Il cammino segreto d’Abruzzo: il Tratturo Magno e i 44 km tra Peltuinum e Forca di Penne

Un’autostrada d’erba tra borghi e rovine: guida pratica al tratto L’Aquila–Forca di Penne, a piedi, in bici o a cavallo.
tratturo magno
Pietro, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Nel cuore dell’Appennino, una fascia verde larga oltre cento metri ha guidato per secoli pecore e pastori tra montagne, altipiani e pianure. È il Tratturo Magno, la più grande via della transumanza tra L’Aquila e Foggia, oggi percorribile a piedi, in bici o a cavallo. Nel suo primo tratto, da L’Aquila a Forca di Penne, il paesaggio si apre all’improvviso su rovine romane, oasi naturali e borghi compatti. 

Perché il Tratturo Magno non è un cammino qualunque

Il Tratturo Magno è il più lungo dei tratturi regi del Centro-Sud: circa 244 chilometri tra L’Aquila e Foggia, creati per lo spostamento stagionale delle greggi verso il Tavoliere. La sua caratteristica più insolita è la sezione: 111 metri di larghezza, una vera “autostrada d’erba” che ancora conserva ampi tratti demaniali. 

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Lungo il nastro verde si attraversano tre regioni e ambienti che cambiano rapidamente, dall’Abruzzo montano alle colline molisane, fino alle piane pugliesi. Camminare qui significa seguire la rotta della transumanza, oggi riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Nel segmento aquilano il tracciato corre tra Gran Sasso e Sirente-Velino, creando un corridoio che unisce aree protette e habitat appenninici ancora poco urbanizzati.

Da L’Aquila a Forca di Penne: conquista al primo sguardo

Il tratto più scelto da chi vuole un assaggio intenso del Tratturo Magno è quello da L’Aquila a Forca di Penne. La difficoltà è media, la lunghezza intorno ai 44 chilometri a piedi, da dividere in tre giorni di cammino. Chi è allenato può coprirlo in un giorno in bici o a cavallo. Il fondo alterna sterrati, strade secondarie e prati, senza passaggi tecnici, ma con distanze che richiedono buona continuità. Si parte dalla zona della Basilica di Santa Maria di Collemaggio e si imbocca la direttrice storica verso sud-est, con la valle dell’Aterno a fare da invito ai primi borghi e agli altipiani del vento costante.

Le tappe chiave: tra rovine romane e valichi panoramici

Dopo la conca aquilana, il cammino si apre sul pianoro di Peltuinum, città romana di età tardo-repubblicana: tra i prati emergono un teatro di epoca augustea, tratti di mura e le forme di un tempio probabilmente dedicato ad Apollo. Accanto, la chiesetta medievale di San Paolo di Peltuinum aggiunge un tassello di continuità al sito. 

Proseguendo, la direttrice tocca Prata d’Ansidonia, attraversa l’area di Caporciano e sale agli altipiani di Civitaretenga, dove i campi aperti raccontano ancora la lentezza delle greggi. Puntando verso sud, si raggiunge il Passo di Forca di Penne, nel territorio di Capestrano, una balconata naturale con le linee del Gran Sasso alle spalle e, davanti, le prime colline che guidano verso l’Adriatico. 

Nei dintorni, un’oasi WWF tutela praterie d’altitudine e ambienti umidi, mentre più in basso le tracce umane passano per l’antico feudo di Forca di Penne, il monastero di San Vito e la Torre di Penne, segnata dal sisma del 2009 ma ancora riconoscibile sul crinale.

In bici e a cavallo: varianti e distanze

Su due ruote il percorso adotta, in alcuni tratti, varianti su strade statali come la SS17 o la SS153 per evitare sterrati più impegnativi. La distanza cresce di qualche chilometro, ma resta adatta a bici trekking o gravel. A cavallo, le distanze si attestano su circa 35 chilometri per questo segmento, con un breve raccordo di circa 2 chilometri per raggiungere il maneggio, così da seguire il più possibile la fascia erbosa originale del tratturo. 

Quando partire e come pianificare le tappe

La finestra migliore per affrontare il Tratturo Magno va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. In questi mesi le temperature sono più miti, i prati abruzzesi restano verdi e i campi coltivati offrono una tavolozza che cambia a vista d’occhio. D’estate, soprattutto nelle zone costiere e di pianura del cammino completo, il sole pieno e i lunghi tratti senza alberi impongono partenze all’alba, copricapo, crema solare e scorte d’acqua generose. 

Come arrivare e come rientrare

Raggiungere il punto di partenza è semplice: L’Aquila è collegata alle principali città del Centro Italia tramite autostrada e servizi di autobus extraurbani. Da Roma si viaggia su direttrici autostradali, mentre da Pescara si combina ferrovia e bus. Il rientro è agevolato dalla presenza di Foggia su linee ferroviarie nazionali che collegano il capoluogo con Bari, Napoli, Roma, Milano e altre grandi stazioni. Questo rende agevole anche l’organizzazione del cammino completo: si parte dall’Abruzzo interno e si chiude nel Tavoliere, con un ritorno in treno pianificabile in anticipo.

Cosa si scopre lungo la via: borghi, memorie e paesaggi

Lungo il Tratturo Magno la storia pastorale si intreccia con chiesette di campagna, resti di stazioni di posta e piccoli centri dove la memoria della transumanza abita ancora feste, racconti e toponimi. Nel tratto abruzzese questi segni sono fitti e riconoscibili, tra rovine antiche, campi coltivati e dorsali ventose. Proseguendo verso sud, la varietà cresce: il passaggio nell’area di Lanciano introduce un centro storico vivace e, non lontano, la dimensione marina della Costa dei Trabocchi aggiunge panorami inaspettati

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