Villa Finzi a Milano: un tempio segreto nel capoluogo lombardo

La storia di una dimora aristocratica ottocentesca diventata parco pubblico, con il Tempio della Notte nascosto nel sottosuolo.
La facciata di Villa Finzi a Milano
Yorick39 - CC-BY-SA-3.0 – Wikimedia Commons

Nella zona nord-est a pochi passi dal Naviglio della Martesana, si trova uno dei parchi storici più antichi e meno frequentati della città. Si tratta di Villa Finzi a Milano, un'area verde che ha visto secoli di trasformazioni: da residenza nobiliare a polmone cittadino, passando per centro di assistenza sociale. Tra alberi monumentali, tempietti neoclassici e una grotta artificiale che custodisce un enigma architettonico di rara suggestione, ecco cosa sapere su quest'angolo della città.

Dove si trova Villa Finzi e come arrivare nel parco

Il Parco di Villa Finzi è situato nel Municipio 2 di Milano e più precisamente nel quartiere di Gorla, la "Piccola Parigi" del capoluogo lombardo. L'ingresso principale è in via Sant'Erlembaldo, traversa a sinistra di viale Monza, in prossimità del Naviglio della Martesana: un canale che, un tempo chiamato Naviglio Piccolo, tocca la proprietà regalando scorci paesaggistici unici a pochi chilometri dal centro.

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Per raggiungere il Parco di Villa Finzi è possibile utilizzare:

  • la linea M1 della metropolitana, con fermata Gorla nelle immediate vicinanze dell'ingresso principale;
  • autobus ATM: diverse linee transitano lungo viale Monza, arteria di collegamento con il centro città, e permettono di raggiungere l'area con una breve camminata;
  • auto: è possibile parcheggiare nelle strade limitrofe, ma la disponibilità di posti tende a ridursi nelle ore di punta;
  • bicicletta, percorrendo l'alzaia della Martesana, uno degli itinerari ciclopedonali più frequentati di Milano, che costeggia il canale fino alle porte dell'area verde.

Gli orari di apertura variano stagionalmente: in primavera e in estate, ad esempio, il parco è accessibile a partire dalle 7 fino alle 21 o alle 22, mentre in autunno e in inverno l'orario si riduce dalle 8 alle 19. L'ingresso è gratuito, e il parco rimane aperto ogni giorno dell'anno.

Il Naviglio Martesana nel quartiere Gorla di Milano
Arbalete, Pubblico dominio / Wikimedia Commons

Da residenza a parco pubblico: la storia di Villa Finzi

La storia di Villa Finzi ha inizio nei primi decenni dell'Ottocento, quando il conte ungherese Antonio Giuseppe Batthyàny sceglie Gorla come luogo di villeggiatura, in quella che allora era ancora campagna aperta. Nel 1829, su terreni agricoli attraversati dal fontanile dell'Acqualunga, l'architetto Gaetano Brey viene incaricato di progettare un giardino paesaggistico all'inglese: laghetto artificiale, serre, grotta e tempietti neoclassici trasformano la proprietà in uno dei giardini più curati del periodo.

Nella seconda metà del secolo, la villa passa alla famiglia Finzi Ottolenghi che decide di imprimere alla tenuta una vocazione solidale: nasce così una casa-giardino per i bambini di Gorla e, nei primi anni del Novecento, un rifugio per ragazzi con disabilità in collaborazione con l'Istituto ortopedico Gaetano Pini. Nel 1934, dopo il trasferimento delle strutture assistenziali, il Comune di Milano acquista l'intera proprietà, aprendo definitivamente il giardino alla collettività.

Cosa c'è oggi a Villa Finzi

Oggi all’interno del Parco di Villa Finzi sono presenti varie strutture e realtà rivolte al servizio della comunità locale:

  • un centro sociale per anziani;
  • un asilo nido;
  • una scuola dell'infanzia;
  • una scuola elementare;
  • il Servizio veterinario dell'ASL milanese;
  • due aree gioco attrezzate per i bambini, di cui una pensata in chiave inclusiva.

La villa storica, caratterizzata da una pianta a T e da una facciata neoclassica, conserva al proprio interno i soffitti decorati d'epoca. L'edificio, pur non essendo accessibile al pubblico come museo, rimane il fulcro dell'intera area e ne testimonia l'origine aristocratica. Il parco mantiene la propria funzione di spazio di aggregazione per tutte le età: i vialetti alberati si percorrono a piedi o in bicicletta.

Il parco di Villa Finzi a Milano
Yorick39 - CC-BY-SA-3.0 – Wikimedia Commons

Com'è il Parco di Villa Finzi: cosa vedere

Il Parco di Villa Finzi si estende per oltre 51mila metri quadrati e conserva, nella sua struttura, l'impianto romantico del giardino ottocentesco. Dal punto di vista botanico, il Parco di Villa Finzi offre inoltre alberi di notevole interesse. Tra le sue specie principali:

  • robinia, mirabolano e pioppo nero, tra le essenze più diffuse nell'area;
  • tiglio selvatico, ailanto e carpino bianco, che formano importanti masse boscate;
  • ciliegio, faggio, ippocastano e quercia rossa, tra le specie ornamentali di maggior pregio;
  • noce nero, olmo, pioppo cipressino e numerosi esemplari di Ginkgo biloba;
  • diverse varietà di acero e, per la sua rarità, il gelso da carta;
  • un ippocastano dalle dimensioni eccezionali, tra gli esemplari più maestosi dell'intero parco.

Sul versante architettonico, il Tempietto dell'Innocenza è tra gli elementi più significativi: struttura circolare neoclassica con otto colonne in pietra su basamento a gradoni, sorge nell'area un tempo occupata dall'isoletta artificiale al centro del laghetto. In primavera il glicine lo avvolge completamente, trasformandolo in uno dei punti fotografici più cercati dell'area verde.

Gli alberi presenti a Villa Finzi
Yorick39 - CC-BY-SA-3.0 – Wikimedia Commons

Il Tempio della Notte di Villa Finzi: la Milano sotterranea

Sotto una collinetta artificiale del parco si nasconde uno degli angoli più enigmatici della città: il Tempio della Notte, unico esempio a Milano di architettura massonica ipogea e tra i più rari in tutta Italia. Venne ricavato tra il 1826 e il 1836 da un'antica ghiacciaia preesistente: una grotta artificiale a pianta circolare con doppia muratura, chiusa da una cupola scavata nella terra; otto colonne marmoree con capitelli corinzi definiscono altrettante nicchie lungo la parete interna, un tempo probabilmente ornate da statue.

Al centro della volta si apre un foro attraverso il quale passa la luce solare in momenti precisi dell'anno: il sole colpisce determinate nicchie il 21 giugno e il 7 agosto, e ciò ha alimentato l'ipotesi di allineamenti astronomici connessi a rituali iniziatici di stampo massonico; nessuna prova definitiva, però, è mai stata raccolta. Oggi la struttura non è visitabile ed è osservabile unicamente dall'alto, attraverso una grata posta sull'oculo. 

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