Con la conversione in legge del Decreto Anticipi, entrano in vigore i nuovi obblighi per chi affitta un appartamento in locazione breve: dal Codice Identificativo Nazionale da tenere esposto all’obbligo di comunicazione dei dati in Questura alla cedolare secca che aumenta dal 21 al 26 per cento per chi affitti più di un appartamento. Il settore delle locazioni temporanee, comunque, continua ad interessare gli investitori: secondo i dati rilevati dal property manager Halldis nel 2025 gli investimenti saliranno ancora del 20 per cento.
In salita la domanda di affitti brevi e in particolare quella dei soggiorni medio-lunghi. Lo dicono gli ultimi dati di Halldis, storico operatore italiano specializzato in affitti brevi, secondo cui nel 2023, anno che ha visto la ripresa del turismo nel nostro Paese con oltre 445 mln di presenze, la richiesta di short-rental è aumentata del 15% e quella di mid-long term del 30%, confermando la tendenza del 2022. Ecco le principali tendenze degli affitti brevi in Italia, e quanto costa affittare casa nelle città più gettonate
La legge di Bilancio 2024 in via di approvazione include una norma sugli affitti brevi che prevede una doppia cedolare secca per chi affitta appartamenti ad uso turistico. Una “discriminazione” che non è piaciuta ai property manager che gestiscono appartamenti in locazione breve a livello professionale e che sono riuniti in associazione sotto la sigla di Aigab. Secondo l’Associazione dei property manager, alzare la cedolare secca al 26 per cento, sia pure a partire dal secondo appartamento affittato, penalizza un mercato strategico per l’economia italiana
Manovra di Bilancio in dirittura d’arrivo, e con essa arriva anche l’accordo definitivo su una questione spinosa, su cui non sono mancate le polemiche gli scorsi giorni. Parliamo della cedolare secca sugli appartamenti in affitto breve, definita un errore da molti punti di vista sia da Confedilizia che dall’associazione degli operatori extralberghieri Aigab. Oggi l’accordo è stato confermato, ma con alcune modifiche. Vediamo quali
L’articolo 19 della Manovra di Bilancio contiene una norma che prevede l’ aumento delle tasse sulle rendite da affitto breve, con una cedolare secca che passa al 26 per cento (dall’attuale 21 per cento). Nessuna agevolazione fiscale quindi per chi possiede una seconda casa e vuole metterla a reddito, affittandola anche solo per un giorno. Immediata la protesta di Confedilizia e di Aigab, che stima l'impatto negativo della misura sulle famiglie
Se stai valutando l'ingresso nel campo del mercato turistico, è essenziale acquisire una conoscenza completa delle normative e dei requisiti legali necessari prima di avviare l'attività. Per agevolarti in questo percorso e accelerare l'avvio, abbiamo elaborato un riassunto esauriente di tutte le informazioni rilevanti sia per quanto riguarda la gestione di una casa vacanza, che per quanto riguarda invece lo sviluppo di un’attività di locazione turistica
Il ruolo del Property Manager è cruciale nella gestione e nell'ottimizzazione degli alloggi turistici. Per emergere come Property Manager di successo, è di primaria importanza sottoporsi a una formazione adeguata, sviluppare determinate abilità e restare costantemente aggiornati sulle tendenze del settore. In questa guida parleremo dei passaggi chiave per diventare un esperto Property Manager e delle opportunità di crescita professionale che questa carriera può offrire
Il nuovo Ddl sugli affitti brevi, nella sua ultima bozza, introduce norme più stringenti per fare emergere le attività abusive di affittacamere e stabilisce dei limiti oltre i quali il privato cittadino che affitta una casa vacanza diventa imprenditore. Tuttavia, sia che lo si faccia per “arrotondare”, sia che lo si faccia come attività imprenditoriale, affittare camere è un business da comprendere e far fruttare al meglio. Nel suo libro SuperHost, Angelo Spinalbelli spiega passo dopo passo come fare ad avere un’attività imprenditoriale redditizia affittando camere
