Un castello scolpito nella roccia e quasi circondato dal mare, una tonnara tra le più antiche dell’isola e un giardino che profuma di salsedine. A Santa Flavia, pochi chilometri a est di Palermo, il Castello di Solanto riapre in finestre di visita limitate. Qui hanno trovato rifugio regine e sono passati sovrani, mentre negli anni Sessanta il complesso è finito nel circuito aristocratico frequentato dalla troupe del Gattopardo. Le visite sono guidate, a numero chiuso e scandite da turni, con un racconto che intreccia pesca del tonno, potere e paesaggio.
Dove si trova Solanto e come arrivare
Il complesso sorge lungo il litorale a est di Palermo, in un tratto punteggiato da stabilimenti storici e insenature, con Capo Zafferano a chiudere l’orizzonte. Da Palermo si raggiunge agevolmente in auto seguendo l’autostrada o la statale verso Messina; si attraversano le zone di Casteldaccia e delle Cantine Duca di Salaparuta, poi si prosegue verso Solanto.
La linea ferroviaria per la costa orientale serve Santa Flavia: dalla stazione è necessario un breve spostamento verso il castello, valutando sul posto trasporto locale o taxi. L’accesso all’area del complesso va verificato in base all’organizzazione delle visite e alle indicazioni fornite al momento della prenotazione.
Cosa si vede al Castello: giardino sul mare, terrazze e tonnara
L’itinerario guidato entra nel cuore del complesso. Si parte dal giardino affacciato sull’acqua, dove vegetazione e vento di mare definiscono nettamente l’atmosfera. Le terrazze panoramiche aprono lo sguardo sul Golfo di Palermo, con la luce che, cambiando, ridisegna costa e scogliere.
Il castello, nato a protezione della tonnara, mostra murature spesse e volumi che paiono palchi sul mare. La tonnara di Solanto, tra le più antiche dell’isola, è un grande ambiente unitario: volte alte, pareti in arenaria che al sole virano al dorato, strumenti e strutture che restituiscono in controluce il ciclo della pesca.
Tra regine, nobili e cinema d’autore
Agli inizi del Quattrocento, il castello accolse Bianca di Navarra, regina di Sicilia, in fuga dalle pressioni del conte di Modica: un episodio che spiega il ruolo strategico del sito, avamposto sul mare e bastione di sicurezza. Nel tempo il feudo passò a casate di peso — Alliata, Filangeri, quindi i Vanni di San Vincenzo, tuttora proprietari — e ospitò anche Ferdinando IV di Borbone.
Negli anni Sessanta, mentre Luchino Visconti cercava in Sicilia gli scenari per il Gattopardo, il complesso divenne salotto sul mare per parte della troupe: tra gli ospiti, Claudia Cardinale e Alain Delon, con lo stesso orizzonte che oggi si osserva dalle terrazze. Tutto intorno, la borgata di Solanto rimanda alla vicina Solunto fenicia, i cui resti sulle alture collegano la zona a un passato ancora più antico.
Cosa vedere nei dintorni: mare, archeologia, ville e grandi cantine
Il Castello di Solanto si inserisce in un circuito di luoghi simbolici facilmente combinabili. A poca distanza si trovano Villa Palagonia a Bagheria, celebre per le statue “mostruose”, e itinerari cittadini su Casa Florio e sul Liberty palermitano. In città spiccano anche Palazzo Conte Federico e le Catacombe dei Cappuccini, per chi desidera rientrare a Palermo dopo la costa.
Sul fronte del vino, le Cantine Florio e le Cantine Duca di Salaparuta aprono percorsi tra bottaie monumentali e degustazioni, ideali per estendere l’esperienza oltre la visita. Per un abbinamento dal forte valore narrativo, la salita all’antica Solunto permette di mettere in relazione l’insediamento fenicio con il mare sottostante.








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