Un orologio medievale che ogni ora mette in scena un piccolo spettacolo, un busto di Kafka che cambia volto a ritmo meccanico, una guardia che marcia puntuale a mezzogiorno. Tra castelli, chiese monumentali e installazioni provocatorie, la capitale ceca offre un itinerario compatto e denso di sorprese. Ecco come organizzare tre giorni a Praga al ritmo giusto, con spostamenti semplici, soste panoramiche e alcune chicche urbane che in pochi conoscono.
Come arrivare e muoversi
Per chi parte dall'Italia, l'aereo è la soluzione più rapida grazie ai numerosi collegamenti, anche low cost. In alternativa, si può pianificare il viaggio in treno (utile se inserito in un itinerario di interrail) o in auto: da Roma la distanza è di circa 1.300 chilometri.
Una volta atterrati, l'accesso al centro è lineare con autobus dall'uscita dell'aeroporto e successivo collegamento in metropolitana. In città, camminare resta il modo migliore per cogliere dettagli e scorci, con una rete di mezzi pubblici efficiente a supporto.
Dove alloggiare per spendere meno
Per contenere il budget senza rinunciare alla posizione, si consiglia il distretto Praga 2. L'area è centrale e permette di raggiungere Ponte Carlo in circa 20 minuti a piedi. L'offerta ricettiva è ampia: dagli ostelli più economici agli hotel di fascia alta.
Itinerario di 3 giorni
Un percorso compatto che alterna icone intramontabili e tappe insolite. Conviene partire presto la mattina e tenere d'occhio alcuni orari chiave: l'orologio astronomico scocca ogni ora, mentre il cambio della guardia al Castello avviene a mezzogiorno.
Giorno 1 - Città Vecchia e capolavori in movimento
L'Orologio Astronomico mette in mostra, allo scoccare di ogni ora, il suo celebre "corteo" con gli Apostoli e il quadrante che indica posizioni del Sole e della Luna, oltre al tempo. L'area è affollata: vale la pena arrivare in anticipo per ottenere una visuale frontale. La torre dell'Orologio è visitabile, per chi desidera osservare la piazza dall'alto.
A pochi passi, nella Biblioteca Municipale, l'installazione "Idiom" firmata da Matej Kren crea un pozzo visivo di circa 8.000 libri grazie al gioco di due specchi opposti. Poco distante, al Municipio, il paternoster - un ascensore continuo senza porte - è un raro tuffo nell'ingegneria del Novecento; un altro, più tranquillo, si trova nella Pasáz Lucerna.
Imperdibile la testa di Franz Kafka nei pressi del centro commerciale Quadrio: 39 tonnellate per 11 metri d'altezza, che ruotano in metamorfosi per circa un quarto d'ora allo scoccare di ogni ora. Al calare della sera, la Casa Danzante illumina il lungofiume con le sue linee dedicate a Fred Astaire e Ginger Rogers.
Giorno 2 - Castello, leggende e panorami
Mattina con passo deciso verso il Castello. Si può salire a piedi, passando da Ponte Carlo - legato a leggende care a esoteristi e alchimisti - oppure scegliere il tram per una soluzione più comoda. Una sosta al Lennon Wall rivela il muro-simbolo di pace nato dagli omaggi a John Lennon durante il periodo comunista, continuamente ridipinto e rinato.
Davanti all'ingresso principale del Castello, a mezzogiorno, si dovrebbe assistere al cambio della guardia con fanfara, trombe e tamburi. All'interno, la Cattedrale di San Vito impressiona per dimensioni (124 metri di lunghezza e 60 di altezza) e per le reliquie custodite, tra cui la testa di San Luca Evangelista. Il vicino Vicolo d'Oro racconta la vita popolare tra casette variopinte dove soggiornò anche Franz Kafka nel 1916-1917.
Scendendo a Malá Strana, la Chiesa di San Nicola e la sua galleria (ingresso a pagamento, circa 4 euro) offrono un altro sguardo sulla città. La Chiesa di Santa Maria Vittoriosa ospita il Gesù Bambino di Praga, molto venerato: le sue vesti - circa un centinaio provenienti da tutto il mondo - vengono cambiate dieci volte l'anno; tra le più note, quella di velluto con ricami d'oro donata nel 1735 da Maria Teresa d'Asburgo.
Giorno 3 - Sculture provocatorie e vicoli incredibili
L'ultimo giorno è perfetto per le sorprese urbane. Le opere di David Cerny punteggiano il centro: L'Appeso in Husova raffigura un uomo sospeso (spesso interpretato come Sigmund Freud) e interroga sulla scelta tra resistere o arrendersi; nel Palác Lucerna, il Cavallo Rovesciato mette in scena San Venceslao seduto su un cavallo capovolto, letta da molti come critica pungente alla storia recente.
Tra le chicche, una delle vie più strette del mondo in U Luzického semináre, con semaforo pedonale per gestire il passaggio. Poco lontano, "The Pissing Men" di Cerny - due figure nell'atto di urinare su una vasca a forma di Repubblica Ceca - rilancia l'irriverenza dell'autore davanti all'ingresso del museo dedicato a Kafka.
Nel quartiere ebraico, la scultura di Jaroslav Róna ritrae Kafka a cavalcioni su un cappotto vuoto e gigantesco, ispirandosi a "Descrizione di una battaglia" e al difficile rapporto con il padre. Lungo le vie di Nové Mesto, le installazioni di Michal Trpak - leggere nel gesto, ma con un effetto visivo che richiama pietra e cemento - giocano con l'ossimoro tra peso e volo, riflettendo l'incertezza contemporanea.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Cosa fare a Praga in estate: luoghi, attività e consigli per vivere al meglio la capitale ceca







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