Per mezzo secolo un divieto ha reso “invisibile” una delle metropolitane più scenografiche del mondo. A Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, non si poteva scattare una foto nelle stazioni: una scelta legata alla sicurezza nazionale che ha alimentato curiosità e mito. Dal 2018 quel blocco è caduto e il risultato è sorprendente: un museo sotterraneo di marmi, ceramiche e cupole blu progettato per la vita quotidiana. Il fascino non è solo estetico: questa rete, la prima dell’Asia Centrale, è il cuore degli spostamenti urbani e un simbolo della rinascita dopo il terremoto del 1966. Ecco perché conviene metterla al centro di un itinerario e come valorizzarla con alcune tappe imperdibili dentro e fuori città.
Perché la metro di Tashkent è rimasta “segreta”
La metropolitana di Tashkent è operativa dal 1977 e scorre sotto una città da oltre tre milioni di abitanti. Per decenni è stata considerata un’infrastruttura sensibile: oltre a muovere ogni giorno la capitale, poteva fungere da rifugio in caso di emergenza. In questo contesto si spiega il lungo stop agli scatti, rimasto in vigore fino al 2018 per motivi di sicurezza nazionale. La restrizione ha alimentato la narrazione di una rete “misteriosa”, amplificandone l’aura.
Un museo sotterraneo: stazioni da non perdere
Sotto le strade di Tashkent si sviluppa un racconto visivo che intreccia materiali pregiati, riferimenti letterari e richiami alla Via della Seta. Le stazioni sono ambienti scenografici dove il design serve la mobilità e, allo stesso tempo, racconta identità e storia. Per cogliere il meglio dell’estetica sotterranea, si dovrebbero inserire nell’itinerario alcune fermate-simbolo come:
- Tinchlik: vetrate colorate e colonne di marmo definiscono un’atmosfera luminosa, valorizzata da lampade iconiche del Paese.
- Alisher Navoi: ispirata alle poesie del grande autore uzbeko, si riconosce per le cupole blu e i rimandi all’epopea carovaniera della Via della Seta.
- Mustaqillik Maydoni: un vero “salotto” sotto la piazza centrale con lampadari importanti e superfici di marmo bianco.
Cosa vedere oltre i binari: itinerari tra storia e natura
La capitale è un punto di partenza strategico per estendere l’esperienza al di fuori delle stazioni della metropolitana. A breve distanza si incontrano paesaggi montani e specchi d’acqua, mentre a est si apre un patrimonio artigianale e culturale che racconta tradizioni.
- Valle di Fergana: un percorso tra Kokand, Rishton e Margilan svela il cuore della tradizione con manifatture della seta, mercati locali e architetture storiche.
- Amirsoy, Chimgan e lago Charvak: un’escursione privata in queste località offre un cambio di scenario. Cime innevate, valli verdissime e acque turchesi disegnano paesaggi che restano impressi.








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