Fuksas: "Odio la parola Archistar. A 17 anni già vivevo solo, perché facevo il pittore"
Quando arriviamo nel suo studio (un palazzo rinascimentale nel cuore di Roma, la cui configurazione attuale risale alla seconda metà dell'Ottocento), l’architetto Massimiliano Fuksas, una delle firme italiane più riconosciute a livello globale, ci aspetta in una bella sala che affaccia su una piazzetta carica di storia. Un campanile, ogni tanto, scandisce l'ora con pesanti rintocchi. Con Fuksas ripercorriamo gli inizi della sua carriera, i suoi successi, per cogliere poi il senso di questo mestiere, che è "inaspettato" ed intriso di voglia di conoscere e di amore per il cambiamento. Ma guai a chiamarlo Archistar
