Acqui Terme, un weekend tra acqua a 75°C e resti romani

Nel cuore del Monferrato un getto a 75°C, vicoli medievali e resti romani. Una fuga fra terme, pietra antica e calici di Brachetto.
acqui terme
Alessio Sbarbaro, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

L'aria che cambia temperatura all'improvviso, un alito caldo che sale dalla pietra in pieno centro: è qui che inizia Acqui Terme. La sorgente della Bollente sgorga a circa 75°C e trasforma una piazza ottocentesca in un palcoscenico di vapore, tra sussurri sulfurei e marmi chiari. Attorno, colline di vigneti, vicoli che si arrampicano, una cattedrale millenaria e memorie romane che riaffiorano lungo il Bormida. È una meta che invita a rallentare: si dovrebbe girarla tutta a piedi, alternando soste alle terme, scorci medievali e assaggi di cucina di frontiera tra Piemonte e Liguria. 

Dove l'acqua arriva a 75°C: la Bollente e il cuore della città

La Bollente è più di una fonte termale: definisce il carattere urbano di Acqui Terme. In Piazza della Bollente una piccola edicola ottagonale in marmo protegge la sorgente, che sprigiona vapore costante e calore percepibile anche a distanza. L'odore sulfureo è inconfondibile e fa capire quanto l'acqua sia parte dell'identità locale. Pochi passi più in là, la Torre Civica dell'Orologio introduce a Corso Italia: la struttura visibile è settecentesca, ma l'arco alla base è medievale e ha alimentato il soprannome di "torre senza fondamenta", perché poggia sugli edifici sottostanti.

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Un itinerario a piedi tra Medioevo e Roma antica

Con la sorgente alle spalle, si dovrebbe puntare verso Piazza Duomo per comprendere il respiro storico della città. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, consacrata nell'XI secolo da San Guido, mostra all'esterno linee sobrie, mentre all'interno mescola epoche: navata a croce latina, un pulpito ottocentesco composto con marmi rinascimentali e una cripta con 98 colonnine che custodisce segni paleocristiani e un antico sarcofago legato al culto del santo. 

Un'audioguida interattiva online permette di leggere dettagli che sfuggono a occhio nudo. Tornando verso Piazza Italia, l'acqua si fa scenografia contemporanea nella Fontana delle Ninfee, una gradinata marmorea con vasche digradanti realizzata tra fine anni Novanta e primi Duemila: la sera, con i riflessi, diventa un salotto all'aperto.

Da qui si imbocca Corso Bagni, l'asse che unisce il centro con la zona termale e i segni lasciati dai Romani. Lungo il percorso appaiono i resti della piscina romana, testimonianza di quanto Aquae Statiellae fosse già in età imperiale una città d'acqua. Al Ponte Carlo Alberto, affacciandosi sul Bormida, si distinguono i piloni dell'acquedotto del I secolo d.C.: dei circa quaranta sostegni originari oggi ne resistono quindici, con alcune arcate ribassate, un complesso considerato tra i meglio conservati del Nord Italia. 

Salita alla Pisterna: il borgo alto, il castello e il museo

Per leggere la città dall'alto, si dovrebbe salire nel Borgo Pisterna, un dedalo di ciottoli, case in pietra e scorci che si aprono all'improvviso. In Piazza Conciliazione si allineano palazzi dal XIV al XVIII secolo, con stemmi e cornici che raccontano un passato signorile. Poco oltre, il Castello dei Paleologi domina il profilo urbano: nato come fortezza attorno all'XI secolo, fu residenza nobiliare e poi carcere sabaudo.

L'aspetto attuale è frutto di ricostruzioni seicentesche e interventi ottocenteschi, ma mura e posizione svelano l'origine militare. All'interno ha sede il Museo Archeologico, articolato in tre sezioni e sei sale, che coprono dalla preistoria al Medioevo, passando per i Liguri Statielli e la romanizzazione.

All'esterno, un compatto Giardino Botanico introduce una parentesi verde utile per orientarsi: dai belvedere si scorgono i tetti, il nastro del Bormida e le colline dell'Alto Monferrato che corrono verso l'Appennino Ligure. Scendendo lungo Via Scatilazzi riaffiora la città romana: i resti del teatro, oggi visibili solo in parte per ragioni conservative, bastano a restituire la dimensione pubblica di Aquae Statiellae.

Sapori di confine: farinata, "Acquesini" e Brachetto

La tavola qui parla due lingue. Si incrociano consistenze piemontesi e leggerezze liguri, con un risultato immediato da capire e piacevole da provare. La farinata, sottile e dorata, è di casa come nelle riviere ma ha trovato una seconda patria tra queste vie. Il piatto identitario, però, sono gli "Acquesini", i ravioli chiamati anche "i Gob": ripieno generoso, sfoglia fatta a mano e una piega inconfondibile che li distingue nel piatto. Nel bicchiere domina il Brachetto d'Acqui, vino dolce e aromatico dalle note di frutti rossi e rosa, perfetto con dessert e biscotti secchi locali ma capace di reggere anche abbinamenti salati per chi ama il contrasto.

Colline e anelli panoramici: idee oltre il centro

Chi può fermarsi più a lungo dovrebbe considerare Acqui Terme come base per esplorare il Monferrato. Dalla città partono itinerari ad anello che si snodano tra vigne, cascine e crinali, con dislivelli morbidi e punti panoramici frequenti. È un modo per unire la dimensione urbana alla campagna vitata, alternando visite ai borghi e soste in cantina. 

Come arrivare: auto, treno e collegamenti

Acqui Terme si trova nel Basso Piemonte, in provincia di Alessandria, nell'area dell'Alto Monferrato. Dista circa 20 km da Nizza Monferrato e Ovada, in una posizione comoda per gite in giornata e weekend lunghi. In auto si raggiunge seguendo le principali direttrici del Nord e l'A26 con uscita Alessandria Sud, proseguendo poi sulla SS30 fino in città. In treno esiste un collegamento diretto con Alessandria, con stazione a pochi minuti a piedi dal centro. Da Alessandria è attivo anche un servizio bus verso Acqui; l'aeroporto più vicino è Torino Caselle, da cui proseguire in treno o auto.

Quando andare e quanto fermarsi

La scelta del periodo cambia l'esperienza, senza snaturarla. Primavera e inizio autunno offrono temperature miti per salite al castello, passeggiate a Corso Bagni e affacci sull'acquedotto. L'autunno aggiunge il fascino delle vendemmie e dei filari colorati, mentre l'inverno regala il contrasto scenografico tra aria fredda e nuvole calde che si alzano dalla Bollente: perfetto se l'obiettivo è il benessere. L'estate funziona per chi cerca serate all'aperto ed eventi, con la cautela del caldo nelle ore centrali. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) In questo borgo piemontese l’acqua sgorga a 75 gradi: è la meta perfetta per un weekend lento tra vapore e storia

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