A quarant'anni dalla scomparsa di Jorge Luis Borges e a quindici dall'inaugurazione, il labirinto che la Fondazione Giorgio Cini gli ha dedicato sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia si rinnova. Torna così al pubblico uno degli spazi più iconici e poeticamente densi del patrimonio culturale veneziano.
Un'idea nata da un'amicizia e da un sogno
La storia del Labirinto Borges comincia con un'amicizia. L'idea del giardino è dell'architetto e diplomatico inglese Randoll Coate (1909–2005), grande amico dello scrittore argentino, al quale era stato presentato nel 1950 dalla scrittrice Susan Bombal. Il progetto prende forma tra il 1979 e il 1986, a seguito di un sogno-presagio di Coate sulla scomparsa dell'amico. Borges, dal canto suo, aveva sempre amato Venezia considerandola una città-labirinto: nel 1984, due anni prima di morire, era tornato sull'Isola di San Giorgio Maggiore per presiedere il Colloquio internazionale "L'Europa e la cultura", promosso dal Comune di Venezia e dalla Commissione delle Comunità Europee.
Il labirinto si ispira al racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano, pubblicato da Borges nel 1941 — un giallo visionario in cui coesistono più realtà parallele, omaggio alle teorie quantistiche, dove si contemplano, nelle parole dello stesso autore, «infinite serie di tempi, in una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli». Il labirinto è del resto un simbolo ricorrente nell'intera opera borgesiana: archetipo della natura dell'universo e della perplessità umana di fronte all'esistenza, proiezione delle paure e immagine della speranza, poiché ogni labirinto ha una logica che consente di entrare, perdersi e infine trovare la via d'uscita.
Il progetto: un libro aperto tra le siepi di bosso
Nel progetto di Coate il labirinto si presenta come un libro aperto: le siepi sono disposte in modo da disegnare la parola "Borges" speculare su due pagine, ed è cosparso di simboli tratti dalle opere dello scrittore — il bastone, gli specchi, la clessidra, la sabbia, la tigre, un punto di domanda. Una prima versione fu realizzata nel 2003 dalla Fundación Internacional Jorge Luis Borges, diretta dalla vedova María Kodama, a "Los Alamos" nei pressi di San Rafael, in Argentina.
La versione veneziana, inaugurata nel 2011 in occasione del venticinquesimo anniversario della morte dello scrittore, occupa un'area di 2.300 mq sull'Isola di San Giorgio. È costituita da 3.250 piante di bosso (Buxus sempervirens), con larghezza massima di circa 38-40 cm e altezza di 75 cm dal piano di calpestio, disposte a 75 cm l'una dall'altra. I percorsi interni si sviluppano per 1.150 metri. Sul lato nord-ovest ed est, filari di cipressi fanno da quinta, evocando un colonnato vegetale. Aperto al pubblico nel 2021 tramite i tour guidati di VisitCini, nei primi cinque anni è stato visitato da oltre 25.000 persone, diventando quasi un terzo chiostro dell'area monumentale, dopo quello del Buora e del Palladio.
Il restauro: 165 piante rimosse, nuovo terreno, impianto irriguo ripristinato
Quindici anni di vita all'aperto avevano lasciato il segno. L'intervento di restauro è partito dalla rimozione di 165 piante di bosso morte o compromesse e da una verifica completa dell'impianto di irrigazione, con sostituzione delle linee non funzionanti. Al suolo sono stati apportati circa due metri cubi di nuovo terreno idoneo per favorire il corretto attecchimento delle nuove piantumazioni. Le piante di bosso sostituite sono state selezionate con una chioma già ben sviluppata e sottoposte a potatura per armonizzarle con la sagoma esistente del labirinto. Dopo un costante monitoraggio dello stato vegetativo, le essenze che non avevano risposto positivamente sono state rimpiazzate con ulteriori 30 esemplari. In parallelo è stata eseguita la rimozione manuale di tutte le piante infestanti presenti nell'intero labirinto.
Accessibilità: percorsi per disabili motori e mappa tattile per non vedenti
Il restauro ha incluso due interventi significativi sul fronte dell'accessibilità. Il primo riguarda il vialetto d'ingresso: è stata rimossa la ghiaia in eccesso, i percorsi sono stati tracciati e livellati e sono stati posati pannelli alveolari certificati per l'accessibilità a persone con disabilità motoria, rendendo il percorso naturale, gradevole e sicuro. Il secondo intervento è stato realizzato in partnership con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione di Venezia: è stata apposta una mappa tattile che riproduce e spiega il labirinto, consentendo ai visitatori non vedenti o ipovedenti di avere informazioni sul percorso prima di immergersi tra le siepi di bosso.
Quando visitare il labirinto di Borges a Venezia
Il Labirinto è visitabile da metà luglio 2026, con orari aggiornati sul sito visitcini.com. In autunno PwC Italia offrirà al pubblico un weekend di apertura gratuita, con modalità di prenotazione che saranno comunicate attraverso i canali ufficiali della Fondazione Giorgio Cini e di PwC Italia.







