Case green, quali sono i programmi allo studio in Italia
Dopo l’approvazione della direttiva sulle case green da parte del Consiglio Ecofin, si comincia a parlare delle possibili soluzioni da adottare per fronteggiare i costi legati agli interventi necessari ad attuare quanto previsto dal provvedimento. Lo stesso ministro dell’Economia ha subito posto il problema di chi paga. Le stime del Centro studi di Unimpresa parlano di un conto da 270 miliardi di euro per gli immobili italiani. Alla luce di ciò, ci si domanda quali possano essere i programmi e le soluzioni allo studio in Italia. I piani potrebbero riguardare delle detrazioni per i redditi alti e dei contributi diretti dello Stato per i redditi bassi
Case green, Unimpresa: "Spesa di 270 mld per adeguare gli immobili in Italia"
È in arrivo un conto da 270 miliardi di euro per gli immobili italiani come conseguenza del via libera finale dell'Unione europea alla direttiva sulle case green. È la stima del Centro studi di Unimpresa, alla luce delle nuove regole contenute nella direttiva case green secondo le quali entro il 2050 tutte le case in Europa dovranno essere a impatto ambientale zero
Case green, via libera dell’Ecofin alla direttiva. Quali sono i prossimi passaggi
La direttiva europea sulle case green ha ottenuto il via libera dal Consiglio Ecofin. Il provvedimento ha ricevuto l’approvazione a maggioranza qualificata degli Stati membri. Sono stati due i voti contrari, quello dell’Italia e quello dell’Ungheria. Polonia, Svezia, Croazia, Slovacchia e Repubblica Ceca si sono astenute. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha così commentato: “Abbiamo votato contro la direttiva case green. Si è purtroppo concluso l’iter. La posizione dell’Italia è nota. Il tema è: chi paga? Perché abbiamo delle esperienze in Italia abbastanza chiare in proposito”
Case Green, REbuild: “La direttiva è un’opportunità, ma rischia di penalizzare le piccole e medie città”
REbuild, l’evento sull’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito, ha presentato una nuova ricerca sulle case green, analizzando in particolare gli effetti della direttiva europea che è stata di recente approvata dal Parlamento europeo. Secondo la ricerca pubblicata per l’Osservatorio di REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, la riqualificazione immobiliare è premiata dal mercato, ma con forti disomogeneità che penalizzano in modo molto più marcato le piccole e medie città. In particolare, nelle città di medie dimensioni come Padova, Mestre o Bergamo, il delta di perdita di valore di immobili non riqualificati è il doppio di quello registrato nelle città metropolitane come Milano, Torino o Firenze
Case green, cosa prevede la direttiva europea e cosa succede ora
In tema di case green la tanto discussa direttiva europea (Energy performance of buildings directive) ha ottenuto il via libera definitivo dalla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo lo scorso 12 marzo. Il prossimo 12 aprile il provvedimento verrà ratificato dal Consiglio Ecofin, sarà poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue e dopo venti giorni entrerà in vigore. Gli Stati Membri avranno tempo 24 mesi per recepirlo. La direttiva sarà tuttavia soggetta a revisione entro il 2028
Case green, i costi per salire di 2 classi energetiche possono arrivare a 320 mld di euro
La direttiva europea sulle case green è stata approvata in via definitiva dal Parlamento europeo, si attende ora la ratifica del Consiglio Ecofin e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Ma quali sono i costi stimati per migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio residenziale italiano? Secondo il rapporto “Il valore dell'abitare” promosso da Cresme, Symbola, Assimpredil Ance di Milano insieme a European Climate Foundation, il miglioramento di due classi energetiche costerebbe tra i 260 e i 320 miliardi di euro
Case green, Tovaglieri (Europarlamentare): "Questa direttiva scarica i costi sui governi nazionali e sui cittadini"
Con l’approvazione in via definitiva della direttiva sulle case green da parte della plenaria del Parlamento europeo, ci si domanda cosa accadrà in concreto adesso. idealista/news lo ha chiesto a Isabella Tovaglieri, Europarlamentare della Lega e relatrice ombra del provvedimento, che ha sottolineato: "Non è stato previsto alcuno specifico capitolo di spesa, ma solo generici riferimenti ad alcuni fondi (Pnrr, fondi di coesione, fondo sociale per il clima), assolutamente insufficienti e in buona parte vincolati"
Stop al Bonus case green per il 2024: dettagli e novità
Una delle novità più significative rispetto alle agevolazioni per gli immobili è lo stop al bonus case green per il 2024.
