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Le radici sono importanti”. Lo dice il personaggio della Santa nel film La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Ma è un concetto che calza a pennello anche per definire Masseria Barone, una cantina nata ad Atina (FR) attorno alla metà degli anni 2000, sulla scia di una esperienza ultradecennale. Sì, perché quando questa azienda familiare ha deciso di costruire una struttura dove produrre, affinare e degustare il vino la priorità è stata il rispetto del territorio e della tradizione. Lo ha spiegato a idealista/news Enrico Rossi, artista e produttore vitivinicolo: “Il vino in questa splendida zona della Valle di Comino si è sempre fatto, volevamo costruire una ‘grotta moderna’, integrandola totalmente nel paesaggio e mettendo in relazione uomo e natura”.

Territorio

Masseria Barone si trova a sud della provincia di Frosinone, nella Valle di Comino. “Siamo vicini al Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise – spiega Enrico Rossi – in questo territorio che si trova tra Sora e Cassino, siamo praticamente nella zona della Ciociaria”. In questa zona, già a partire dalla fine dell’Ottocento, si producevano vini, tanto che proprio in questa area viene impiantata per la prima volta una barbatella di cabernet.

masseria barone
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Una storia di famiglia

La storia di Masseria Barone è una storia importante che nasce a metà del secolo scorso. “Nel 1950 mio nonno, emigrato in Scozia, torna ad Atina, suo paese di origine e acquista questi terreni dai Visocchi – racconta Enrico Rossi – una illustre famiglia di Atina che, a cavallo tra XX e XXI secolo ha avuto tra i suoi membri importanti agronomi e anche un Ministro dell'Agricoltura”.

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“La storia dell’azienda Masseria Barone nasce ufficialmente nel 2007, da un’idea di nostro padre Fabio, oggi io e mio fratello Marco conduciamo l’azienda e quindi le prime bottiglie con l'etichetta Masseria Barone sono del 2010-2011”, precisa Enrico. Eppure, si tratta di una storia che ha radici molto più profonde: “Forse facciamo vino addirittura da dieci generazioni, perché la cultura del vino ad Atina c'è sempre stata, soltanto che ci mancava un po’ la parte pettinata, quindi ci mancava l'etichetta, ci mancava il marketing, ci mancava il brand, ci mancavano tutte queste cose, ma il vino si è sempre fatto”.

"Mia nonna, donna vedova, tra il 1965 e il 1970, era già una produttrice di vino perché lei comunque produceva il vino in questi terreni. Qui da noi qui da noi c'è una grande cultura del vino, tutti gli anziani del territorio producono vino, il vino è una cosa importante per tutto il nostro territorio".

Una cantina nel rispetto del territorio

Quando la famiglia Rossi ha deciso di costruire la propria cantina, tra il 2017 e il 2018, l’obiettivo era quello di realizzare una struttura che potesse unire tutti gli aspetti: raccolta, produzione, affinamento, degustazione. Non solo, lo hanno voluto fare con un’identità che rispecchiasse la loro storia e la loro visione, fondendo tradizione e innovazione.

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“Veniamo da un concetto di azienda in cui si parte dal garage di casa per poi, piano piano, crescere fino a trovare una stabilità anche produttiva da completare, perché no, anche con una struttura per l'ospitalità. Nel 2023 abbiamo iniziato a produrre all'interno della cantina e soltanto nel 2025 abbiamo inaugurato lo spazio di degustazione”.

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La priorità, sin dal concept iniziale, era rispettare il territorio in cui è inserita la cantina: 

“Masseria Barone nasce con l'idea di una grotta, cercando di fondere innovazione e tradizione, per questo abbiamo puntato sulle vetrate giganti che aprono la vista sul Paese e fungono servono da punti luce, mettendo in relazione uomo e natura”. 

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto più tecnico: “Per la parte del laboratorio della cantina, dove affina il vino, abbiamo creato un ambiente immerso sotto la terra per una questione di clima, per non avere sbalzi di temperatura che possano compromettere il processo di vinificazione”.

Eppure, riuscire a integrare una cantina così moderna e di tali proporzioni nel territorio della Valle di Comino era tutt’altro che scontato: “Quando siamo partiti con questo progetto, insieme al bravissimo architetto Roberto Mazzer, il rischio era quello di realizzare una cattedrale nel deserto e avevamo anche noi un po di timore, perché chiaramente si vedeva questa struttura su questa collina di fronte al paese di Atina, che era in qualche modo impattante”. 

"Poi, con uno studio architettonico valido, ci siamo resi conto che con mettere la terra sulla cantina, quindi ‘seppellendo’ la cantina, siamo riusciti a sembrare la struttura una parte della collina, gli elementi che fuoriescono dal terreno riescono a mimetizzarsi alla perfezione".

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Una visione fuori dagli schemi

“Io e mio fratello Marco siamo completamente agli opposti, come si vede già dall’aspetto, lui è molto più sportivo di me. Essere diversi, secondo me, è importante per l'azienda, quando abbiamo un’idea cerchiamo di distruggerla in tutti i modi, sempre. Quando vediamo che questa idea è indistruttibile, significa che è una buona idea”.

Ma se l’identità di Masseria Barone è così forte e unica è anche perché c’è un po’ di ogni componente della famiglia, a partire dallo stesso Enrico. “Nella vita ho sempre dipinto e, anche se fa strano a dirlo, sono un'artista (con lo pseudonimo di UGONE, ndr) e volevo inserire all'interno di Masseria Barone un tocco peculiare che avesse attinenza con l'arte”.

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Le etichette non si differenziano solo a seconda delle tipologie di vino. “Ad esempio – spiega Enrico – sul Merlot raccontiamo la selezione degli acini, sul cabernet raccontiamo la passeggiata in vigna. Questo perché vogliamo in qualche modo dare a ogni nostro cliente una bottiglia unica, ogni etichetta è diversa, come se ogni etichetta fosse un’opera”. Ma non solo, perché nello spazio riservato alla degustazione dei vini l'arte è percepibile, con quadri e non solo sparsi per la sala.

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Ogni componente della famiglia arricchisce l’azienda con le sue competenze e la sua indole:

“Io ho fatto l'Accademia di Belle Arti a Roma, mio fratello Marco ha studiato economia aziendale, papà è colui che ha dato il via alla produzione di vino, mamma tiene tutti quanti gli equilibri. Secondo me la ricchezza di un'azienda sono le persone che ci lavorano è la squadra”.

E la squadra sta funzionando. Perché, quella che è nata come una “semplice storia familiare” (parole di Enrico) si sta sviluppando come una realtà in ascesa, perché i vini di Masseria Barone stanno ricevendo importanti riconoscimenti al livello nazionale.

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