In pochi metri il verde chiaro diventa blu profondo, come se il mare scendesse in una vasca naturale. Non è un resort, non c’è musica, non ci sono lettini: solo ciottoli chiari, rocce e una scogliera coperta di macchia che profuma di resina. Cala del Gesso, sul Monte Argentario, è uno di quei luoghi che si lasciano scoprire, non concedono scorciatoie ma ripagano con una trasparenza d’acqua rara. Ecco come raggiungerla, cosa aspettarsi e quando andarci per viverla al meglio.
Dove si trova e come arrivare
Ci si affaccia sul versante occidentale del Monte Argentario, poco oltre Porto Santo Stefano, lungo la panoramica che corre verso Porto Ercole. La costa qui è frastagliata, con pareti rocciose, rientranze minute e viste aperte sull’isola del Giglio; nelle giornate più limpide si scorge anche Giannutri. Il promontorio è collegato alla Maremma grossetana da sottili lingue di terra: una volta raggiunta l’area, basta seguire le indicazioni per Porto Santo Stefano e proseguire sulla provinciale che disegna la scogliera.
Accesso a piedi: il sentiero da percorrere
Dalla strada principale si entra in una zona residenziale, si attraversa un tratto di villette e, oltre l’asfalto, si imbocca lo sterrato. Da lì parte il sentiero vero e proprio: circa 700 metri in discesa, con gradini e terra battuta. Il tracciato è breve ma ripido, e la risalita sotto il sole si fa sentire.
Treno, aereo e collegamenti locali
Chi viaggia in treno ha come riferimento la stazione di Orbetello–Monte Argentario sulla Tirrenica; da lì si prosegue in autobus o in taxi verso Porto Santo Stefano. Per chi arriva in aereo, gli scali pratici sono Roma e Pisa, con spostamento successivo in treno e auto a noleggio.
Arrivare dal mare
Dai porti di Porto Santo Stefano e Porto Ercole si possono noleggiare piccoli gommoni per entrare in baia dall’acqua. Questa soluzione permette di fermarsi davanti all’Isolotto dell’Argentarola o di spingersi verso Cala del Bove quando il mare lo consente.
Com’è davvero la spiaggia
All’arrivo si trova una mezzaluna di ciottoli chiari incastonata tra pareti rocciose, con l’acqua che brilla per riflesso e trasparenza. Non c’è sabbia; la ghiaia e i sassi levigati garantiscono un fondale nitido, ideale per chi ama nuotare in acque pulite. Scarpe da scoglio e un telo spesso migliorano sensibilmente la permanenza. Alle spalle, pini marittimi e lentisco disegnano la tipica macchia mediterranea, più intensa nelle ore calde.
Di fronte, a breve distanza, emerge l’Isolotto dell’Argentarola, noto tra i sub per una grotta intorno ai 23 metri di profondità con pareti coperte di gorgonie rosse e rami di corallo. Si tratta di un’immersione tecnica, non adatta a principianti, che dà però la misura della ricchezza dei fondali in zona. Verso nord si scorgono i resti di una torre di avvistamento, memoria delle difese costiere che per secoli hanno presidiato l’Argentario.
Un’idea di itinerario sull’Argentario
Per valorizzare la discesa a Cala del Gesso si potrebbe programmare una piccola fuga di 2–3 giorni. La strada panoramica tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole regala punti sosta spettacolari e brevi camminate con vista. Dal porto partono uscite in barca verso il Giglio e Giannutri, isole perfette per alternare spiagge, snorkeling e borghi. Quando si rientra la sera, i centri storici offrono ristoranti e passeggiate serali.








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