A due passi da Serramazzoni, un anello di 2,5 km tra boschi e rocce di travertino porta alle cascate più romantiche dell’Appennino modenese.
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Cascate di Bucamante
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Acqua cristallina, boschi ombrosi e rocce di travertino scolpite dal tempo: le Cascate del Bucamante di Modena sono una delle mete naturalistiche più scenografiche dell’Emilia-Romagna. Qui la natura incontra una leggenda d’amore senza tempo, trasformando una semplice passeggiata in un’esperienza da ricordare.

Dove sono le cascate di Modena e perché meritano una visita

Le cascate si trovano nel comune di Serramazzoni (MO), tra le alture boscose di Cornazzano e il borgo dominato dal Castello di Monfestino. Sono alimentate dal Rio Bucamante, affluente del Tiepido, e offrono un percorso breve ma ricco di scorci: salti d’acqua, piccole vasche naturali e un microclima che favorisce muschi e fioriture rare.

Come arrivare (attenzione all’ultima curva)

Da Modena si percorre la SS12 Nuova Estense in direzione Pavullo nel Frignano. All’altezza del bivio per Pazzano si svolta seguendo le indicazioni per Granarolo.

L’ultimo cartello per le cascate può essere in parte coperto dalla vegetazione estiva e immette in una curva a gomito piuttosto stretta; l’ultimo chilometro scorre su carreggiata ridotta fino all’area di sosta.

Parcheggio e punto di partenza

All’inizio del sentiero c’è un parcheggio gratuito su sterrato. Nei weekend di tarda primavera e d’estate si riempie rapidamente: meglio arrivare presto per godersi il silenzio del bosco.

Se l’accesso viene chiuso o i posti sono esauriti, si lascia l’auto a Granarolo: mettete in conto circa un’ora di cammino aggiuntiva tra andata e ritorno. Riempite le borracce alla fontana del borgo: lungo il percorso non ci sono punti d’acqua potabile.

La leggenda: Titiro e Odina, gli amanti del Bucamante

La tradizione narra che Odina, giovane nobile del castello di Monfestino, si innamorò di Titiro, un pastore del luogo. Un amore puro ma impossibile, osteggiato dalla famiglia di lei. 

Braccati dalle guardie e senza via di fuga, i due si gettarono abbracciati dal salto più alto del rio. La vasca scavata dall’impatto prese il nome di Buca degli Amanti; nei secoli il toponimo si è trasformato in Bucamante.

I sentieri: l’anello tra Odina e Titiro

Il modo migliore per visitare l’area è un anello facile e ben intuitivo che unisce due tracciati dedicati ai protagonisti della leggenda. Il consiglio è percorrerlo in senso orario.

Sentiero Odina: la salita lungo il torrente

Dal parcheggio, il tracciato si inoltra subito nel bosco costeggiando il Rio Bucamante. Procedendo dal basso verso l’alto si affrontano in sequenza cinque salti principali, intervallati da cascatelle e vaschette scavate nel travertino.

Da non perdere la Cascata “Muschiosa”, che in primavera si riveste di verde brillante, e un grande masso con curiose formazioni stalattitiche orizzontali. Il culmine è l’anfiteatro naturale con la cascata principale, alta circa 18 metri: è il cuore della Buca degli Amanti.

Sentiero Titiro: il rientro panoramico nel bosco

Dalla cascata più alta si rientra sul Sentiero Titiro, che corre più in quota rispetto all’alveo del fiume. Un breve strappo iniziale porta fuori dalla gola, poi la traccia diventa una comoda mulattiera tra latifoglie, con scorci dall’alto sulle forre appena percorse.

Il percorso sfiora i ruderi del borgo di Serola di Sotto e riporta al punto di partenza.

Cosa vedere nei dintorni

I dintorni offrono molto più di una semplice cornice: sono un invito a esplorare paesaggi suggestivi, borghi ricchi di storia e angoli naturali sorprendenti.

  • Castello di Monfestino: baluardo medievale con vista sulla valle e legato alla storia di Odina.
  • Borgo di Pompeano: la rocca sorge su uno scenografico sperone di ofioliti di origine vulcanica sottomarina.
  • Museo Giardino della Rosa Antica (Montagnana): parco con oltre 800 varietà di rose, visitabile tra aprile e fine giugno.
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