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Castel Thun, un gioiello ricco di storia nella Valle di Non

Castel Thun
Veduta del Castel Thun da sud / https://www.castelthun.com
Autore: floriana liuni

Tra le mete possibili nell’incipiente ponte di Ognissanti inseriamo il Trentino Alto Adige, con Trento e Bolzano tra le città più green d’Italia. In Val di Non si trova un castello da non perdere: Castel Thun. Visitiamolo insieme.

Per chi si stesse chiedendo se Castel Thun c’entri qualcosa con i famosi angioletti di Natale, la risposta è sì. Il castello è infatti dal 1267 la dimora della casata da cui discendono il conte Otmar e la contessa Lene Thun, che nel 1950 a Bolzano diedero vita alla famosa fabbrica di ceramiche, trasformando una passione hobbistica – gli angioletti, appunto, che Lene modellava usando come ispirazione i volti dei suoi figlioletti addormentati - in una vera e propria industria che fattura oltre 170 milioni di euro annui. Dal 1978 è Peter Thun a guidare l’azienda, divenuta internazionale, mentre dal 2013 la terza generazione della famiglia si è fatta strada con Simon Thun, figlio di Peter e product manager.

Ma la famiglia si chiama Thun solo dal 1926, quando prese possesso del castello il ramo della famiglia proveniente dalla Boemia. Ma circa 700 anni prima fu Varimberto di Tono il primo proprietario della dimora che si trova nel comune della bassa Val di Non chiamato ancora oggi Ton.

Il fabbricato ha carattere civile-militare e sovrappone in sé ogni stile, tanto per architettura quanto per arredamento, che si sia succeduto dal Medioevo agli anni ’30 del Novecento, unendo i tratti tipicamente signorili a linee austere ed essenziali.

Oltrepassato il ponte levatoio, dopo aver varcato la Porta spagnola, un ingresso sostenuto da 18 colonne ammette al cortile utilizzato per riparare i cannoni dalla pioggia e dalla neve. Da qui l’ingresso alla parte antica del castello, il palazzo baronale, da cui attraverso un percorso si accede al piano terreno con una suggestiva e antichissima cucina perfettamente conservata, per poi passare ai piani superiori e alle stanze signorili con le loro tipiche stufe in maiolica, necessarie in quel luogo davvero freddissimo. L’arredamento spazia dai ricchi baldacchini e dai soffitti a cassettoni ai tavoli intarsiati e alla leggera e slanciata mobilia stile impero dei piani superiori, creando una sorta di storyboard della famiglia che fa percorrere al visitatore secoli di vicende.

https://www.castelthun.com
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