Nel cuore del Cicolano, il Lago del Salto disegna una scia d’acqua lunga e frastagliata che cambia colore con le ore: verde scuro al mattino, quasi argento a mezzogiorno, blu compatto al tramonto. L’effetto è ipnotico e inatteso, reso ancora più scenografico da boschi fitti e ponti sottili che collegano le sponde. In poche ore si passa dalla quiete di minuscoli borghi alla vista di una grande opera d’ingegneria, dalla spiaggia attrezzata alle leggende che alimentano il fascino del luogo.
Un lago “disegnato” dall’uomo nel cuore del Cicolano
Il Lago del Salto è un bacino artificiale creato dallo sbarramento del fiume omonimo con una diga in cemento costruita a metà Novecento. Un lungo tunnel lo collega alla vicina diga del Turano, dando vita a un sistema idrico che ha trasformato in profondità questa valle montana.
La diga, alta oltre 90 metri, è il simbolo visivo dell’intervento umano. Da qui lo sguardo corre sulle acque ferme e rimbalza sulle rocce, in un contrasto netto tra il verde dei boschi e il grigio dell’ingegneria. Eppure, col passare degli anni, la natura ha riassorbito molte tracce: oggi i versanti scendono morbidi fino alla riva, interrotti da ponti sottili e da piccoli paesi che si affacciano improvvisi sull’acqua.
Il lago abita il territorio del Cicolano, al confine ideale tra Lazio e Abruzzo. Qui i borghi sono raccolti, spesso arroccati: Fiumata, Borgo San Pietro, Petrella Salto, Varco Sabino, Rigatti e Rocca Vittiana segnano un itinerario lento, fatto di vicoli stretti, campanili isolati e scorci che cambiano a ogni curva.
Il giro del lago: ponti, borghi e storie che sorprendono
Seguire l’anello asfaltato che costeggia il lago significa viaggiare quasi sempre a filo d’acqua, con un traffico contenuto che rende l’esperienza rilassante anche in bici. I ponti sono l’impronta più riconoscibile. Il Ponte di Fiumata, lungo viadotto in cemento, taglia il bacino in altezza, con l’acqua che scorre decine di metri sotto la carreggiata.
Santuari, rocche e una grotta dal fascino raccolto
Il perimetro del lago custodisce storie che affiorano tra un borgo e l’altro. A Borgo San Pietro, la creazione dell’invaso sommerse l’antico Santuario di Santa Filippa Mareri. Prima dell’allagamento furono salvati importanti affreschi, oggi riallestiti in un nuovo complesso religioso che conserva anche la cappella con le spoglie della santa. Qui si trovano una biblioteca e un piccolo museo, con opere tra cui lavori riconducibili a Giorgio de Chirico: un incontro inatteso tra arte e montagna.
Poco sopra, Petrella Salto custodisce la Rocca Cenci, che domina la valle con un punto di vista potente sul sistema di rilievi e sulle serpentine d’acqua. Nella frazione di Piagge, la Grotta di Santa Filippa Mareri si raggiunge lungo il Sentiero del Pellegrino: il bosco si chiude, il terreno alterna radici e pietre, l’aria si fa più fresca fino alla cavità dove, secondo la tradizione, la santa trascorse un periodo di ritiro.
Sull’altra sponda, oltre la diga, la strada conduce verso Rocca Vittiana, Varco Sabino e Rigatti. I paesi sono piccoli ma autentici: case in pietra, piazzette, vita di campagna che scorre lenta. Rigatti conserva un nucleo medievale con castello e archi in pietra, mentre scorci d’acqua compaiono all’improvviso tra i tetti.
Cosa fare e quanto restare
Sulle acque del lago le opzioni sono diverse. Le zone balneabili si concentrano soprattutto tra Fiumata e Borgo San Pietro, dove si trovano spiagge attrezzate e servizi stagionali. Tra le altre cose da fare:
- Pesca sportiva, con presenza di specie differenti;
- Nuoto nelle aree balneabili segnalate;
- Nautica da diporto e uscite in barca;
- Wakeboard e altri sport trainati;
- Canoa e pedalò, ideali per esplorare gli anfratti più stretti.
L’anello stradale di circa 32 chilometri è in buone condizioni e viene frequentato da ciclisti su bici da corsa, gravel, MTB e city bike. Sui sentieri, oltre alle passeggiate facili tra i borghi, non mancano gli itinerari verso le cime dell’Appennino centrale. Gli attraversamenti tra faggete, castagneti e querceti offrono ombra e profumi di sottobosco.
Come arrivare e quando andare
Il Lago del Salto si trova nell’Appennino reatino e si raggiunge quasi sempre con un ultimo tratto di strada secondaria. L’auto resta la scelta più comoda per muoversi tra ponti, spiagge e paesi, sfruttando la rete autostradale fino alle uscite per Rieti o il Cicolano, e proseguendo su provinciali ricche di curve ma scorrevoli.
In treno non si arriva direttamente sulle rive. Si può raggiungere la provincia di Rieti con linee regionali e proseguire con autobus locali o taxi, tenendo conto di frequenze non sempre elevate.








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