Bellano, il borgo con l'orrido che stupisce il Lario

Guida pratica a Bellano e al suo Orrido: cosa vedere, quando andarci e come arrivare tra Lago di Como e Valsassina.
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Zairon, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Si chiama "Orrido", ma chi ci entra resta senza parole. A Bellano, sul ramo orientale del Lago di Como, una gola scavata dall'acqua ha creato un colpo di scena naturale a due passi dal lungolago. Nel borgo, dove la vita scorre tra platani, vicoli medievali e antiche chiese, si è conservata un'anima doppia: lacustre e di montagna. La sorpresa non finisce qui: sulle case incombe una torre chiamata Cà del Diavol, mentre l'ex cotonificio in pietra bianca racconta un passato industriale inatteso. E una notte all'anno, il 5 gennaio, tutto si ferma per rimettere in scena una rivolta pacifica del 1604, tra cortei, fuochi e misure "vecchie" riportate in vita.

Il borgo tra lago e Valsassina: storia, vicoli e lungolago

La zona risulta abitata sin dall'epoca romana e per secoli Bellano ha vissuto sulla direttrice della Via Spluga, collegamento verso il centro Europa. La località è passata dai Torriani ai Visconti e agli Sforza, ha avuto un porto vivace nell'Ottocento e ha conosciuto una stagione industriale tra fine XIX e Novecento, poi conclusa negli anni Settanta. Oggi si cammina all'ombra di platani e ippocastani lungo il Lario, con vista sulla sponda occidentale e sul promontorio di Dervio. Nel centro storico, Via Manzoni conduce tra case addossate e viuzze che salgono verso i boschi valsassinesi, restituendo un'atmosfera raccolta e autentica.

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Chiese e panorami da non perdere

Nel cuore del paese si incontra la Chiesa di Santa Marta, attestata dal XIV secolo e ampliata nel Seicento, che custodisce un prezioso gruppo ligneo della Deposizione attribuito a Giovanni Angelo Del Maino. Poco oltre, in Piazza San Giorgio, si affaccia la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, edificio tardo-romanico della seconda metà del Trecento dichiarato monumento nazionale, arricchito da affreschi cinquecenteschi e cappelle laterali finemente decorate. 

Più in alto, il Santuario della Madonna delle Lacrime di Lezzeno domina il lago con uno dei belvedere più suggestivi della zona: sorge in memoria dell'evento del 6 agosto 1688, quando l'effigie mariana di una cappella rurale fu al centro di una lacrimazione ritenuta miracolosa e da allora oggetto di numerosi ex voto.

Leggende, architetture e tracce industriali

All'imbocco dell'Orrido si nota subito la Cà del Diavol, una torre esagonale su più piani ornata da figure che hanno alimentato, nei secoli, racconti e leggende popolari. Pochi passi più in là, l'ex Cotonificio Cantoni, costruito in pietra bianca di Moltrasio, testimonia la fase in cui Bellano divenne un piccolo polo manifatturiero sul Lario. 

La Pesa Vegia: il 5 gennaio Bellano torna al 1604

Ogni vigilia dell'Epifania si mette in scena la Pesa Vegia, una rievocazione che affonda le radici nel 1604, quando i commercianti locali ottennero il ripristino dell'unità di misura tradizionale dopo l'introduzione di una "pesa nuova". Il corteo storico, con figuranti in abiti rinascimentali, attraversa le vie del paese insieme ai Re Magi, mentre sul molo ardono i falò che illuminano il Lario. L'evento, tra i più longevi del territorio, è diventato un appuntamento identitario che richiama visitatori anche fuori stagione.

Nei dintorni: Valsassina, natura e sentieri

La Valsassina incontra il Lago di Como proprio a Bellano e imprime al paesaggio un carattere alpino a pochi minuti dall'acqua. Il Pioverna, elemento che origina l'Orrido, attraversa l'intera valle con un andamento da sud verso nord, insolito per l'arco alpino. I paesi valsassinesi sono il punto di partenza per camminate tra conifere e latifoglie, dove in stagione si riconoscono stelle alpine e genziane. 

Sapori di lago e di montagna

La cucina locale mescola prodotti d'alpeggio e tradizioni lacustri. Dai pascoli della Valsassina arrivano formaggi celebri come il taleggio, insieme a robiola, caprino, ricotta e quartirolo, spesso serviti con polenta in due varianti: taragna, con farine miscelate e condita con formaggio o burro, e mosa, più morbida e cotta con panna. L'autunno è il tempo di funghi e castagne, protagonisti anche di sagre di paese, mentre tra gli insaccati spicca la mortadella di fegato al vin brulé. 

Sul fronte ittico prevale la trota, lavorata con marinatura in salamoia e affumicatura, una tecnica nata per garantire conservazione prolungata. In chiusura, dolci della tradizione come i caviadini, i sassetti della Valsassina, il Dolce Grigna, la torta di pane e gli scapinasc, ravioli semidolci ripieni di amaretti, uvetta e formaggio.

Come arrivare a Bellano

Bellano è servita dalla linea ferroviaria Milano-Tirano, con fermate regionali e interregionali alla stazione del paese, soluzione comoda per evitare il traffico sul Lario. In auto, da Lecco si percorrono circa 25 chilometri lungo la SS36 del Lago di Como e dello Spluga; da Milano si può seguire la medesima arteria per circa 67 chilometri, oppure attraversare la Valsassina lungo la SP64 e la SP62 per una distanza simile.

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