Plumbago in terrazzo: dove metterlo, quanta acqua dargli e come potarlo per ottenere una cascata di fiori azzurri per mesi
Commenti: 0
plumbago terrazzo
Pexels

Alcuni lo chiamano gelsomino azzurro, altri plumbago: la sostanza è che si tratta di una delle piante più scenografiche da coltivare per rivestire ringhiere, muretti, pergole o semplicemente per creare una cascata di fiori azzurri dal balcone. È apprezzato per la fioritura molto lunga, che in condizioni ideali va dalla tarda primavera fino all’autunno, e per la capacità di adattarsi sia come rampicante sia come pianta ricadente. Ecco, allora, tutti i consigli per coltivare il plumbago in terrazzo e farlo crescere rigoglioso.

Dove posizionare il plumbago: deve stare al sole?

La posizione è il primo fattore che determina il successo della coltivazione del plumbago. Questa pianta ama il caldo e la luce intensa: per questo è tipicamente diffusa nelle zone mediterranee.

In generale, il plumbago per fiorire abbondantemente ha bisogno di diverse ore di sole diretto al giorno. Una posizione troppo ombreggiata porta, infatti, a coltivare una pianta verde, con molti rami, ma pochissimi fiori. Al contrario, un’esposizione soleggiata e ben arieggiata. Per questa ragione, come rampicante sul terrazzo, le esposizioni ideali sono:

  • Sud e Sud-Ovest: ottimali per una fioritura rigogliosa, soprattutto nelle zone del Centro-Sud e sulle coste.
  • Est: si tratta di una buona soluzione soprattutto dove le estati sono molto calde. Il plumbago prende il sole del mattino, più dolce, e resta leggermente riparato nelle ore più torride.
  • Ovest: adatta se il terrazzo non è eccessivamente rovente; in caso di estati torride, può essere utile un leggero ombreggiamento nelle ore centrali.

In definitiva, l’esposizione a Nord è quasi sempre sconsigliata per il plumbago sul balcone, perché la mancanza di sole diretto riduce notevolmente la fioritura. Inoltre, per la coltivazione in esterni un altro aspetto da considerare è il vento. Il plumbago tollera bene la brezza, ma su terrazzi molto esposti a correnti forti o venti freddi conviene provare a ripararla vicino a un muro o una parete.

plumbago terrazzo
Pixabay

Come tenere un plumbago sul balcone

L’esposizione del plumbago è fondamentale, ma non è l’unico tipo di attenzione che bisogna rivolgere alle piante. Per un impiego come pianta ricadente scegli fioriere da balaustra o vasi sospesi sufficientemente profondi, in modo che le radici abbiano spazio e i rami possano ricadere in morbide cascate di fiori azzurri lungo la facciata del terrazzo.

La fertilizzazione è un altro aspetto da non trascurare: dalla primavera all’inizio dell’autunno si può somministrare un concime liquido per piante da fiore ogni 10–15 giorni, sempre diluito nell’acqua di irrigazione. In alternativa, andrà usato un concime granulare a lenta cessione all’inizio della stagione, seguendo le dosi in etichetta.

Bisognerà poi gestire il freddo invernale, a cui la pianta sarà particolarmente esposta durante la stagione più fredda. Il problema principale per questa pianta è infatti il gelo, soprattutto quando le temperature scendono sotto i -2/-3 gradi. Per questo, se necessario e se possibile bisogna spostare il plumbago in vaso in un vano scale luminoso, una veranda chiusa o una serra fredda.

plumbago in vaso
Pexels

Plumbago ricadente: come potarlo

Se coltivato da ricadente in terrazzo, il plumbago ha bisogno di una potatura regolare, altrimenti tenderebbe a diventare disordinata, con rami troppo lunghi, spogli nella parte alta e fiori concentrati solo alle estremità.

La potatura del plumbago ricadente ha quindi tre obiettivi principali: contenere la lunghezza dei rami, stimolare nuovi fiori e mantenere la pianta densa e armoniosa. La stagione migliore per intervenire è la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, quando il gelo è ormai un lontano ricordo, ma la fioritura deve ancora iniziare. Ma come potare? Bisognerà:

  • accorciare i rami troppo lunghi, tagliando circa 1/3 o anche 2/3 della loro lunghezza se la pianta è molto sviluppata;
  • eliminare i rami secchi, danneggiati o che si incrociano in modo disordinato;
  • alleggerire la parte centrale della pianta, per far entrare più luce e aria.

In caso di dubbio non c’è da preoccuparsi: il plumbago fiorisce sui rami dell’anno; quindi, una potatura decisa in primavera non compromette la fioritura, anzi la favorisce. 

Quanta acqua vuole il plumbago?

Per completare il quadro sulla gestione del plumbago bisogna parlare dell’irrigazione. Questa pianta ama il terreno leggermente umido in fase di crescita e fioritura, ma teme i ristagni. In genere:

  • in primavera è sufficiente irrigare 2–3 volte a settimana, controllando che i primi centimetri di terriccio risultino asciutti al tatto prima di bagnare di nuovo;
  • in piena estate, con caldo intenso e pieno sole, può servire acqua quasi ogni giorno, in particolare per le piante in vasi piccoli o esposti al vento;
  • in autunno si riduce gradualmente la frequenza, seguendo il clima e l’attività vegetativa della pianta;
  • in inverno, specie nelle zone dove il plumbago rimane sul terrazzo ma la pianta entra in una fase di riposo, l’acqua va fortemente ridotta.
plumbago in vaso
Pexels
Vedi i commenti (0) / Commento

per commentare devi effettuare il login con il tuo account