Notizie su mercato immobiliare ed economia

L'albergo del futuro è già qui: i trend e le previsioni per i prossimi anni

Un report di Gabetti e Federalberghi fotografa i cambiamenti avvenuti nel settore col covid

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

L’hospitality del futuro, che con la pandemia si è molto avvicinato al presente, è il tema del report realizzato dall’Ufficio Studi Gabetti in collaborazione con Federalberghi, Assoimmobiliare e Cà Foscari. Ecco come cambiano gli hotel italiani alla luce dei nuovi trend.

Come cambia la domanda di hospitality in Italia

Il 2020 sta vedendo cambiamenti della domanda turistica in vari sensi, quali:

  • consolidamento della domanda domestica che sta riscoprendo i tesori del nostro territorio;
  • generale contrazione della crescita degli arrivi internazionali per alcuni anni;
  • ulteriore riduzione dei viaggi business e, conseguente, riduzione dei pernottamenti;
  • nascita di nuove opportunità quali:
  • maggiore domanda di spazi per smart working
  • contaminazione tra business e leisure
  • riconversione immobile con cambio di destinazione d’uso.

Come cambia l'albergo del futuro

Di conseguenza anche le strutture del futuro si stanno adeguando seguendo nuovi trend. L’hotel non è più utilizzato solo per pernottare o per un meeting, ma anche come luogo in grado di offrire servizi innovativi e qualificati come:

  • spazi e servizi per lo smart working;
  • spazi sociali ideali per rilassarsi o incontrare altre persone;
  • zone per il relax psico-fisico;
  • spazi polifunzionali trasformabili per eventi;
  • bar e ristoranti con un’offerta variegata h24;
  • servizi per il tempo libero e per lo sport.

“L’hotel del futuro in realtà non potrà avere un solo format o un solo modello di successo, ma vi saranno innumerevoli combinazioni, influenzate dalle diverse caratteristiche ambientali, sociali ed economiche del luogo in cui sorge, dal profilo di clientela cui oggettivamente intende rivolgersi e dalle caratteristiche dell’investitore/proprietario,” afferma Emilio Valdameri, responsabile Hospitality&Leisure Italia del Gruppo Gabetti.

Tra i trend emergenti legati alle strutture alberghiere si annoverano:

  • aumento del divario tra le varie categorie;
  • concentrazione dell’offerta sui due macro-segmenti “estremi”: hotel di lusso e hotel “economici”, con conseguente crescita per i budget hotel di moderna concezione (gli hotel-hostel di livello superiore), seguiti dai boutique & design hotel e dagli hotel economici (i cosiddetti affordable luxury);
  • evoluzione del segmento “centrale” (hotel 3 e 4 stelle) sempre più orientato a ridefinire la propria offerta in relazione alla location, alla dimensione e al target di clientela.

Le tipologie che cresceranno maggiormente, in proporzione, saranno pertanto gli alberghi di lusso e i nuovi budget hotel. Quelle che invece prevedibilmente caleranno riguardano gli hotel caratterizzati da clientela “solo business” e quelli ubicati nelle periferie urbane non rigenerate.

In ambito extra-alberghiero (o para alberghiero) le tipologie emergenti saranno:

  • appartamenti a uso turistico;
  • strutture destinate al turismo all’aria aperta;
  • strutture destinate al recupero psico-fisico;
  • strutture in località amene o nei pressi di attrazioni (ludiche, culturali, paesaggistiche) dove spesso è difficile realizzare un albergo tradizionale.

Previsioni per il settore ricettivo italiano

Il centro studi di Federalberghi stima per il 2020 un calo delle presenze complessivo del 56,1% ovvero circa 245 milioni di presenze totali perse soprattutto a causa del calo del 74% delle presenze di non residenti e del 37,9% di quelle italiane. Per i prossimi 2/4 anni, le previsioni degli esperti internazionali del settore indicano una crescita progressiva con un ritorno ai risultati conseguiti nel 2019. La variabile tempo dipenderà dalla diffusione del vaccino anti Covid-19, che dovrebbe permettere un ritorno alla normalità sanitaria a partire dal prossimo anno. Dal 2024/2025 in poi è ragionevole pensare che, se non interverranno altri fattori dirompenti, i flussi turistici riprenderanno la loro naturale evoluzione.

“Il patrimonio ricettivo nazionale non ha eguali al mondo: è leader per numero di posti letto in Europa, vanta una invidiabile diversificazione nell’offerta sia per tipologia, sia per qualità e conta il maggior numero di alberghi di lusso – dichiara Emilio Valdameri. –È però generalmente poco allineato con la rapida evoluzione della domanda, a causa della carenza di investimenti negli ultimi anni dovuta spesso alla notevole difficoltà, da parte degli operatori, di districarsi fra norme e burocrazia soprattutto in campo edilizio. Ciò ha determinato un rinnovamento troppo lento delle strutture, che in molti casi si ritrovano oggi non sempre adeguate rispetto ai cambiamenti in atto. Si realizzano, infatti, pochi nuovi alberghi in sostituzione di quelli obsoleti e gli interventi di ristrutturazione in ottica di riposizionamento sono limitati, spesso, dalle normative urbanistiche ed edilizie che invece dovrebbero favorire il rinnovamento, e rappresentare, insieme agli incentivi alle imprese del settore, gli strumenti per alimentare l’adeguamento delle strutture ai nuovi scenari di mercato. L’attuale situazione dovuta alla pandemia avrà ovvie ripercussioni sul turismo e in particolare sull’hospitality, con il comparto alberghiero tra i più colpiti dalla crisi; destinare buona parte dei Recovery Fund al settore appare imprescindibile, anzi, un’occasione imperdibile per rilanciare la destinazione Italia”.

Il report completo è disponibile qui.