Temperature miti, colori intensi e niente folla: la primavera è il momento ideale per scoprire la Sardegna più vera.
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Sardegna in primavera
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Tra marzo e giugno la Sardegna è un'isola dà il meglio di sé: i paesaggi si accendono di verde, i profumi di macchia mediterranea riempiono l’aria e i borghi si animano di eventi e tradizioni. Per chi ama i viaggi lenti, gli itinerari di scoperta, la Sardegna in primavera è una sorpresa che vale la pena vivere. Ecco alcuni borghi da visitare, lontano dalla folla, tra tradizioni e panorami nuovi.

Castelsardo (SS): il medioevo sul Golfo dell’Asinara

Arroccato su un promontorio roccioso, domina il mare con il Castello dei Doria e un dedalo di vicoli, archi e scalinate. Le case colorate che scendono verso il porto creano uno dei panorami più iconici dell’isola.

Il clima è perfetto per salire al castello senza caldo eccessivo, viste nitide fino all’Asinara. Da non perdere le botteghe del giunco intrecciato, il bastione al tramonto, la Cattedrale di Sant’Antonio Abate. Si consiglia di lasciare l’auto all'inizio del borgo e prosegui a piedi: è la soluzione più comoda.

Bosa (OR): colori sul fiume Temo

Tra i borghi più scenografici della costa occidentale, con le facciate pastello del rione Sa Costa che salgono verso il Castello Malaspina e un elegante lungofiume. In primavera, tra marzo e giugno, le giornate sono ideali per passeggiare lungo il Temo e per le escursioni sulla panoramica Bosa–Alghero.

Annoverata tra i borghi più belli d'Italia in Sardegna, a Bosa è bello scoprire con lentezza i vicoli del paese e le piccole chiese del centro. Una sosta a Bosa Marina per respirare brezza di mare è quasi d'obbligo

Carloforte (SU): tradizioni liguri nell’isola di San Pietro

Un borgo marinaro fondato nel Settecento da coloni liguri: qui si parla ancora tabarchino e la cucina profuma di influenze genovesi. Il centro si sviluppa attorno al porto, tra piazzette e case pastello.

Nel mesi primaverili i sentieri costieri sono in fiore e il mare turchese non è affollato. Tra maggio e giugno, da non perdere l’evento gastronomico Girotonno. A Carloforte ci sono anche da vedere e falesie dell’isola, le antiche tonnare, il belvedere di Capo Sandalo.

Aggius (SS): il borgo di granito della Gallura

Case in pietra, portali lavorati e un’identità fortissima legata all’artigianato. Il Museo del Tessuto mette in mostra telai, fibre e saperi tramandati per generazioni. Perché andare in primavera? I sentieri della Valle della Luna rivelano sculture naturali di granito tra macchia profumata e cieli limpidi.

Inoltre, ad Aggius il centro storico è tutto in pietra, ci sono le botteghe artigiane e i belvedere sulla Gallura.

Atzara (NU): vigne e arte nel Mandrolisai

Nel cuore della Sardegna centrale, tra colline di vigneti, Atzara custodisce un centro storico in pietra e il Museo d’Arte Moderna Antonio Ortiz Echagüe, che racconta gli artisti attratti dalla Barbagia a fine Ottocento.

Ad aprile vigneti del Mandrolisai tornano verdi e i borghi dell’entroterra mostrano la loro anima più autentica. Inoltre, si possono fare degustazioni nelle cantine locali, vedere i portali scolpiti, passeggiare nei vicoli lenti da percorrere a piedi.

Posada (NU): il Castello della Fava e la laguna

Posada è un borgo medievale abbarbicato su una collina con vista ampia su pianura e mare. In alto, il Castello della Fava custodisce storie e panorami sulla laguna di Posada.

Nel periodo primaverile, con le giornate più tiepide, la luce limpida permette di fare birdwatching in laguna e trekking senza caldo. Da non perdere la salita tra i vicoli acciottolati, la spiaggia di Su Tiriarzu a pochi minuti d’auto.

Sadali (SU): la cascata nel cuore del paese

Nel Sarcidano, c'è Sadali, un borgo sorprendente dove l’acqua è protagonista: la Cascata di San Valentino scorre tra case in pietra, ponticelli e vicoli ombrosi. Già da marzo la vegetazione è rigogliosa, si vedono portate d’acqua più generose e c'è il clima ideale per esplorare grotte e boschi nei dintorni.

Da non perdere in zona le sorgenti carsiche, i sentieri tra castagneti e le piccole chiese campestri.

Gavoi (NU): affacciato sul lago di Gusana

In Barbagia, un dedalo di vicoli e case in granito scuro affacciate sul Lago di Gusana. Terra del Fiore Sardo DOP, è il posto giusto per unire natura e sapori. Qui i sentieri fioriti attorno al lago si vivino meglio durante le giornate primaverili per escursioni tra pascoli e boschi.

A Gavoi ci possono vedere le case tradizionali, le botteghe gastronomiche, i belvedere sullo specchio d’acqua.

Lollove (NU): il borgo fantasma dove il tempo si è fermato

A due passi da Nuoro, un pugno di case in pietra attorno alla chiesa di Santa Maria Maddalena. Quasi disabitato, è un simbolo dei paesi interni a rischio spopolamento. A Lollove c'è silenzio, tanta luce e un'atmosfera intima tra le viuzze e i cortili rurali.

A Lollove, la scrittrice Grazia Deledda scelse di ambientare il suo romanzo La Madre, lasciando un legame letterario ancora vivo oggi. Da vedere nel borgo la chiesa di Santa Maria Maddalena e la Casa Museo Efisio Chessa, che ricostruisce fedelmente le abitazioni tradizionali del passato.

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