Maggiori adempimenti, minimum stay, imprenditorialità a partire dai 3 appartamenti. La mazzata che si prospetta per gli affitti brevi con il nuovo ddl diffuso dal Ministero del Turismo si abbatterà soprattutto sul piccolo proprietario, nella speranza – almeno formale – di ostacolare i cosiddetti “furbetti” che preferiscono affittare a turisti invece che concedere i propri appartamenti con contratti tradizionali. In quest’ottica si conferma l’obbligo di essere registrati ad un apposito registro nazionale e di essere soggetti a controlli da parte dei Comuni. Ma l’Aigab, associazione degli operatori professionali di affitti brevi, non ci sta. Il ddl non risponde ad alcuna emergenza, afferma il Presidente Marco Celani, appesantisce costi e obblighi anche per i professionisti e per gli host onesti, e danneggia il turismo
L’estate è nel suo pieno e, piaccia o no, porta valanghe di turisti nel nostro Paese, dopo gli anni di paura per la pandemia da Covid. È inevitabile che in questo contesto si continui a parlare di affitti brevi, essendo questi una delle alternative più gettonate agli alloggi in albergo, e dato anche il recente dibattito innescato dalle nuove norme del Ministero del Turismo per regolamentare il settore. Facciamo il punto della situazione
A Firenze il Ddl Santanchè sugli affitti brevi non basta: il sindaco ha studiato una stretta ulteriore per il centro storico del capoluogo toscano per preservare, nelle intenzioni, l’integrità dell’area Unesco e riportare i residenti nel centro cittadino. Nonostante il vertice tra sindaci e Ministero del Turismo, il Sindaco Nardella non ha ritirato le delibere in preparazione per abbracciare le norme previste dal disegno di legge. Ecco quindi quali saranno le norme sugli affitti brevi a Firenze
Luci e ombre, per adoperare una abusata espressione, sul Ddl Santanchè che mira a dare una disciplina uniforme allo spinoso problema degli affitti brevi in Italia. Se da un lato i professionisti del settore, dalle piattaforme on line ai property manager agli albergatori, sono soddisfatti – ancorché solo parzialmente – dall’altro i sindaci non lo sono affatto, dal momento che, a parer loro, la norma non risolve in alcun modo l’emergenza abitativa né darebbe alle amministrazioni maggior potere sul territorio. Di seguito spieghiamo perché non lo fa
Il Ministero del Turismo ha appena approvato il disegno di legge che potrebbe segnare la svolta nella disciplina degli affitti brevi, ponendo fine, si spera, al caos disciplinare che regna nel settore. IL Ddl Santanchè apre di fatto la strada al riconoscimento ufficiale della figura del property manager rendendo obbligatoria l’apertura di un codice specifico per la categoria, disciplinandone il ruolo di sostituto di imposta e introducendo delle sanzioni per chi “glissa” su questi doveri. Ma non è l’unica novità della nuova norma: vediamo insieme cosa dice il Ddl Santanchè sugli affitti turistici e il commento di Marco Celani, presidente Aigab
Il tema degli affitti brevi in Italia sta ormai diventando un dibattito che esula dalla stagionalità delle vacanze estive, per trasformarsi in un punto all’ordine del giorno nell’agenda delle attività strategiche del nostro Paese. Una buona regolamentazione del settore è diventata ormai un’esigenza che i property manager professionali, associati sotto la sigla di Aigab, stanno caldeggiando presso il legislatore. Con Marco Celani, Ceo di Italianway e presidente di Aigab, idealista/news ha fatto il punto della situazione.
