Il pelargonio è una delle piante che più regala soddisfazioni per chi ama avere balconi e terrazzi sempre in fiore. Anche se molti le confondono con i gerani, hanno delle caratteristiche proprie, fra cui la resistenza e la lunga fioritura, che si estende dalla primavera fino ai primi freddi autunnali, inoltre con pochissime esigenze. Ecco, allora, tutti i consigli per coltivare al meglio il pelargonio.
Come coltivare il pelargonio
pelargonio ama il sole ma non sopporta ristagni idrici e gelate intense: basta rispettare queste poche regole, per essere ripagherà con fioriture continue e fogliame vigoroso per mesi.
Esposizione e posizione ideale
La scelta del luogo dove coltivare pelargonio fa davvero la differenza. In generale, il pelargonio ama posizioni luminose e soleggiate: più luce riceve, più abbondante sarà la fioritura. L’ideale, quindi, è un balcone esposto a sud o sud-ovest: qui il pelargonio vive benissimo, ma nelle giornate più torride d’estate è utile garantire un po’ di ombra nelle ore pomeridiane o almeno aumentare la frequenza delle irrigazioni evitando che il terriccio secchi completamente.
Scelta del vaso e del terriccio
Inoltre, per coltivare il pelargonio in vaso è importante che il contenitore abbia fori di drenaggio ampi. I pelargoni soffrono moltissimo il ristagno: meglio un vaso leggermente più grande ma con drenaggio perfetto che un vaso profondo e stretto che trattenga troppa acqua.
Per il terriccio andrà scelto un substrato specifico per piante da fiore o gerani, soffice e leggermente drenante. Un terriccio universale di ottima qualità può infine completare la miscela.
Irrigazione: quanta acqua vuole il pelargonio?
Il pelargonio preferisce un terreno leggermente umido ma mai colmo d’acqua. Prima di annaffiare, si possono osservare i primi 3–4 cm: si può irrigare nuovamente solo se il terreno è asciutto. In primavera e autunno, di solito, è sufficiente innaffiare 2–3 volte alla settimana, regolando in base a clima, vento ed esposizione.
Malattie e parassiti più comuni
Molti problemi nella coltivazione del pelargonio si evitano semplicemente avendo cura dell’irrigazioni e delle condizioni ambientali della pianta. Tuttavia, i problemi che potrebbero sorgere sono:
- Marciumi radicali e del colletto: foglie che ingialliscono rapidamente, con l’effetto del collasso della pianta.
- Botrite (muffa grigia): si caratterizza per macchie grigiastre su foglie e fiori, favorita da umidità alta e aria stagnante.
- Afidi (pidocchi delle piante): piccoli insetti verdi o neri sui germogli teneri.
- Ragnetto rosso: si nota per puntinature chiare sulle foglie, che ingialliscono e seccano, frequente con caldo secco.
Qual è la differenza tra gerani e pelargoni?
Non tutti sanno che la maggior parte delle piante che si coltivano in vaso non sono gerani ma pelargoni. Ma quali sono le differenze principali tra gerani e pelargoni? Entrambi appartengono alla famiglia delle Geraniaceae, ma si dividono in due generi diversi: Geranium (i vari tipi di gerani, perlopiù rustici da giardino) e Pelargonium (i “gerani da balcone” che si coltivano in vaso). Le principali differenze sono:
| Caratteristica | Gerani (Genere Geranium) | Pelargoni (Genere Pelargonium) |
| Resistenza al freddo | Generalmente rustici, resistono al gelo | Sensibili al gelo, spesso coltivati come annuali |
| Uso principale | Aiuole, bordure, giardini naturali | Vasi, balconi, fioriere, terrazzi |
| Portamento | Cespi bassi, espansi, spesso tappezzanti | Erbacei eretti, semilegnosi o ricadenti |
| Fiori | Generalmente piccoli, a 5 petali simmetrici | Fiori più grandi, spesso con due petali superiori diversi dagli altri |
| Periodo di fioritura | Primavera–estate, spesso più breve | Dalla primavera all’autunno, fioritura molto prolungata |
| Coltivazione in vaso | Meno comune per balconi | Molto diffusa per decorare balconi e davanzali |
Pelargonio odoroso: come si distingue?
Come il nome suggerisce, il pelargonio odoroso non viene scelto solo per i fiori, ma soprattutto per il profumo intenso delle foglie, che sprigionano aromi sorprendenti al semplice tocco.
La loro principale particolarità è la presenza di ghiandole oleifere sulle foglie, che producono oli essenziali responsabili dei diversi profumi. Essendo di crescita cespugliosa, tendono a formare cespugli densi, che puoi modellare facilmente con leggere potature.
Le proprietà del pelargonio: ecco a cosa serve
Oltre ad essere un’ottima pianta ornamentale, il pelargonio contiene numerosi principi attivi. L’olio essenziale di geranio è da tempo utilizzato in aromaterapia, cosmetica e, in parte, in erboristeria tradizionale. Le sue principali proprietà sono:
- Equilibrante e rilassante: il profumo floreale, dolce e leggermente verde è spesso usato per favorire il rilassamento.
- Tonico e armonizzante: in aromaterapia si considera utile per “riequilibrare” sia in momenti di lieve stanchezza che in caso di eccessiva tensione.
- Leggermente repellete per insetti: alcune composizioni a base di olio essenziale di geranio sono usate in miscele naturali per allontanare zanzare e altri insetti.
- Purificante per la pelle: aggiunto in piccole quantità a creme o oli vegetali, è talvolta consigliato in cosmetica naturale per pelli miste o leggermente impure.
È importante ricordare che l’olio essenziale è una sostanza concentrata, da usare sempre diluita e con cautela secondo le indicazioni del produttore.
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