La papaya è pianta tropicale che vale la pena coltivare: cresce velocemente, ha un aspetto ornamentale e, con le giuste cure, può regalarti frutti dolci e profumati, persino in Italia. Non serve infatti vivere in un clima di tipo equatoriale: sono davvero pochi gli accorgimenti per coltivare papaya in giardino o in vaso. Ecco quali sono i tempi di crescita, dopo quanto fa i frutti e i trucchi per stimolare la fruttificazione.
Come coltivare la papaya in Italia?
Per coltivare la papaya anche nel Belpaese è necessario fare molta attenzione al clima: la pianta tropicale è molto sensibile al freddo: sotto i 10–12 °C comincia a soffrire, e a temperature prossime allo zero può morire rapidamente. Per questo, in gran parte del Paese si coltiva come pianta semi-rustica, spesso in vaso o in ambienti protetti.
Inoltre, la pianta di papaya ama il pieno sole: è consigliabile garantirle almeno 6–8 ore di luce diretta al giorno, riparandola però dai venti freddi e dalle correnti che possono spezzare il fusto. Il terreno, al contempo, deve essere ben drenato, leggero e ricco di sostanza organica. In vaso andrebbe utilizzato un terriccio universale di buona qualità, mescolato con 20–30% di sabbia o pomice per migliorare il drenaggio.
Fondamentale poi sapere come irrigare questa pianta. La papaya è esigente ma non sopporta gli eccessi: il terreno deve rimanere costantemente umido ma mai zuppo.
In estate si irriga frequentemente, anche ogni giorno se fa molto caldo e il terreno asciuga in fretta; in inverno, soprattutto in casa o in serra, è meglio ridurre le annaffiature al minimo, lasciando asciugare parzialmente il substrato tra un intervento e l’altro. Da ricordare anche che la pianta di papaya reagisce molto bene ai concimi organici (stallatico ben maturo, compost, humus di lombrico).
Quanto ci mette a crescere e dopo quanto fa i frutti
Nonostante la papaya richieda molte attenzioni, soprattutto dal punto di vista della temperatura, è la sua straordinaria velocità di crescita a incentivare la sua coltivazione. In condizioni ottimali, da un semplice seme si può arrivare a una pianta alta oltre 1 metro nel giro di pochi mesi.
In genere, nei climi caldi la papaya inizia a fiorire 6–10 mesi dopo la germinazione. In Italia, dove la stagione calda è più breve e le temperature non sono costantemente tropicali, i tempi possono allungarsi: spesso ci vogliono 10–18 mesi prima di vedere i primi fiori.
Dal momento della fioritura alla formazione dei frutti possono passare poche settimane, ma le papaye richiedono diversi mesi per maturare completamente. In un clima caldo e stabile ci vogliono circa 5–7 mesi perché un frutto passi da piccolo ovulo verde a papaya matura pronta da raccogliere.
L’altezza che può raggiungere una pianta di papaya dipende molto se la coltivi in vaso o in piena terra. In piena terra, in un clima caldo del Sud Italia e con un suolo profondo, non è raro vederla arrivare a 3–4 metri di altezza in pochi anni. In vaso, invece, lo sviluppo è più contenuto.
I trucchi per far fruttificare la papaya
Anche solo far crescere una pianta di papaya in Italia è già una bella soddisfazione, ma l’obiettivo è spesso la fruttificazione. Non basta che la pianta sia alta e vigorosa: servono alcuni accorgimenti specifici.
- Il primo “trucco” è garantire alla pianta il massimo della luce possibile. La papaya è una pianta da pieno sole.
- Il secondo punto è il nutrimento. Una pianta di papaya “affamata” difficilmente produrrà frutti. Per stimolare la fioritura è importante fornire un concime equilibrato che contenga azoto (per la crescita), fosforo (per fiori e radici) e potassio (fondamentale per frutti dolci e ben formati).
- La papaya ama l’umidità ma non il ristagno. Ricorda di evitare gli stress idrici eccessivi.
- Bisogna anche scegliere accuratamente le piante: se coltivi papaya da seme, avrai piante maschili, femminili e, talvolta, ermafrodite. Le piante maschio non fanno frutti (o ne producono pochissimi e di scarsa qualità), mentre quelle femmine necessitano della presenza di polline per allegare.
Come riconoscere se la papaya è maschio o femmina?
La papaya ha una biologia particolare: le piante possono essere di tre tipi diversi e, se coltivi papaya da seme, non puoi saperlo in anticipo. Dovrai osservare con attenzione i fiori quando compaiono.
- Le piante maschio producono fiori riuniti in lunghe infiorescenze pendule, portate da sottili ramificazioni che nascono dal fusto. I fiori maschili sono numerosi, più piccoli rispetto a quelli femminili, e in genere non sviluppano frutti.
- Le piante femmina, invece, producono fiori più grandi e spesso solitari, attaccati direttamente al tronco o a brevi peduncoli molto vicini al fusto. Questi fiori hanno un evidente ovario rigonfio, che diventerà il frutto di papaya se fecondato.
- Le piante ermafrodite portano fiori con organi maschili e femminili insieme. Sono molto apprezzate nella coltivazione perché possono autofecondarsi e produrre frutti anche in assenza di altre piante.
Si può coltivare la papaya in vaso?
Coltivare papaya in vaso non solo è possibile, ma è spesso la scelta migliore, soprattutto al Nord e nelle zone dove l’inverno è rigido. Si può partire con un contenitore da 18–20 cm di diametro per le piantine giovani, passando poi a vasi da 30–40 cm e, infine, a contenitori da 40–60 litri per le piante che vuoi portare a fruttificazione.
Il terriccio ideale può essere composto da: 50% terriccio universale di qualità, 30% compost o humus di lombrico, 20% sabbia grossolana/pomice/lapillo per garantire il drenaggio. Per la concimazione, una pianta papaya in vaso ha bisogno di maggiore regolarità: puoi usare ogni due settimane in primavera-estate un concime liquido per piante da frutto, oppure interrare periodicamente piccoli quantitativi di concime organico a lenta cessione.
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