Case green, l'Europarlamento approva l'accordo sulla direttiva
La plenaria del Parlamento europeo ha approvato in via definitiva, a Strasburgo, con 370 voti contro 199 e 46 astenuti, l'accordo raggiunto in "trilogo" con il Consiglio Ue sulla cosiddetta direttiva sulle "case green", che stabilisce nuove regole per le prestazioni energetiche nell'edilizia, allo scopo di ridurre progressivamente le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel settore entro il 2030 e di pervenire alla neutralità climatica entro il 2050
Case green, la direttiva è arrivata al voto finale
Martedì 12 marzo 2024 la tanto discussa direttiva sulle case green – Energy performance of buildings directive (Epbd) – sarà al voto della Plenaria di Strasburgo. Dopo la discussione generale prevista per oggi, si arriverà al via libera finale. Il relatore, l’irlandese Ciarán Cuffe, ha fatto sapere di essere fiducioso sul fatto che ci sarà una forte maggioranza a sostegno della direttiva
Case green, dall’Europa le ultime notizie
Si torna a parlare di case green e di quali sono le ultime notizie in arrivo dall’Europa. Lunedì 15 gennaio la commissione Itre (Industria, ricerca, telecomunicazioni ed energia) del Parlamento europeo ha votato a maggioranza a favore della bozza di accordo Energy performance of buildings directive (Epbd) raggiunto lo scorso 7 dicembre. Un testo che contiene requisiti di adeguamento energetico meno stringenti e più flessibili. Quali sono adesso i prossimi passaggi? Scopriamolo insieme
Case green, l'Ue allenta le richieste e sposta i termini per l'abbandono delle caldaie a metano
C’è l’accordo sulla direttiva europea case green, ed è un accordo più mite del previsto. Con 38 voti favorevoli contro 20 a sfavore e 6 astenuti, la commissione Itre del Parlamento Europeo ha licenziato il testo, che passerà all’esame della plenaria di febbraio. Rilevanti cambiamenti per quanto riguarda i requisiti di adeguamento energetico, meno stringenti e più flessibili a discrezione dei Paesi membri, che dovranno redigere un piano di riduzione dei consumi con l’obbiettivo di arrivare a zero nel 2050. Spostata in avanti anche la scadenza per l’abbandono dei combustibili fossili e delle caldaie a metano nelle abitazioni: dal 2035 al 2040
Case green, le novità della direttiva: cosa prevede l'accordo
Giovedì 7 dicembre si è conclusa la trattativa tra le istituzioni europee sulla direttiva europea sulle case green iniziata lo scorso giugno. Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio su un testo relativo alla Energy performance of buildings directive (Epbd), che dovrà essere approvato e poi ufficialmente adottato da Parlamento e Consiglio Ue. Il testo sarà votato dalla commissione Itre il prossimo 23 gennaio
Case green, direttiva verso l’accordo il 7 dicembre
Il prossimo 7 dicembre Parlamento, Consiglio e Commissione Ue torneranno a riunirsi per stabilire il testo definitivo della direttiva sulle case green. Si procede dunque verso l'accordo. Ma con importanti novità. L’incontro seguirà quello dello scorso 12 ottobre, quando – dopo quasi dodici ore di colloqui – ha prevalso una linea più morbida e si è arrivati all’eliminazione della norma che imponeva l’obbligo di intervenire sugli immobili entro determinate scadenze
Case green, Confedilizia commenta le ultime novità: “Stop all’obbligo di intervenire entro determinate scadenze”
La proposta di direttiva europea sulle case green cambia volto. Giovedì 12 ottobre si è svolto un nuovo incontro tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue. L’intenzione era quella di premere sull’acceleratore e di fare importanti passi avanti, tanto che era stato deciso di procedere con una trattativa “a oltranza”. Ma, dopo quasi dodici ore di colloqui, ha prevalso una linea più morbida e si è arrivati all'eliminazione della norma che imponeva l’obbligo di intervenire sugli immobili entro determinate scadenze. Per avere maggiori dettagli su cosa è stato deciso, idealista/news ha parlato con il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa
Direttiva case green 2030, verso gli incontri del 6 e 12 ottobre
L’obiettivo è chiudere la partita della direttiva sulle case green, che prevede il miglioramento della prestazione energetica per gli edifici residenziali entro il 2030, prima della fine della legislatura europea. Considerando gli ultimi sviluppi e il fatto che le elezioni sono previste per inizio giugno 2024, si tratta di un traguardo ambizioso da raggiungere. Per tale ragione si sta cercando di premere sull’acceleratore. Il secondo trilogo formale tra Parlamento, Commissione e Consiglio che si è svolto il 31 agosto si è concluso con un nulla di fatto. E tutto è stato rimandato al terzo incontro, quello del 6 ottobre. I negoziati sono andati in stallo sull’installazione dei pannelli solari sugli edifici nuovi ed esistenti, tema sul quale ora sembra essere stato raggiunto un accordo informale
Case green, le ultime sullo stallo dei negoziati sui pannelli solari
