Notizie su mercato immobiliare ed economia

"La crisi ha fatto scoprire un modo innovativo di vendere casa e non ha spento la fiducia nell'acquisto"

Gtres
Gtres

L'emergenza sanitaria per il covid ha avuto un impatto indiscutibile sul mercato immobiliare, ma allo stesso tempo, ha fatto scoprire un modo nuovo di vendere casa, online, e non ha spento la fiducia degli italiani verso l'acquisto immobiliare. Ne è certo Valerio Vacca, direttore Marketing e Comunicazione di Tempocasa, gruppo che ha portato a termine circa 1000 compravendite online durante il periodo del lockdown.

Come vi siete organizzati in questo periodo di lockdown?

Abbiamo fatto una riorganizzazione del processo di produzione in quattro giorni. Tutte quelle attività che erano offline le abbiamo portate online: dalla valutazione di una casa per acquisire l’incarico di vendita fino all’appuntamento per la proposta di acquisto. Si tratta di 450 punti vendita che dal 15 al 20 marzo si sono dovuti completamente riorganizzare. Oggi a distanza di tre mesi e mezzo, quello delle visite virtuali non suona più come una grande novità, ma a metà marzo abbiamo dovuto trasferire tutto in rete. Si trattava dell’uso di strumenti che esistevano da anni, ma che non venivano mai utilizzati.

E quale è stata la risposta degli acquirenti in questo periodo di chiusura?

Nel periodo di lockdown abbiamo realizzato circa 1000 vendite e quello che più ci ha stupito, e che ha stravolto un po’ le logiche del mercato, è che si tratta di compravendite che si sono svolte interamente online e gli acquirenti hanno potuto vedere l’immobile solo tramite visita virtuale. Si tratta di transazioni che sono arrivate fino al preliminare di compravendita, perché per il rogito serve la presenza fisica davanti a un notaio. Alcune delle compravendite online sono state perfezionate dopo la riapertura del 4 maggio, durante la fase 2, soprattutto pensiamo al caso di Milano dopo la riapertura delle cancellerie.

Quali sono le tecnologie che avete maggiormente utlizzato in questo periodo?

Per molti appartamenti avevamo già a disposizione foto e video realizzati - anche tramite idealista - da fotografi professionisti. Quindi non si trattava di foto “improvvisate” realizzate dagli agenti immobiliari, ma di materiale visuale di alta qualità utilizzato anche durante i nostri open house virtuali. In altri casi, abbiamo chiesto ai proprietari, rinchiusi in casa durante il lockdown, di realizzare dei video più artiginali con il loro telefonino o delle foto, o anche appuntamenti in videochiamata, con l’agente immobiliare a fare da tramite tra il potenziale acquirente e il proprietario che mostrava il suo appartamento attraverso il cellulare.

A grandi linee ci può indicare qual è stata la tipologia di immobili più venduti?

Sicuramente abbiamo registrato un aumento delle vendite degli immobili di metrature più ampie. L'emergenza ha cambiato la domanda abitativa. Quindi da una parte, nelle grandi città, è aumentata la richiesta di immobili più grandi, magari con una stanza ad hoc da dedicare allo smart working. Mentre fuori dalle grandi città nelle province c’è stato un aumento delle richieste di case con giardini.

E qual è l’identikit di questo nuovo acquirente che acquista casa online?

Diciamo che è un uomo o una donna intorno ai 40 anni, che è a contatto con le nuove tecnologie e allo stesso tempo ha una certa disponibilità economica. Si affaccia alle nuove tecnologie con fiducia perché magari le utilizza per altri aspetti della sua vita.

Quale sarà secondo lei l’impatto del covid sul mercato immobiliare?

Credo che la gente non abbia perso fiducia nell’acquisto immobiliare. Se si fa un paragone tra i mesi di marzo e aprile del 2020 e quelli dello scorso anno noi abbiamo certamente assistito a un dimezzamento delle compravendite, se si considera che in genere viaggiamo intorno alle 1000 compravendite al mese. Ma ci avrei messo la firma a marzo per un risultato del genere. Quindi anche se si è assistito a un calo delle compravendite, questo non si traduce in una perdita di fiducia nell’acquisto.
Noi siamo stati i primi a contraddire Nomisma, ad esempio, che prospettava due anni di crisi per il settore, e che invece adesso ha cambiato le sue previsioni e ha cominciato a sostenere che ci sarà un calo fino a fine anno e poi una nuova ripresa già da gennaio 2021.