La Fontana di Trevi, a Roma, è a pagamento da appena una settimana e già imperversano le polemiche. A prendere di mira l’introduzione del biglietto di ingresso di 2 euro per turisti e non residenti è il Financial Times. Con un articolo intitolato “The Trevi Fountain is not just a cultural vending machine”, Alex Von Tunzelmann critica l’iniziativa del Campidoglio. E non usa mezzi termini. L’autrice – popolare storica, editorialista, podcaster, sceneggiatrice – afferma: “Il pagamento di 2 euro per ammirarla crea una barriera fisica e psicologica tra Roma e uno dei suoi monumenti più amati”.
L’articolo pubblicato sull’autorevole testata britannica esprime una forte critica nei confronti della novità voluta dal Campidoglio al fine di contrastare il sovraffollamento, migliorare l’esperienza di visita e tutelare uno dei monumenti più amati della città.
Alex Von Tunzelmann scrive: “Vagando per le strade di Roma di notte con un gattino in testa, Anita Ekberg si imbatte nella Fontana di Trevi deserta. La scena de ‘La Dolce Vita’ di Federico Fellini è una delle più famose del cinema: la Ekberg sguazza sotto gli spruzzi della fontana barocca, in uno strepitoso abito da ballo nero. Era il 1960. Nel 2026, avrebbe dovuto mettersi in coda e pagare 2 euro per avvicinarsi. Probabilmente avrebbero fatto pagare un extra per il gattino”.
Nel suo articolo, l’autrice analizza la reazione di molte realtà a quello che nel tempo è diventato un turismo di massa in molti casi difficile da gestire e afferma: “I piaceri un tempo gratuiti ora sono monetizzati. Il Pantheon romano ha iniziato a far pagare 5 euro per l’ingresso nel 2023. Venezia chiede 5 euro ai visitatori giornalieri per entrare in città; il doppio se si prenota con meno di tre giorni di anticipo. Il Bhutan chiede ai visitatori 100 dollari al giorno. Bisogna pagare anche per entrare nel regno dei cieli: la Sagrada Familia a Barcellona costa 26 euro, la Cattedrale di San Paolo a Londra 27 sterline. Chi partecipa a una messa o a una funzione religiosa può entrare gratuitamente in questi luoghi di culto. Ma se desiderate semplicemente dare un’occhiata, se il vostro intento è estetico piuttosto che spirituale: pagate. Qualsiasi beneficio per la vostra anima eterna è puramente incidentale”.
Aggiungendo: “In un’epoca di turismo di massa senza precedenti, ci sono ovvi argomenti a favore del pagamento dei biglietti per i monumenti civici. In primo luogo, la manutenzione è costosa e l’usura causata dalle orde di turisti è significativa. Città pittoresche come Cartagena, Dubrovnik e Kyoto non sono state costruite per accogliere centinaia di migliaia di visitatori: è logico che chi vi si reca contribuisca alla loro manutenzione. In secondo luogo, molti sostengono che il pagamento renda il turismo stesso più piacevole perché controlla la folla. Solo 400 persone alla volta possono avvicinarsi alla Fontana di Trevi. Inoltre, i residenti di Roma entrano gratuitamente”.
E poi sottolineando: “Ciononostante, queste barriere fisiche e psicologiche cambiano radicalmente il rapporto con la città e i suoi monumenti. Un’autorità ora controlla l'accesso a qualcosa che è stato costruito per il bene comune”.
Fontana di Trevi, le nuove regole per l’accesso
Dallo scorso 2 febbraio per visitare la Fontana di Trevi a Roma si paga. È entrato infatti in vigore il biglietto di ingresso a pagamento per turisti e non residenti. Il costo è di 2 euro. Questo nuovo contributo di accesso permetterà di supportare la conservazione del monumento. Ma non solo. Con l’introduzione di questo ticket il Campidoglio punta a contrastare il sovraffollamento, migliorare l’esperienza di visita e tutelare uno dei monumenti più amati della città.
C’è chi però può continuare a visitare gratuitamente la Fontana di Trevi. Nello specifico:
- i residenti a Roma e nella Città Metropolitana possono accedere gratuitamente con presentazione del documento di identità;
- le persone con disabilità e relativo accompagnatore;
- i minori con età inferiore ai 6 anni;
- le guide turistiche.
Dopo la chiusura giornaliera fissata alle ore 22, inoltre, la fontana resta visibile gratuitamente a tutti.
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