Applicazioni per la gestione delle seconde case, cambiamento di gusti e abitudini di viaggio, portali web dedicati che mostrano migliaia di soluzione adatte a ogni gusto e ogni esigenza, in qualsiasi periodo dell’anno e in qualunque località del Paese, hanno contribuito a rafforzare la domanda di affitti brevi, che fino a poco più di un decennio fa restava un miraggio, facendo rinunciare ad una alternativa alla ricettività alberghiera ancor prima di iniziare a cercare. Uno studio di Locare misura l’entità del fenomeno degli affitti brevi oggi
Gli affittì brevi sono nell’occhio del ciclone, i sindaci delle maggiori città italiane, chiedono di porre un argine alla loro diffusione, ma sull’argomento serve fare chiarezza e la nuova direttiva dell’Unione Europea sulla cooperazione amministrativa appena entrata in vigore può essere il punto di partenza per risolvere il problema purché sia “italianizzata” in fase di decreti attuativi. E’ quanto afferma uno studio di Halldis, società italiana attiva dal 1986 nel settore degli affitti brevi
Il caro affitti di Milano è ormai diventato proverbiale. Se prima vivere nella “capitale del Nord” era quasi un sogno, ora è diventato di moda definirlo un miraggio per pochi. Appartamenti che possono arrivare a costare anche 900 euro al mese e che pochi davvero possono permettersi sono diventati un problema di immagine, oltre che di equità sociale. Problema che l’amministrazione meneghina ha deciso di risolvere chiedendo per Milano ciò che avviene a Firenze e a Venezia, ovvero la limitazione degli affitti turistici per aumentare l’’offerta abitativa sulla città e calmierare, di conseguenza i prezzi. Ma è davvero questo il problema? Aigab, l’associazione dei property manager che gestiscono affitti brevi in tutta Italia, non è d’accordo, ed ecco perché
Il reddito da locazione breve viene indicato nel 730? Ed eventualmente dove viene riportato? Cosa accade quando il locatore non è proprietario dell’immobile, ma comodatario o sublocatore? A fornire risposte a queste domande è direttamente il Fisco
I contratti di locazione breve sono pensati per chi ha la necessità di prendere in affitto un immobile per un periodo di tempo limitato. Scopriamo cosa sono, quali sono gli adempimenti richiesti e in cosa si distinguono rispetto alle locazioni turistiche
Knigh Frank lancia il suo primo Prime Global Rental Index, che indaga in quali città al mondo gli affitti residenziali “prime” sono diventati più cari nel 2022. Vediamo insieme in quale città costa di più prendere casa in affitto secondo gli esperti
Gli affitti brevi danno soddisfazione anche quest’anno: i numeri del settore, nella prima estate post pandemia, sono decisamente positivi, anche se non ancora ai livelli pre-covid. Tuttavia, nonostante la voglia di turismo sia tornata forte anche tra gli stranieri, il nemico per lo sviluppo del business è tutto italiano. Ovvero, le mille contraddizioni di una regolamentazione ancora lontana dall’efficienza e, soprattutto, dalla lotta al sommerso. Ne abbiamo parlato con Marco Celani, ad di Italianway e presidente di Aigab
Casa dolce casa…ma un po’ meno quando si tratta di pagare l’affitto.
Solo notizie positive, nonostante tutto, per il business degli affitti brevi. I dati di Italianway e CleanBnb parlano infatti di un settore in buona salute, pronto a prosperare anche nel 2022. Ecco secondo gli operatori cosa cercano i clienti e quali fattori saranno determinanti per gli affitti brevi nell’anno appena iniziato
La pandemia continua a colpire il mercato degli affitti; secondo l’International Rent Index Report di HousingAnywhere il primo trimestre del 2021 vede ancora prezzi in calo, anche se meno rapidamente rispetto al periodo precedente. Ecco cosa sta succedendo nelle città europee
Case, ville, chalet, trulli, dammusi e residenze d’epoca: per gli affitti brevi 2021 sono state queste le destinazioni più cercate in tutta Italia per soggiorni a partire da una notte fino a 18 mesi, da famiglie, globetrotters, nomadi digitali, holidayworkers e viaggiatori business.
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