobiliare attualmente in una fase di assestamento, ma che evolverà in una crescita già dai primi mesi del prossimo anno.

L’acquisto della casa, considerato da sempre bene primario, diventerà ancora di più l’obiettivo delle persone, desiderose di diventare proprietarie di un appartamento. In questo momento di assestamento del mercato, conviene dunque, per quanti avessero giù maturato la scelta di comprare, affrettarsi all’acquisto, dovendoci aspettare nel 2021 una risalita del mercato immobiliare e una risalita dei prezzi”.