Sicilia, la Cunziria è il borgo fantasma che sembra un set cinematografico

Un villaggio di pietra e acqua, set di film e racconti. Dove si trova, perché sorprende e come organizzare una visita.
La Cunziria
Dafniprs, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un villaggio di case in pietra, un campanile che spunta tra il sommacco e il suono dell'acqua che ancora scorre sul fondo valle. Sembra un set cinematografico d'altri tempi, invece è reale: è la Cunziria, antico borgo-conceria dell'Ottocento vicino a Vizzini, in provincia di Catania. Tra i muri scrostati e le vasche in muratura hanno camminato registi come Franco Zeffirelli e Gabriele Lavia, attratti da un luogo che restituisce atmosfere intatte. 

Un set che esiste davvero: cos'è la Cunziria

La Cunziria non è un centro storico restaurato, ma un insediamento di circa quaranta edifici addossati al fianco della collina. Al centro si trova una piccola chiesa dedicata a Sant'Eligio, patrono dei lavoratori del metallo e, qui, anche del lavoro artigiano quotidiano. Le case in pietra locale seguono il pendio con piani sfalsati, inglobando in basso piccoli ambienti ipogei che testimoniano soluzioni tecniche di lunga durata. 

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Il profilo dei tetti è irregolare, segnato da crolli e aperture che lasciano filtrare la luce, mentre intorno prosperano fichi d'India e sommacco, la pianta da cui si estraeva il tannino per la concia. Il borgo parla anche di letteratura e cinema: qui Verga ambienta il celebre duello di Cavalleria Rusticana, e non è un caso che Zeffirelli nel 1981 scelga queste architetture come scenografia naturale. 

Più tardi, Gabriele Lavia vi ambienta La Lupa, confermando la vocazione visiva di questo anfiteatro di pietra. Oggi molte strutture sono in condizioni precarie, ma restano visibili canali, vasche e i segni degli opifici che spiegano come funzionava il sistema produttivo. Non a caso, l'area rientra tra i "Luoghi del Cuore" del FAI, a tutela di memorie idrauliche e paesaggi di lavoro.

L'acqua che muoveva tutto: il sistema produttivo

Per comprendere la Cunziria bisogna immaginare una valle assolata e ventosa, con tre ingredienti chiave sempre disponibili: sole, sommacco e una portata d'acqua costante. Il torrente Masera non era solo sfondo ma infrastruttura, gestita con un reticolo di canalette e vasche che permetteva di lavorare pelli e alimentare altri opifici.

L'impianto sfruttava il dislivello naturale con saie, canali artificiali introdotti in epoca araba e poi perfezionati, capaci di creare piccoli salti d'acqua. Lì entravano in funzione ruote orizzontali e macchinari collegati, moltiplicando la resa con una tecnologia semplice e robusta. In alcuni tratti l'acqua azionava persino due mulini in sequenza, sfruttando lo stesso flusso su quote diverse prima di irrigare gli orti più in basso.

Oltre la concia: lana, cereali e zucchero

Accanto alla concia del cuoio, il sistema sosteneva altre lavorazioni che richiedevano energia e acqua. Si molivano cereali, si trattavano panni di lana in gualchiere o paratori e, già dal Cinquecento, si lavorava la canna da zucchero coltivata in queste campagne. 

Questo insieme di attività faceva della valle un distretto produttivo prima della parola stessa, fondato su cicli stagionali e sull'uso misurato delle risorse. Le architetture rimaste, spesso anteriori al terremoto del 1693, sono esempi preziosi di ingegneria civile pre-settecentesca. 

Come arrivare a La Cunziria 

Il borgo si trova nel territorio di Vizzini, in provincia di Catania. Il modo più pratico per raggiungerla è l'auto, soprattutto arrivando dall'aeroporto di Catania, con percorso su viabilità interna verso Vizzini e poi in direzione della Contrada Masera. 

Le strade risultano percorribili ma spesso strette e curate in modo essenziale, quindi conviene procedere con attenzione, in particolare al crepuscolo. Con i mezzi pubblici si può arrivare a Vizzini in bus o treno dalle principali città della Sicilia orientale, ma per coprire l'ultimo tratto serve un taxi, un transfer o un mezzo proprio. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un set cinematografico d’altri tempi, ma è un borgo fantasma nel cuore della Sicilia: un luogo magico tutto da scoprire