In tema di case green, le ultime notizie raccontano qualcosa di diverso rispetto a quanto auspicato. Il confronto del secondo trilogo formale tra Parlamento, Commissione e Consiglio per arrivare a un accordo su un testo condiviso si è fermato. Dopo l’incontro del 6 giugno, anche quello del 31 agosto si è concluso con un nulla di fatto. E tutto è stato rimandato al terzo incontro, quello del 6 ottobre
Case green nel 2030, il 31 agosto si torna a discutere della direttiva europea
Case green entro il 2030. È questo il primo obiettivo previsto dalla direttiva europea di cui si tornerà a discutere questa settimana. Giovedì 31 agosto, infatti, è previsto il secondo incontro formale tra i rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione per arrivare a una mediazione su un testo condiviso. La strada, però, appare in salita. E i tempi sembrano dilatarsi. Raggiungere un accordo entro l’estate non sembra possibile e si fa sempre più concreta la possibilità che il contenuto della normativa cambi rispetto alla versione iniziale
Edilizia, incontro Fi-Confedilizia. Focus su case green e affitti brevi
Il Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia della Camera dei deputati, Paolo Barelli, ha ricevuto una delegazione della Confedilizia, guidata dal Presidente Giorgio Spaziani Testa. Nel corso dell'incontro, informa un comunicato, sono stati affrontati diversi temi di diretto interesse della Confederazione della proprietà edilizia, fra i quali la proposta di direttiva europea 'case green', la revisione degli incentivi fiscali per gli interventi sugli immobili e la questione delle locazioni brevi
Dall’aumento dei tassi di interesse alla direttiva Ue sulle case green, gli effetti sull'immobiliare
La presidente della Bce ha fatto sapere che, “escludendo un mutamento sostanziale delle prospettive di inflazione”, la Banca centrale europea continuerà ad alzare i tassi a luglio. Parole che hanno di fatto confermato la politica seguita dall’istituto centrale, ma che hanno anche destato preoccupazione. Secondo le previsioni degli analisti, l’aumento dei tassi di interesse proseguirà ancora, traducendosi in un aumento dei mutui a tasso variabile per le situazioni in essere e di quelli a tasso fisso per quelle nuove. Questo cosa comporterà? idealista/news ne ha parlato con il presidente di Confedilizia, soffermandosi anche sul tema della cedolare secca per gli immobili commerciali e della direttiva europea sulle case green. Vediamo dunque cosa sta accadendo al settore immobiliare, tra luci e ombre
Case green, Pichetto Fratin: “La direttiva Ue? Difficile intervenire entro il 2033”
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal vicedirettore de La Stampa, Marco Zatterin, in occasione dell’evento “La Stampa è con voi” alle Ogr di Torino, ha parlato anche delle case green e di quanto richiesto dalla direttiva Ue. Secondo quanto sottolineato, il problema non risiede nella sostanza di quanto richiesto, ma nei numeri, riflettendosi quindi sulle tempistiche. Ecco, nello specifico, quanto affermato nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano torinese
Case green, si allungano i tempi per l’accordo sulla direttiva europea
Il negoziato finale volto ad arrivare all’approvazione della direttiva europea sulle case green (EPBD, Energy performance of buildings directive) è partito. Dopo il via libera del Parlamento europeo lo scorso marzo, il primo trilogo si è svolto il 6 giugno e il secondo incontro formale tra i rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione per arrivare a una mediazione su un testo condiviso si svolgerà il prossimo 31 agosto. Ma proprio questo arco di tempo sembra mostrare le difficoltà sull’intesa. L’accordo lampo appare lontano
Lucchesi, (CNGeGL): “La casa green comprende una visione molto più ampia della prestazione energetica”
La direttiva Ue sull’efficientamento energetico degli edifici è al centro dell’attenzione. Dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo si attende ora quella fase dei negoziati dalla quale scaturirà il testo finale. Il tema è più che mai di attualità, ma cosa significa esattamente casa green? E come ottenerla davvero? Lo spiega a idealista/news il consigliere CNGeGL (Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati), Pietro Lucchesi
Dario Castiglia, Remax: "la direttiva sulle case green colpirà positivamente il mercato immobiliare"
La direttiva UE sulle case green, che prevede che gli edifici residenziali debbano raggiungere almeno la classe di prestazione energetica E entro il 2030 e D entro il 2033, ha suscitato non poche critiche anche da parte degli addetti al settore.
Case green e città sostenibili, cosa vogliono gli italiani
Sulla strada delle case “green” in Italia c’è ancora tanto da fare. Secondo una indagine Ipsos commissionata da Changes Unipol, al momento solo l’8 per cento degli italiani effettuerebbe opere di efficientamento energetico per la propria abitazione, e addirittura il 52 per cento dei nostri connazionali nemmeno conosce la classe energetica della propria abitazione. Gli italiani sono inoltre poco soddisfatti in generale per la sostenibilità delle nostre città. Ecco la situazione secondo la ricerca