Si viaggia accanto a colate di lava, tra muretti a secco e paesi costruiti in pietra nera. La Ferrovia Circumetnea, nata nel 1898, disegna un anello attorno al vulcano attivo più alto d'Europa e mostra una Sicilia che di rado si vede dall'autostrada. Il paesaggio cambia a ogni curva: pistacchieti, vigneti, fichi d'India, fino al blu improvviso dello Ionio. Non è un treno veloce e proprio qui sta il suo fascino: si osserva, si scende, si esplora, si risale.
Cos'è la Circumetnea e perché sorprende
La Circumetnea è una linea a scartamento ridotto che collega Catania Borgo a Riposto lunga circa 110 km, lambendo per quasi tutto il perimetro il massiccio dell'Etna, inserito nella lista UNESCO. Senza soste intermedie la percorrenza è intorno alle tre ore, ma il senso del viaggio è spezzarlo in tappe: le fermate sono frequenti e invitano a entrare nei borghi, tra chiese, castelli e vicoli scuri di lava.
L'itinerario sale progressivamente dalla fascia costiera fino a sfiorare i 960 metri di quota nei pressi di Rocca Calanna, per poi ridiscendere verso il mare. Dai finestrini scorrono colate solidificate, frutteti e filari di vite che attecchiscono sul terreno vulcanico, con scene rurali che cambiano a ogni stagione.
Si parte dal quartiere di Catania Borgo, poco fuori dal centro barocco anch'esso tutelato dall'UNESCO, su convogli semplici dall'aria retrò. Chi proviene dall'area di Taormina e Giardini Naxos può salire in direzione opposta da Giarre, dove c'è l'interscambio con la linea ferroviaria principale, rendendo flessibile l'organizzazione.
Le fermate da non perdere
Superata Catania, la linea attraversa le grandi colate storiche, compresa quella del 1669 che toccò la città. Il tracciato tocca centri dove la pietra lavica definisce l'architettura e la memoria dei luoghi. Fermarsi in alcuni snodi consente di cogliere l'essenza dei paesi etnei, tra fortezze normanne, musei archeologici e sapori inconfondibili.
- Misterbianco - Paternò: prime tappe per percepire come la lava abbia modellato l'abitato. A Paternò svetta il castello d'età normanna sulla collina, visibile anche dalla ferrovia.
- Adrano: il museo archeologico è ospitato in una fortezza normanna. Nel centro si riconoscono palazzi e chiese con inserti di pietra lavica che danno al paesaggio urbano un tono scuro e netto.
- Bronte: territorio simbolo del pistacchio coltivato sulle sciare vulcaniche. Da mettere in agenda assaggi e cucina tipica; poco fuori, a Maniace, il Castello di Nelson aggiunge una pagina inaspettata di storia britannica in Sicilia.
- Rocca Calanna: il punto più alto del percorso. Nelle giornate terse l'Etna può mostrarsi innevata o fumante, con antiche colate che disegnano il versante come righe grigio scuro.
- Randazzo: chiamata "città nera" per l'uso esteso della lava nell'edilizia. Da vedere le chiese di Santa Maria, San Nicolò e San Martino, la scenografica Via degli Archi e il castello svevo trasformato in museo archeologico.
- Riposto: la corsa termina sul mare, tra il porto turistico e il profilo del vulcano alle spalle. La curva finale con lo Ionio in primo piano chiude l'itinerario con un contrasto potente.
Esperienze uniche: vini dell'Etna e bici a bordo
Negli anni la Circumetnea è diventata anche un mezzo per fare esperienze che uniscono paesaggio, gusto e tranquillità.
Degustazioni su terreni vulcanici
In alcune giornate, in particolare il giovedì e il sabato, si organizzano tour del vino che combinano treno e wine bus con tappe in cantine selezionate. Le etichette nascono su suoli ricchi di minerali: i rossi spesso esprimono frutti rossi e spezie sottili, i bianchi giocano su note agrumate e floreali. Di norma il percorso parte da Riposto e segue un itinerario costruito sulle realtà più rappresentative.
Treno su Due Ruote: portare la bici e continuare pedalando
L'iniziativa consente di salire a bordo con la bicicletta e scendere tra Catania e Randazzo per proseguire su tratti misti di asfalto, sterrato e vecchie strade poderali. I percorsi costeggiano vigneti, boschi di castagni e antiche colate, con continui cambi di pendenza e scorci che ripagano la fatica.
Come organizzarsi: accessi, periodo giusto e consigli utili
La base più comoda è Catania, servita dall'aeroporto di Fontanarossa con collegamenti frequenti dall'Italia e dall'Europa. Dall'aeroporto si raggiunge il centro con bus o taxi e, da lì, la stazione di Catania Borgo con i mezzi urbani o a piedi a seconda della zona di partenza. Chi arriva in treno lungo la costa jonica può scegliere l'interscambio di Giarre-Riposto e salire direttamente sulla linea etnea.
In auto si percorrono le autostrade A18 o A19, lasciando il veicolo in città o in prossimità di alcune stazioni. Ma qual è il periodo ideale per andare?
- Primavera: temperature miti e versanti verdissimi; è possibile vedere cime ancora innevate.
- Estate: giornate lunghe e visibilità eccellente; caldo più intenso nelle quote basse, più fresco in altitudine.
- Autunno: stagione d'elezione per l'enogastronomia tra vendemmia e, anche se non ogni anno, raccolta del pistacchio.
- Inverno: scenari spettacolari con la neve, ma serve equipaggiamento adeguato.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Sicilia c’è un treno magico che attraversa la lava e i borghi di pietra nera: un viaggio sospeso nel tempo







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