Dal teatro al brutalismo, i supermercati più belli del mondo

Dalla Venezia del Teatro Italia al brutalismo di Maiorca: quando la spesa diventa una meta da vedere, gratis.
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Si parte per vedere musei e piazze, ma sempre più spesso si finisce a fotografare scaffali. Il turismo da supermercato è uscito dalla nicchia: entrare in un negozio di alimentari all'estero, anche senza comprare nulla, offre un ritratto autentico della vita locale. Dalla neogotica Venezia al cemento poetico di Maiorca, fino alle cupole americane e alle vetrate tirolesi, alcuni supermercati dimostrano che la spesa può valere il viaggio. 

Perché il "grocery store tourism" conquista le città

Si dovrebbe considerare il supermercato come un osservatorio privilegiato della quotidianità: etichette, profumi, piccoli rituali raccontano un luogo più di molte attrazioni. Da anni indirizzi come La Grande Épicerie de Paris, nata nel 1923, sono mete ricorrenti: migliaia di referenze, piatti pronti curati e icone golose come il burro Bordier attraggono anche chi non è lì per fare la spesa. A Londra il riferimento storico è Fortnum & Mason, aperto nel 1707 e soprannominato il "droghiere della Regina": scale scenografiche, confezioni da collezione e ceste gourmet in un ambiente che ricorda un hotel di lusso più che un market. 

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A Milano la tradizione passa da Peck, sinonimo di alta gastronomia cittadina. Nel frattempo, in Giappone e Corea del Sud i convenience store 7-Eleven e FamilyMart hanno trasformato la sosta in esperienza: macchinette che scaldano ramen e onigiri davanti alla cassa e snack stagionali in edizione limitata alimentano il fenomeno più virale.

Venezia, quando la spesa entra in teatro

Si varca la soglia e si alza lo sguardo: stucchi, decorazioni originali, scale sinuose e, al centro della volta, un affresco allegorico dedicato alla Gloria d'Italia che oggi osserva scaffali di latte e pasta. Il Despar Teatro Italia occupa un ex teatro neogotico e liberty firmato dall'architetto Giovanni Sardi (lo stesso dell'Hotel Excelsior al Lido), attivo fino al 1916. La riconversione, non senza polemiche alla nascita, ha reso il supermercato una tappa per molti visitatori; c'è chi lo considera il più bello del mondo.

Maiorca, la spesa in chiave brutalista

A Port de Pollença un ex punto vendita di quartiere è stato trasformato in Plastic Box, progetto del maiorchino Minimal Studio che sembra un'installazione d'arte contemporanea travestita da negozio. Pareti in cemento grezzo, nessuna vetrina rassicurante, un ingresso che pare scavato nella roccia: il linguaggio duro e materico del brutalismo modernista viene applicato, con rara radicalità, al rito più comune. 

New York e Cleveland, la spesa sotto volte e cupole

A Manhattan, sotto le arcate in mattoni del ponte di Queensboro, il Trader Joe's di Bridgemarket eredita lo spazio del leggendario Food Emporium. Le volte altissime in mattoni a vista sono la vera attrazione: si entra per le offerte, si resta per l'effetto cattedrale. A Cleveland, la catena Heinen's ha invece riconvertito un palazzo bancario del 1906, disegnato dallo stesso studio che firmò la Borsa di New York. 

Tirolo, dove la vista sulle Alpi diventa reparto

In Austria la catena MPreis ha fatto dell'architettura un manifesto. Ogni nuovo punto vendita viene affidato a uno studio diverso: grandi strutture in legno lamellare, tetti spioventi e vetrate che trasformano il panorama sulle Alpi tirolesi nel vero reparto ortofrutta. È l'opposto del brutalismo di Maiorca - legno al posto del cemento, trasparenza invece di opacità - ma nasce dalla stessa convinzione: un supermercato può essere architettura a tutti gli effetti, non un capannone con un'insegna.

Indirizzi da segnare: dove la spesa vale la deviazione

Per chi sta pianificando un viaggio o una gita fuori porta, alcune tappe ricorrono nelle mappe di chi ama unire architettura e quotidianità. Si tratta di luoghi dove si dovrebbe entrare con occhi curiosi più che con la lista della spesa, perché raccontano qualcosa di unico sull'identità del posto. Ecco gli indirizzi citati che stanno facendo parlare di sé, tra restauri spettacolari e progetti d'autore.

  • La Grande Épicerie de Paris (dal 1923): emporio elegante e monumentale alla gastronomia francese.
  • Fortnum & Mason, Londra (1707): il "droghiere della Regina" tra scale scenografiche e ceste gourmet.
  • Peck, Milano: classico cittadino dell'alta gastronomia.
  • 7-Eleven e FamilyMart, Giappone e Corea del Sud: convenience store esperienziali con ramen e onigiri scaldati alla cassa e snack stagionali.
  • Plastic Box, Port de Pollença (Maiorca): brutalismo in cemento grezzo firmato Minimal Studio.
  • Despar Teatro Italia, Venezia: ex teatro neogotico e liberty con affresco della Gloria d'Italia.
  • Trader Joe's Bridgemarket, New York: sotto le arcate del Queensboro Bridge, volte in mattoni scenografiche.
  • Heinen's, Cleveland: ex banca del 1906 con rotonda e cupola in vetro colorato (riaperto nel 2015).
  • MPreis, Tirolo: punti vendita in legno e vetro con vista sulle Alpi.
  • Coop Lombardia, Cesate: nuovo concept di "retail civico" firmato Park Associati.

Articolo visto su (repubblica.it) Quando il supermercato è un’opera d’arte: ecco i più affascinanti del mondo

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