Sospeso su uno sperone di tufo che guarda il Tevere, c'è un borgo dell'Alto Lazio dove il vino non è solo tradizione: è un percorso sotterraneo lungo cinque piani. A Castiglione in Teverina il MUVIS custodisce botti monumentali e corridoi scavati nella roccia, dando forma al museo del vino più esteso d'Italia. E proprio qui, tra colline di vigne e ulivi, si può organizzare un weekend essenziale, ancora lontano dai circuiti più affollati. Il tutto a circa un'ora e mezza da Roma, con un budget generalmente più leggero rispetto ad altre mete del Centro Italia.
Dove si trova e come arrivarci
Castiglione in Teverina si trova nell'Alto Lazio, provincia di Viterbo, a ridosso del confine umbro. Il borgo affaccia sulla valle del Tevere e, poco più in là, sulle colline che portano al Lago di Bolsena e alla Valle dei Calanchi. Da Roma: si imbocca l'A1 in direzione nord e si esce ad Attigliano, poi una provinciale tra campi e filari conduce alle prime case del paese.
In auto il viaggio richiede in genere circa un'ora e mezza, traffico permettendo. Chi arriva in aereo può usare gli scali romani e proseguire con auto a noleggio. In alternativa si può scendere in stazioni lungo l'asse dell'A1 e completare il tragitto con taxi o mezzi locali.
Passeggiare nel borgo: tra rocca, archi e chiese
Il centro storico è raccolto e si dovrebbe viverlo senza fretta. Il paese nasce attorno a una rocca medievale edificata agli inizi del Trecento dai Monaldeschi, dopo la distruzione del vicino villaggio di Paterno. Intorno al nucleo fortificato si dispongono archi, scalinate ripide e case di pietra che, a tratti, si aprono su viste larghe verso la valle.
Le radici del luogo, però, sono più lontane: nell'area affiorano tracce etrusche almeno dal IV secolo a.C., mentre il borgo attuale prende forma intorno all'anno Mille, quando la collina tufacea diventa rifugio stabile per le comunità della zona. Tra XVI e XVII secolo l'influenza della famiglia Farnese lascia segni nelle difese e nell'assetto urbano, a testimoniare un passato vissuto ai margini ma mai isolato dagli eventi della penisola.
Nel tessuto storico spicca la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, parrocchiale del paese, dove si conserva un Crocifisso quattrocentesco legato alla devozione locale. Poco oltre si incontra la chiesa di San Rocco, memoria di antiche invocazioni contro pestilenze e calamità. Per chi predilige gli edifici isolati di campagna, la Madonna della Neve attende appena fuori dal centro, con muretti bassi, prato estivo e l'intonaco chiaro in risalto sulla terra scura.
Il MUVIS: cinque piani sotto il borgo, tra botti e tufo
Il cuore sorprendente di Castiglione in Teverina è il MUVIS - Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, ospitato nelle storiche Cantine dei Conti Vasselli. Dall'esterno il complesso inganna: varcata la soglia, si scende letteralmente nelle viscere del tufo.
Cosa si scopre lungo il percorso
La visita lega storia materiale e saperi contadini: utensili di campagna, documenti, oggetti d'uso e ambienti intatti svelano come si lavorava tra vigne e botti prima dell'era industriale. Il MUVIS è considerato tra i più grandi musei europei dedicati al vino e il più esteso in Italia su questo tema.
Cucina locale: ecco cosa ordinare
La tavola rispecchia l'incontro tra Lazio e Umbria. Nei menu si trovano carni, pasta fresca, formaggi e tartufo, con ingredienti che arrivano spesso da produttori vicini. I formaggi - soprattutto pecorino e caciocavallo - vengono serviti con miele o confetture, mentre la focaccia con la porchetta resta lo spuntino più immediato, croccante fuori e morbido dentro.
Tra i primi, i ravioli con tartufo e pecorino abbinano il profumo del bosco alla tradizione della pasta ripiena. Per la carne, una tagliata con sale grosso e olio locale racconta bene questa parte della Tuscia. Da non tralasciare l'olio extravergine di oliva Tuscia DOP, dal profilo erbaceo e colore intenso, perfetto per accompagnare pane e verdure.
Quando andare e quanto fermarsi
La scelta migliore va di solito dalla primavera all'autunno. In primavera i campi esplodono di verde e fioriture, mentre l'autunno accende vigne e boschi, rendendo naturale alternare visite e degustazioni. Un soggiorno di uno o due giorni consente di esplorare il centro storico, visitare il MUVIS e allungarsi verso la Valle dei Calanchi o il Lago di Bolsena.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il borgo incantato dell’Alto Lazio sospeso sul tufo che nasconde la cantina museo più grande d’Italia







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