Pompei è uno dei siti archeologici più famosi al mondo e per questo vanta una storia unica e millenaria. Sono molti gli studiosi che si chiedono chi l’abbia fondata, quali lingue si parlassero in zona e quali contatti ci fossero tra Greci, Italici e, più tardi, Romani. Sarebbe anche interessante capire perché Pompei si chiama così: ecco quali sono le ipotesi principali.
L'origine del nome Pompei e come si chiamava prima
Il toponimo della città ai piedi del Vesuvio è attestato in latino come Pompeii, ma quale potrebbe essere l’etimologia? Una delle ipotesi più interessanti lega il nome di Pompei alla funzione commerciale del sito. L’area si trovava infatti in posizione strategica, vicino al corso del fiume Sarno, che nell’antichità era navigabile e fungeva da collegamento tra l’entroterra campano e il mare. Alcuni studiosi hanno messo in relazione il toponimo con il verbo greco pémpein (πέμπω), “mandare, inviare”.
Una seconda spiegazione, più legata al mondo del mito che alla linguistica, è quella riferita da Servio. Secondo questa tradizione, Pompei sarebbe stata fondata da Ercole al ritorno dalle sue fatiche; il toponimo deriverebbe da una “pompa” trionfale, cioè dal corteo del successo eroico: a pompa Herculis.
La teoria ritenuta oggi più solida è però quella che colloca l’origine del nome in ambito italico, e in particolare osco, la lingua parlata nell’Italia meridionale prima della romanizzazione. Molti ricercatori mettono in relazione “Pompei” con una forma osca pumpe, probabilmente di origine indoeuropea, che significa “cinque”. Il nome indicherebbe una realtà composta da cinque unità, forse cinque villaggi che, unendosi, avrebbero dato vita al centro urbano poi conosciuto come Pompei.
La storia di Pompei
Pompei, quindi, non nasce come insediamento romano: le sue origini affondano nel mondo osco-italico. Le prime tracce di frequentazione del sito risalgono all’VIII–VII secolo a.C., quando nella piana del Sarno si sviluppano piccoli villaggi agricoli e centri di scambio.
Tra VI e V secolo a.C., l’area entra nell’orbita di influenze etrusche e poi sannitiche. È sotto i Sanniti, popolazione di lingua osca, che Pompei assume un assetto più urbano. Nel III secolo a.C., con l’avanzata di Roma in Campania, Pompei entra progressivamente nella sfera d’influenza romana, pur mantenendo a lungo una certa autonomia.
In età imperiale Pompei vive la sua stagione d’oro. Tra I secolo a.C. e I secolo d.C. la città si arricchisce di case sontuose, terme, templi ristrutturati, un anfiteatro e numerose botteghe. Tuttavia, Il 24 agosto del 79 d.C., l’eruzione del Vesuvio sommerge Pompei sotto metri di cenere e pomici, cristallizzando per sempre case, strade e oggetti di uso quotidiano. Gli scavi sistematici iniziano nel XVIII secolo, sotto i Borbone, e proseguono fino a oggi.
Le cose da non perdere a Pompei
A quasi due millenni dalla tristemente celebre eruzione, Pompei vanta tantissime cose da vedere. Oltre al centro moderno, c’è tutta l’area archeologica da visitare, che include:
- Foro e edifici pubblici: era il cuore politico, religioso e commerciale della città. Qui si affacciavano il tempio di Giove, la basilica, i portici e gli edifici amministrativi.
- Casa del Fauno: una delle dimore più grandi e lussuose, famosa per il mosaico di Alessandro Magno in battaglia.
- Villa dei Misteri: appena fuori le mura, celebre per il ciclo di affreschi con scene interpretate come riti dionisiaci.
- L’anfiteatro: tra i più antichi del mondo romano, poteva ospitare migliaia di spettatori.
Dove si trova Pompei e come arrivare
Pompei si trova in Campania, in provincia di Napoli. La posizione è particolarmente comoda, è infatti possibile raggiungere la città con diversi mezzi di trasporto:
- In auto, Pompei è collegata alla rete autostradale tramite l’Autostrada A3 Napoli–Salerno, con uscite dedicate (Pompei Ovest, Pompei Est/Scafati). Una volta usciti, in pochi minuti si raggiunge l’ingresso degli scavi e il centro cittadino.
- Il treno è uno dei mezzi più comodi: da Napoli parte la Circumvesuviana sulla linea Napoli–Sorrento, che ferma alla stazione “Pompei Scavi – Villa dei Misteri”, a pochi passi dall’ingresso principale del parco archeologico. In alternativa, la linea ferroviaria nazionale (Trenitalia) serve la stazione “Pompei” nel centro moderno.
- Per chi arriva in aereo, l’aeroporto di riferimento è Napoli–Capodichino. Dall’aeroporto si può proseguire verso la stazione centrale di Napoli con autobus o taxi e, da lì, prendere la Circumvesuviana o un treno regionale per Pompei. Esistono anche tour organizzati che includono transfer diretto dall’aeroporto o dal porto di Napoli fino agli scavi.
Vivere a Pompei
Dal punto di vista pratico, Pompei offre i servizi tipici di un centro urbano di medie dimensioni: scuole, strutture sanitarie, spazi commerciali, collegamenti con Napoli e le altre città della regione. Scopri con idealista, quindi, gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto a Pompei e trova la soluzione più adatta a te:
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