A 914 metri d'altitudine, sull'altopiano che separa le valli dell'Ofanto e del Calore, c'è un borgo campano che sorprende per ordine, verde e orizzonti infiniti. È Nusco, inserito tra i Borghi più belli d'Italia e noto come "Balcone dell'Irpinia". Qui lo sguardo supera tetti e campanili, corre sull'Appennino fino al massiccio del Vulture e, nelle giornate limpide, arriva persino alla Maiella. Non servono grandi musei o un elenco infinito di monumenti: la meraviglia è nel paesaggio e nella trama del centro storico, fatta di pietra, archi e scorci improvvisi.
- Cosa vedere nel centro storico
- Concattedrale di Sant'Amato e Piazza Vescovado
- Chiese e palazzi: dettagli che parlano
- Oltre il borgo: Fontigliano, l'abbazia e il Montagnone
- Quando andare: stagioni e atmosfere
- Come arrivare e spostarsi
- Cosa mangiare: la cucina dell'Irpinia interna
- Idee per il giro nei dintorni
Cosa vedere nel centro storico
Nusco si scopre passo dopo passo, seguendo l'andamento della collina. Il nucleo antico risale a un castrum sorto tra VII e VIII secolo, in posizione strategica sui valichi tra le due vallate; nel 1093 il luogo è già registrato come civitas e sede vescovile. La pietra domina: basolati, scale, portali scolpiti e balconi in ferro battuto punteggiano il percorso, mentre piccoli slarghi aprono scene inattese sul paesaggio.
I due belvedere da non perdere
Per misurare la fama del "balcone" conviene puntare due affacci: il belvedere di Porta Molino e via Coste. In questi punti le case si diradano e l'orizzonte esplode su vallate e crinali. A seconda della stagione cambia tutto: d'estate prevalgono i verdi, in autunno il bosco vira all'oro e al ruggine, d'inverno la luce fredda disegna profili netti dopo le nevicate.
Tra Parco Castello e le vie più antiche
Sulla sommità della collina si incontrano i resti del castello medievale, legato alla fase longobarda. La fortificazione, a pianta quadrata con torri angolari, controllava l'intero territorio; oggi l'area è inglobata nel Parco Castello. Da qui si scende lungo via Landone, via Scarpitti e via Trinità, direttrici storiche che convergono verso Piazza Vescovado attraversando il cuore più antico del borgo.
Concattedrale di Sant'Amato e Piazza Vescovado
Il baricentro religioso e urbano è la Concattedrale di Sant'Amato, dedicata al patrono e primo vescovo della città. Una prima chiesa sorse nell'XI secolo per volontà dello stesso Amato, con dedica originaria a Santo Stefano. Nel corso dei secoli l'edificio è stato rimaneggiato più volte, anche a seguito dei terremoti che hanno segnato l'Irpinia, fino agli interventi successivi al sisma del 1980.
Nella cripta romanica il cuore della devozione
L'elemento più prezioso è la cripta romanica, dove si conservano le reliquie di Sant'Amato. Qui sono riemersi affreschi antichi e tracce delle diverse fasi costruttive della chiesa. All'interno spiccano anche un pulpito ligneo seicentesco, il coro e un tesoro dedicato al patrono. Il campanile, circa 33 metri, è un segno verticale che si riconosce subito arrivando al borgo.
Episcopio, seminario e Museo Diocesano
Di fronte alla concattedrale si apre Piazza Vescovado, dove l'Episcopio ospitò a lungo il seminario diocesano. La costruzione iniziò nel 1754 per volontà del vescovo Francesco Antonio Bonaventura e il seminario fu inaugurato nel 1760, diventando un punto di riferimento formativo per l'Irpinia interna. Oggi il complesso accoglie anche il Museo Diocesano, con opere e testimonianze provenienti dalle comunità dell'Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.
Chiese e palazzi: dettagli che parlano
Oltre alla concattedrale, il tessuto sacro è fitto di presenze. Nel centro storico si incontrano la Chiesa della Santissima Trinità, con resti di affreschi medievali, e la Chiesa di San Giuseppe, riconoscibile per la facciata tardo barocca. Tra le dimore nobili affiorano i palazzi legati alle famiglie che hanno scritto la storia locale - Ebreo, De Paulis, Meluziis, Del Giudice, Natale, Sagliocca, Saponara, Del Sordo - più interessanti da osservare nei particolari: stemmi, portali lavorati, cortili interni e cisterne raccontano un passato di relazioni e saperi artigiani.
Oltre il borgo: Fontigliano, l'abbazia e il Montagnone
Per completare la visita conviene uscire dal perimetro urbano e puntare Fontigliano, area verde ai piedi dei rilievi che salgono verso il Montagnone e l'Altopiano del Laceno. Qui si trova l'Abbazia di Fontigliano, di origine medievale e ricostruita nel Novecento, affiancata da un piccolo Antiquarium con reperti e iscrizioni di epoca romana rinvenuti nel territorio. Proseguendo, la strada porta al Montagnone di Nusco, che sfiora i 1.490 metri, e quindi verso il Laceno: un itinerario che permette di alternare centro storico e montagna nella stessa giornata.
Quando andare: stagioni e atmosfere
La primavera è il momento ideale per camminare tra vicoli e sentieri, con temperature più miti rispetto alla pianura. In estate la quota rende Nusco una tradizionale meta di villeggiatura per chi cerca sollievo dal caldo cittadino. L'autunno è forse il periodo più scenografico: i boschi cambiano colore e in tavola tornano funghi, castagne e piatti più sostanziosi. In inverno il borgo mostra il suo volto montano: giornate fredde e possibili nevicate, con il centro storico più silenzioso e raccolto.
Come arrivare e spostarsi
Nusco si trova nell'Alta Irpinia, in provincia di Avellino. In auto, da Avellino si procede verso l'interno in direzione Montella e Lioni, seguendo poi le indicazioni per Nusco. L'auto resta la soluzione più pratica se si vuole abbinare al borgo anche Fontigliano, Laceno, Sant'Angelo dei Lombardi o altri centri vicini. Con i mezzi pubblici sono attivi collegamenti su gomma della rete AIR Campania; orari e frequenze variano durante l'anno e in base al calendario scolastico sulle tratte tra Avellino, Montella, Nusco, Torella dei Lombardi, Lioni e Sant'Angelo dei Lombardi, quindi è opportuno verificare gli orari aggiornati prima di partire.
Cosa mangiare: la cucina dell'Irpinia interna
Protagoniste sono pasta fatta in casa, legumi, ricotta, formaggi e salumi. Tra le ricette tradizionali si segnalano i cicalucculi, piccoli gnocchi di farina conditi con ragù, le lagane spesso abbinate ai legumi e i ravioli ripieni di ricotta locale. La produzione di salumi comprende salsicce, soppressate e altre specialità lavorate secondo usi contadini. Non serve cercare cucine elaborate: qui il sapore arriva da materie prime e gesti antichi.
Idee per il giro nei dintorni
La posizione rende Nusco una base comoda per esplorare questa fetta d'Irpinia. A breve distanza si incontrano Montella, l'Altopiano del Laceno, Bagnoli Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi. L'ideale è dedicare almeno mezza giornata al centro storico e affiancare una seconda tappa naturalistica o in un altro borgo; con un weekend a disposizione si può alternare camminate tra boschi e visite ai paesi, con rientro al calare della luce sui belvedere di Porta Molino e via Coste, dove il paesaggio diventa la vera attrazione.








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