In Emilia Romagna c'è Gualtieri, la città con una piazza da capitale nordica

Una piazza enorme nel cuore della Bassa, un palazzo rinascimentale scenografico e un museo dedicato a Ligabue: il viaggio a Gualtieri.
Gualtieri
Caba2011, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Sembra il cuore di una capitale del Nord Europa, ma si trova nella pianura reggiana. Chi entra a Gualtieri si ritrova in un quadrato perfetto di portici e mattoni, dove c'è una sorpresa che non ci si aspetterebbe a due passi dal Po: una piazza spettacolare, una corte nobile ridimensionata ma ancora potente e la storia di un territorio modellato da bonifiche e argini. Nel 2017 il borgo è stato inserito tra i Borghi più belli d’Italia, un riconoscimento che conferma la qualità urbana di un centro piccolo ma densissimo. 

Gualtieri e il suo impianto urbano nel cuore della Bassa

Gualtieri sorge sulla sponda destra del Po, in provincia di Reggio Emilia, in un’area dove per secoli si è combattuto con paludi, canali e piene. Proprio questa sfida ha generato un impianto urbano rigoroso, nato intorno a un antico castrum longobardo e poi ripensato tra Rinascimento e Settecento. 

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Famiglie come gli Sforza e gli Este hanno segnato passaggi importanti, ma sono stati i Bentivoglio a imprimere l’assetto scenografico: non solo facciate e prospettive, anche idraulica e bonifiche, con opere come la Botte Bentivoglio che hanno reso coltivabili terre un tempo acquitrinose.

Piazza Bentivoglio: proporzioni perfette e portici infiniti

Entrando dal lato della torre, la prospettiva guida lungo le arcate fino al campanile della Collegiata di Santa Maria della Neve e, a est, alla facciata lunghissima di Palazzo Bentivoglio

La piazza ha un ritmo che ricorda le grandi capitali del Nord, ma con la materia viva della pianura: mattoni caldi, pietra chiara, luce che cambia di stagione in stagione. È uno spazio civico costruito per stupire, ancora oggi perfetto per misurare la scala del borgo e la sua ambizione storica.

Dentro Palazzo Bentivoglio: sale, miti e una corte padana

Voluto da Ippolito Bentivoglio tra il 1594 e i primi decenni del Seicento, il palazzo originario prevedeva quattro fronti simmetrici con torri agli angoli. Una parte fu demolita nel Settecento per rafforzare l’argine del Po, ma la facciata superstite continua a dominare la piazza con la sua fila di finestre e il portale solenne.

Al piano nobile si susseguono ambienti affrescati con temi mitologici e letterari: la Sala dell’Eneide, la Sala di Icaro e la Sala di Giove raccontano committenze colte e un disegno preciso, trasformare Gualtieri in una piccola corte della Bassa. La scena più teatrale è nella Sala dei Giganti, dove Pier Francesco Battistelli mise in immagini episodi ispirati alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

Museo Antonio Ligabue e un teatro del '700

Negli spazi di Palazzo Bentivoglio trovano posto la Fondazione Museo Antonio Ligabue, con un percorso documentario dedicato alla vita e all’opera dell’artista simbolo del Novecento padano, e la Collezione Umberto Tirelli, sarto e collezionista definito “archeologo della moda”. 

Nelle antiche strutture si inserisce anche il Teatro Sociale di Gualtieri, sala settecentesca in legno e ghisa oggi usata per spettacoli e iniziative culturali: dimensioni contenute, qualità architettonica alta, l’ennesimo indizio di una vocazione “urbana” in un contesto di campagna.

Campanile, collegiata e torre: i segni verticali della piazza

Sul lato ovest svetta la Torre civica, oltre quaranta metri con orologio, riferimento quotidiano del borgo. A sud si affaccia la Collegiata di Santa Maria della Neve, chiesa a navata unica con una pala di Carlo Bononi dedicata all’Annunciazione. 

L’attuale facciata è settecentesca, mentre l’edificio ha subito più rimaneggiamenti in seguito alle piene del fiume. In pochi passi si attraversano secoli di architettura e si capisce quanto il Po abbia inciso sulle scelte costruttive.

Piazza Nuova, Sant’Andrea e il pozzo del Settecento

L’attuale Piazza Felice Cavallotti, spesso chiamata Piazza Nuova, conserva la memoria del primo insediamento intorno alla Chiesa di Sant’Andrea, di origini trecentesche e ricostruita nel 1713.

Al centro spicca il pozzo pubblico settecentesco, ottagonale con copertura a tempietto, realizzato nel 1765 quando vennero chiusi i pozzi privati per i problemi di risalita dell’acqua. Le strade sono più strette e le facciate meno scenografiche rispetto alla grande piazza, ma è qui che si vedono gli spostamenti del baricentro urbano nei secoli.

Come arrivare a Gualtieri: in auto, treno e autobus

Il borgo è piccolo, ben collegato e si gira a piedi con facilità.

In auto si arriva dall’A1 uscendo a Reggio Emilia e proseguendo su strade provinciali per circa una ventina di chilometri. In alternativa, dall’A22 uscita Reggiolo/Rolo, con collegamenti interni di poco superiori alla decina di chilometri. L’area è toccata anche dalle statali SS63 e SS62, utili per i collegamenti verso Reggio Emilia, Mantova, Parma e Verona. 

Chi sceglie il treno può contare sulla linea Parma–Suzzara, che prevede una fermata per l’area di Gualtieri; in autobus, servono il borgo diverse linee extraurbane, tra cui la 87, connessa alla rete reggiana.

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