In questo villaggio andaluso le pareti di pietra diventano tetti, salotti e ristoranti. Ecco come visitarlo al meglio.
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setenil de las bodegas
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Setenil de las Bodegas non è solo un luogo fotogenico in Andalusia: è un esempio virtuoso di adattamento al clima. In estate, quando il caldo è intenso, le case incastonate nella roccia mantengono temperature più miti. Il risultato è un tessuto urbano spettacolare, nato lungo il solco scavato nei secoli dal Rio Trejo. Ecco, allora, cosa visitare a Setenil de las Bodegas.

Perché questo borgo della Spagna è unico?

Le abitazioni si appoggiano alla parete calcarea o la attraversano, trasformandola in muri, soffitti e persino in volte sotto cui vivere e lavorare. È architettura bioclimatica ante litteram: la massa della roccia attenua gli sbalzi termici e crea ombra costante. Oggi bar, botteghe e ristoranti sfruttano lo stesso principio, offrendo rifugi freschi senza perdere luce e ventilazione dove la gola del fiume si allarga.

Cosa vedere a Setenil de las Bodegas? Tour di 2 ore

Si può iniziare da Cuevas del Sol, il tratto più luminoso affacciato sul torrente: è perfetto per comprendere come la pietra inglobi le facciate. Si può oltrepassere il ponte per visitare Cuevas de la Sombra, una via stretta che resta al riparo dal sole quasi tutto il giorno.

Si può proseguire tra le stradine in pendenza – da Calle Triana a Calle Mina, passando per vicoli come Calle Cabreriza o Jabonería – per salire ai punti panoramici. Due affacci imprescindibili: il belvedere della Iglesia de Nuestra Señora de la Encarnación, che domina i tetti bianchi, e il Mirador El Lizón, ideale per cogliere la geometria del canyon urbano.

La storia in breve: assedi, cantine e una fortezza in quota

Il sito è frequentato fin dall’epoca preromana e ha conosciuto fasi romane, visigote e islamiche. Il toponimo “Setenil” viene tradizionalmente associato alla locuzione latina septem nihil – sette tentativi andati a vuoto – a ricordare la lunga resistenza durante la Reconquista, conclusa con la caduta del borgo nel 1482. Il termine “de las Bodegas” richiama invece le antiche cantine-grotta dove si conservavano vini e provviste, oggi convertite in attività commerciali e residenze.

In cima, il Torreón del Homenaje (XII–XIII secolo) è la vestigia della fortezza medievale e ospita mostre temporanee. La chiesa della Encarnación, avviata nel 1505 sui resti della moschea, unisce elementi tardo gotici e rinascimentali; all’interno spicca un Crocifisso del XVII secolo.

Cosa assaggiare: cucina semplice, sapori netti

Piatti freddi e formaggi locali sono perfetti dopo la visita. Da provare un denso salmorejo (pomodoro, aglio, olio extravergine), il queso de cabra servito con pane e olio, e una selezione di tapas da condividere. In abbinamento, vini bianchi o rossi della zona di Cadice: nelle ex cantine ricavate nella roccia restano più freschi e profumati.

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