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Un Halloween da paura allo Stanley Hotel tra i fantasmi di Shining

In Colorado l'albergo che ha ispirato il romanzo di Stephen King

https://www.stanleyhotel.com/
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Autore: Redazione

A vederlo non sembra un hotel poi tanto diverso dagli altri. Eppure la sua storia lo rende la location perfetta per trascorrere un Halloween da paura: si tratta nientemeno che dello Stanley Hotel, l'albergo che ha ispirato a Stephen King il romanzo Shining. E i suoi fantasmi ancora non se ne sono andati.

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Lo Stanley Hotel si trova a Estes Park in Colorado e fu scelto anche come location in cui Stanley Kubrick ambientò la riduzione cinematografica del romanzo. A far scegliere all’autore quelle mura come teatro per la propria opera fu una notte di ottobre trascorsa nel 1974 da King e consorte in questo albergo, all’epoca vecchio e bisognoso di ristrutturazione, in cui si trovarono ad essere i soli ospiti. Tra corridoi deserti, sale da pranzo vuote e sinistre presenze, lo scrittore, che alloggiava nella famigerata stanza 217, quella notte fece un sogno terribile, a seguito del quale nacque l’idea per Shining. Da quel momento l’hotel Stanley fu ufficiosamente lo “Shining Hotel” e rinacque a nuova vita grazie al successo dell’opera di King.

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Oggi chi vuole dormire nella stanza 217  è costretto a prenotare con largo anticipo. Lo fece l’attore Jim Carey durante le riprese di un suo film, ma a quanto pare fu costretto a cambiare camera dopo poche ore, senza voler dare alcuna spiegazione.

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La storia dell’hotel risale all’inizio del XX secolo, quando Oscar Stanley si recò in quella zona del Colorado in vacanza su consiglio medico e tanto gli piacque che decise di aprirvi un hotel, acquistando il terreno da un nobile irlandese. La cui anima, pare, risiede ancora abitualmente nell’albergo, rivendicando una sorta di diritto di proprietà sulla zona: per conoscerla basta recarsi nella stanza 407, le cui luci vivono di vita propria e le cui finestre spesso mostrano il volto del defunto senza che all’interno ci sia nessuno.

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La stessa stanza 217 anche prima di diventare la terribile musa dello scrittore americano era stata teatro di una disgrazia: mentre una governante vi era entrata per accendervi una lampada, nel 1917, questa esplose e fece crollare il pavimento provocando la caduta della donna al piano di sotto. Questa si ruppe le gambe ma rimase viva: e tuttavia non rimangono prove del suo passaggio in questo mondo, come se in realtà, in quella stanza, quel giorno non ci fosse nessuno.

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Ma altre stanze sono abitate da inquilini dell’aldilà. La moglie di Stanley, Flora, a quanto pare dimora nella stanza 418 dove spesso suona il pianoforte, mentre alla 401 si può trovare un ladro fantasma che di notte esce per sottrarre effetti personali agli ospiti. Al quarto piano in generale si possono sentire spesso risate di bambini e passi di corsa, anche se non vi si trova assolutamente nessuno. Chi avesse bisogno di un addetto fantasma alla manutenzione, poi, può trovarlo nella persona del povero Paul, morto nel 2005 mentre spalava la neve dell’hotel e a disposizione degli ospiti, solitamente di notte.