Sempreverde dalle bacche rosse, il pungitopo è protagonista in casa e in giardino: cosa sapere tra coltivazione, tutela e consigli pratici.
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pungitopo
Dominicus Johannes Bergsma, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Il pungitopo è tra le piante sempreverdi più apprezzate in inverno per il suo aspetto decorativo. Durante la stagione fredda, infatti, compaiono le caratteristiche bacche rosse. È una specie spontanea tipica dei boschi italiani, ma da qualche anno viene coltivata sempre più spesso anche in giardino e in vaso, sia per scopi ornamentali sia per le sue proprietà. Ecco allora, come coltivare il pungitopo in casa.

Come si coltiva il pungitopo in casa?

Il segreto per far crescere questa pianta al meglio è imitare il più possibile le condizioni del suo ambiente naturale: fondamentale è la luce filtrata, il terreno ben drenato e fresco. In queste condizioni la pianta resta compatta, vigorosa e mantiene un bel colore verde intenso.

Per la coltivazione in appartamento è indispensabile un vaso sufficientemente profondo, perché il pungitopo sviluppa radici ben robuste. Il terriccio ideale, invece, è leggermente acido o neutro, soffice e ricco di sostanza organica: puoi usare un buon terriccio universale di qualità, mescolato con un 20–30% di sabbia o lapillo vulcanico per migliorare l’areazione delle radici. Da considerare anche l’aspetto della temperatura, che dovrebbe aggirarsi tra i 10 e i 18 °C

L’irrigazione deve essere regolare ma mai eccessiva. Il pungitopo non ama il terreno costantemente fradicio: un eccesso d’acqua può far marcire le radici e indebolire il cespuglio, che reagisce mostrando foglie gialle, flosce e arricciate. 

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Josep Gesti, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Dove piantare un pungitopo

Il pungitopo, quindi, ama le posizioni ombreggiate o di mezz’ombra. Puoi piantarlo all’esterno sotto alberi o grandi arbusti, lungo siepi o in zone del giardino dove il sole diretto arriva solo nelle ore più fresche del mattino. L’esposizione sud, con sole forte nelle ore centrali della giornata, è in genere da evitare. 

Quando pianti il pungitopo in piena terra, ricorda di scavare una buca larga il doppio del pane di terra del vaso e profonda quanto basta a posizionare la pianta alla stessa altezza a cui si trovava nel contenitore. Se preferisci coltivarlo in vaso all’esterno (su balconi, terrazzi o cortili), scegli un contenitore capiente e profondo, con buon drenaggio. 

Perché non si può raccogliere il pungitopo

Il pungitopo è una pianta spontanea molto diffusa nei boschi italiani, soprattutto nelle zone collinari e montane. Storicamente veniva raccolto per uso ornamentale. Tuttavia, proprio a causa delle raccolte indiscriminate, in molte aree le popolazioni naturali si sono drasticamente ridotte, rendendo necessario un intervento di tutela.

Per questo motivo, il pungitopo è oggi una specie protetta e la raccolta di esemplari o di parti di pianta è vietata o fortemente regolamentata. Da un punto di vista pratico, infatti, oggi non c’è alcuna necessità di raccogliere il pungitopo selvatico: la pianta è facilmente reperibile presso vivai e garden center, dove viene coltivata in modo sostenibile e senza danneggiare gli ambienti naturali. 

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Jean-Marie Hullot, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Il pungitopo è velenoso?

Il pungitopo è una pianta tradizionalmente utilizzata anche in erboristeria. Naturalmente, come molte specie ornamentali, contiene sostanze che richiedono attenzione, in particolare se in casa vivono bambini piccoli o animali domestici curiosi.

Le bacche rosse del pungitopo sono una delle parti più attraenti della pianta, ma non sono commestibili. L’ingestione può provocare disturbi gastrointestinali come nausea, dolori addominali e diarrea. 

Per quanto riguarda gli animali domestici, il pungitopo può risultare irritante se masticato. Cani e gatti di solito non sono particolarmente attratti da questa pianta, ma in caso di ingestione di bacche o rami possono manifestare vomito, diarrea o segni di malessere. 

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Pixabay

Qual è la differenza tra pungitopo e agrifoglio

Pungitopo e agrifoglio sono spesso confusi, soprattutto nel periodo natalizio, perché entrambi hanno fogliame verde intenso e bacche rosse decorative. Tuttavia, si tratta di due piante ben diverse, appartenenti a generi differenti, con caratteristiche botaniche ed esigenze di coltivazione divergenti. Per farsi un’idea, le principali differenze sono le seguenti:

CaratteristicaPungitopo (Ruscus aculeatus)Agrifoglio (Ilex aquifolium)
Famiglia botanicaAsparagaceaeAquifoliaceae
FoglieIn realtà sono cladodi (fusti appiattiti) con punta rigidaVere foglie, coriacee, con margine spinoso ondulato
DimensioniCespuglio basso, 30–80 cm circaArbusto o piccolo albero, fino a vari metri di altezza
Habitat idealeSottobosco, ombra o mezz’ombraLuce piena o mezz’ombra, tollera anche più sole
Posizione delle baccheAl centro del cladodio (molto caratteristico)Sui rami, all’ascella delle foglie
TossicitàBacche non commestibili, moderatamente tossicheBacche tossiche se ingerite
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